Garantire una transumanza sicura, tutelare il benessere degli animali e assicurare la sicurezza delle persone e della viabilità, su strada e ferroviaria.
Questi gli obiettivi delle nuove linee guida presentate da ATS Insubria e Prefettura di Varese per affrontare in modo coordinato il fenomeno del pascolo vagante e della movimentazione delle greggi sul territorio provinciale.
Una tradizione che non è folklore, ma attività economica e tutela del territorio insieme, che coinvolge 9 greggi in provincia di Varese per un totale di circa 5 mila capi ovini e 600 caprini.
A questi si aggiungono una manciata di greggi bergamasche, che per raggiungere gli alpeggi estivi pure passano sul territorio varesino.
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L’iniziativa di creare un protocollo più ampio sulla gestione di questa attività, coinvolgendo oltre ad Ats, anche le forze dell’ordine e gli enti locali, nasce dall’esperienza maturata negli ultimi anni, durante i quali non sono mancate situazioni critiche. Non ultimo l’incidente che ha coinvolto un runner sulla pista ciclabile attorno al Lago di Varese.
Da qui la decisione di aggiornare le procedure operative per consentire interventi più rapidi ed efficaci.
In pratica l’accordo firmato da Ats e Prefetto, definisce linee guida chiare sulle regole da rispettare e sulle procedure da attivare nel caso in cui emergano situazioni critiche. Ad esempio i percorsi delle greggi in transumanza devono rispettare determinate distanze da strade, ciclabili e parchi, e vanno comunicati preventivamente. Ogni capo è tracciabile ma nel caso in cui si verifichino situazioni critiche, come dispersione di capi, invasione di terreni o deturpamento di zone pubbliche o private, si identificano precise procedure di intervento.
Coesione e coordinamento
«L’obiettivo – ha spiegato il direttore generale di ATS Insubria, Salvatore Gioia – è garantire che la transumanza sul nostro territorio possa svolgersi in piena sicurezza, tutelando contemporaneamente il benessere degli animali, la sicurezza dei cittadini e l’ordine pubblico. Le linee guida disciplinano anche il recupero dei capi di bestiame rintracciati sul territorio e rappresentano uno strumento condiviso nato dall’esperienza concreta maturata negli anni».
Il prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, ha evidenziato il valore della collaborazione istituzionale: «Il lavoro svolto insieme al Dipartimento veterinario di ATS Insubria consente di offrire ai sindaci uno strumento operativo concreto per affrontare il tema del pascolo vagante. Il coordinamento tra le istituzioni permette di coniugare il benessere degli animali con quello dei cittadini e con le esigenze di sicurezza pubblica».
Il presidente della Provincia Marco Magrini, nei panni di direttore del Dipartimento Veterinario di ATS Insubria, ha ricordato alcuni episodi che hanno evidenziato la necessità di regole condivise. Tra questi, l’aggressione subita da un runner sulla pista ciclopedonale da parte di alcuni cani da guardiania, che stavano svolgendo il proprio compito di protezione del gregge. «In quel caso il problema è stato che il pastore ha lasciato solo il gregge in una zona limitrofa alla pista ciclabile», ha detto.
In altri casi è successo che alcuni animali siano entrati in parchi pubblici o in aree coltivate. Per questo una situazioni critiche normate riguarda il recupero degli animali zootecnici vaganti.
Se per gli animali d’affezione esistono già procedure consolidate, fino a oggi mancavano indicazioni specifiche per bovini, ovini, caprini, equidi e altri animali da allevamento. ATS Insubria ha quindi predisposto un servizio dedicato, attivo da circa un anno e al quale i Comuni possono aderire, con un numero di riferimento per la Polizia locale da contattare in caso di necessità.
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Il responsabile dell’Igiene Urbana Veterinaria, Umberto Coerezza, ha sottolineato come il pascolo vagante si collochi «all’incrocio di normative di diverso livello», rendendo spesso complessa l’applicazione pratica delle disposizioni. «Le linee guida – ha spiegato – rappresentano uno strumento di governo del territorio e ATS è disponibile ad affiancare gli enti locali nella loro applicazione».
ATS Insubria ha inoltre ricordato di aver sottoscritto un protocollo con le Procure per la gestione degli animali sequestrati o coinvolti in procedimenti per maltrattamento, soprattutto quando si tratta di allevamenti con un numero elevato di capi.
Le greggi e la ricomparsa del lupo
A margine della presentazione della nuova circolare, è stato affrontato anche il tema della presenza del lupo sul territorio provinciale, con particolare riferimento agli avvistamenti segnalati nell’area di Daverio.
È stato precisato che per ora non ci sono branche residenti, e che tutte le segnalazioni confermate riguardano lupi in dispersione, ovvero giovani adulti di passaggio, in cerca di un territorio in cui fermarsi.
«L’accertamento delle eventuali predazioni è di competenza delle guardie venatorie che verificano se gli episodi siano effettivamente attribuibili al lupo – ha precisato Magrini – I pastori coinvolti da questi episodi sono stati agganciati da programmi pubblici per la tutela delle greggi, che mettono a disposizione, tra le altre cose, cani pastore appositamente addestrati per respingere eventuali aggressioni da parte dei lupi.
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