Roma, 21 luglio 2026 – Comprare un gioiello di valore è diventato più complesso. Il prezzo dell’oro resta su livelli elevati, il mercato dei diamanti sta attraversando una fase di trasformazione e la crescita dei diamanti creati in laboratorio ha ampliato le possibilità di scelta. Per chi acquista, il tema non è più soltanto trovare il prezzo migliore, ma capire cosa c’è dietro quel prezzo.
Oro alto, gioielli più leggeri
Secondo il World Gold Council, nel primo trimestre 2026 la domanda globale di gioielleria in oro è scesa a 299,7 tonnellate, il 23% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il valore della domanda, però, è aumentato del 31%, raggiungendo 47 miliardi di dollari, il livello più alto mai registrato per un primo trimestre.
Il dato fotografa una dinamica chiara: si compra meno oro in quantità, ma si spende di più. “Quando l’oro sale, il cliente lo percepisce immediatamente. Cambia il peso della montatura, cambia il preventivo, cambia il rapporto tra metallo e pietra. Due gioielli possono sembrare simili, ma avere una struttura di costo molto diversa. Per questo oggi il consumatore deve imparare a leggere il gioiello, non solo a guardarlo”, spiega Enrico Terzo, fondatore di Mercante di Pietre.
Il settore orafo italiano sotto pressione
Il tema riguarda da vicino anche l’Italia. L’analisi del Research Department di Intesa Sanpaolo, presentata a VicenzaOro in collaborazione con il Club degli Orafi Italia, descrive per il settore orafo italiano uno scenario 2026 complesso, segnato da prezzi record dell’oro, tensioni internazionali e consumi più prudenti. Federorafi ha inoltre segnalato che il 2025 si è chiuso con una perdita di quote export di quasi 3 miliardi di euro rispetto al 2024, in un contesto reso ancora più delicato dal rialzo delle quotazioni dei metalli preziosi.
Anche Reuters ha raccontato come i gioiellieri italiani stiano reagendo al rally dell’oro ridisegnando alcuni prodotti per ridurre il contenuto di metallo senza alterarne l’impatto estetico. In alcuni casi, il focus si sposta su gioielli più leggeri; in altri, su lavorazioni capaci di mantenere volume e presenza visiva contenendo il peso dell’oro.
Oro 14 kt, oro 18 kt e platino
Questa trasformazione si riflette anche nelle richieste quotidiane dei clienti di Enrico Terzo. Sempre più persone chiedono montature in oro 14 kt, una soluzione percepita come più accessibile in una fase di prezzi elevati, al punto che alcune fonderie non sono sempre preparate a soddisfare la domanda. Nell’oro bianco, inoltre, la differenza visiva tra 14 kt e 18 kt può risultare quasi impercettibile per il cliente finale: il gioiello viene rodiato e ciò che appare alla vista è la superficie in rodio, non il colore originario della lega.
In parallelo cresce anche la richiesta di montature in platino, soprattutto per gioielli importanti e anelli destinati a durare nel tempo. Il platino, però, non è trattato da tutti i laboratori orafi: è un metallo più complesso da lavorare e richiede competenze, attrezzature e tempi di produzione specifici.
“Il cliente spesso vede solo il prezzo complessivo. In realtà quel prezzo è composto da più variabili: metallo, pietra, lavorazione, certificazione, complessità della montatura, tempi di realizzazione, personalizzazione. Oggi bisogna spiegare anche perché una montatura può essere in oro 14 kt, in oro 18 kt o in platino, e che cosa cambia davvero per chi indosserà il gioiello”, aggiunge Terzo.
Diamanti in trasformazione
Parallelamente, il mercato dei diamanti sta vivendo una fase di ridefinizione. Reuters ha segnalato che la vendita di De Beers da parte di Anglo American è in fase avanzata, dopo una ristrutturazione avviata in un contesto di prezzi dei diamanti in calo e crescita globale dei diamanti sintetici o creati in laboratorio.
Per il consumatore, questo significa muoversi in un mercato più articolato: da un lato diamanti naturali, legati a rarità, provenienza, qualità e certificazione; dall’altro diamanti creati in laboratorio, che hanno la stessa natura chimica del diamante ma diversa origine, diverse dinamiche di prezzo e diversa percezione di mercato.
“Il primo errore è confrontare due pietre soltanto sul prezzo al carato. Il secondo è pensare che tutto ciò che è costoso sia automaticamente un investimento. Un diamante naturale, un diamante creato in laboratorio, uno zaffiro, uno smeraldo o un’altra pietra di colore possono essere scelte corrette, ma rispondono a logiche diverse”, spiega Terzo. “Chi compra deve chiedersi: sto cercando un gioiello da indossare, un simbolo, un oggetto personalizzato o un bene che possa conservare valore nel tempo?”
Gioiello o investimento?
Negli ultimi mesi, Mercante di Pietre registra un aumento delle domande legate al valore nel tempo: clienti che chiedono se convenga orientarsi su oro, diamanti o pietre di colore, spesso disorientati dall’oscillazione delle quotazioni dell’oro e dal ridimensionamento dei prezzi in alcuni segmenti del mercato dei diamanti. È un passaggio delicato, perché il gioiello resta prima di tutto un oggetto da indossare e un simbolo, mentre un investimento richiede parametri diversi: prezzo d’acquisto, liquidabilità, certificazione, rarità, qualità e orizzonte temporale.
Trasparenza e domande giuste
La trasparenza terminologica è diventata centrale. Il GIA, Gemological Institute of America, nel 2025 ha annunciato che per i diamanti creati in laboratorio adotterà una terminologia descrittiva diversa da quella utilizzata per i diamanti naturali. CIBJO, la World Jewellery Confederation, indica inoltre che i consumatori devono ricevere informazioni complete e non ambigue su ciò che stanno acquistando.
Secondo Mercante di Pietre, prima di acquistare un gioiello importante oggi bisognerebbe chiedersi:
- La pietra è naturale o creata in laboratorio?
- È accompagnata da una certificazione riconosciuta?
- Il prezzo è coerente con caratura, colore, purezza, taglio e proporzioni?
- Quanto incide il metallo prezioso sul costo finale e quale lega viene utilizzata: oro 14 kt, oro 18 kt o platino?
- La montatura è standard o realizzata su richiesta?
- Il gioiello viene acquistato per uso personale, valore affettivo, conservazione di valore o investimento?
- Esistono alternative più adatte al budget, come pietre di colore, carature diverse, montature più leggere o soluzioni su misura?
“Il cliente oggi è più informato, ma anche più esposto a informazioni parziali. Online trova migliaia di pietre, prezzi e schede tecniche, ma non sempre sa interpretarle. Il ruolo del consulente è trasformare quella quantità di dati in una scelta comprensibile”, afferma Terzo.
Il modello Mercante di Pietre
Attraverso mercantedipietre.com, Mercante di Pietre consente di accedere online a oltre un milione di diamanti e pietre preziose, integrando catalogo digitale, consulenza e gioielleria su richiesta. La logica è diversa da quella della gioielleria tradizionale fondata sul magazzino: la selezione parte dalla pietra più adatta alle esigenze del cliente e prosegue con la realizzazione del gioiello.
“Il gioiello resta emozione. Ma oggi, soprattutto quando parliamo di oro, diamanti e pietre preziose, l’emozione deve camminare insieme alla trasparenza. Comprare bene significa fare le domande giuste prima di innamorarsi dell’oggetto”, conclude Terzo.
Mercante di Pietre
Mercante di Pietre è un progetto fondato da Enrico Terzo e accessibile attraverso mercantedipietre.com, che consente di consultare online un catalogo di oltre un milione di diamanti e pietre preziose, integrando selezione digitale, consulenza specializzata e gioielleria su richiesta. Il modello lavora sul venduto, superando la logica del magazzino tradizionale e permettendo al cliente di costruire un gioiello personalizzato a partire dalla pietra più adatta alle proprie esigenze.
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