CINEMA, estate ed eventi. Soverato, Magna Græcia Film Festival 2026: serata di premiazione con Kevin Spacey


Soverato (CZ), 2 agosto 2026 – È dunque calato il sipario sul Magna Græcia Film Festival 2026, manifestazione cinematografica ideata e diretta da Gianvito Casadonte. Sono state otto serate dense di emozioni, proiezioni, incontri con registi, attori e personalità di spicco, dibattiti su sport, libri e giustizia, musica dal vivo e valorizzazione delle eccellenze del territorio, presentate da Carolina Di Domenico e Marco Maccarini, mentre ambassador e madrina dell’edizione è stata l’attrice Fotinì Peluso.

Kevin Spacey

 

 

ARRIVEDERCI AL 2027

La sezione Documentari è stata curata da Antonio Capellupo, mentre quella internazionale da Silvia Bizio, da anni punto di riferimento tra Hollywood e il cinema italiano. Il Magna Græcia Film Festival (MGFF) si è confermato essere un ponte tra arte e territorio, divenendo il fiore all’occhiello di una Calabria che sa raccontarsi attraverso bellezza, passione e talento. «Forse è proprio questo il compito della nostra generazione: costruire un nuovo rinascimento – ha dichiarato nel corso del suo discorso di chiusura Gianvito Casadonte -, un rinascimento in cui l’intelligenza artificiale non sostituisca il pensiero umano, ma lo amplifichi. Un rinascimento in cui la cultura torni ad essere il motore dello sviluppo civile, economico e sociale. Ed è in fondo ciò che, con infinita umiltà ma con ostinazione, abbiamo cercato di fare in questi ventitré anni. È per questo che il Magna Grecia Film Festival continua ad esistere: non per celebrare il cinema, ma per celebrare l’uomo attraverso il cinema». Il momento di massimo respiro internazionale è stata la conversazione d’autore condotta da Silvia Bizio con il due volte Premio Oscar Kevin Spacey, insignito della prestigiosa Colonna d’Oro.

SERATA FINALE CON KEVIN SPACEY: CINQUE SIMBOLICHE PAROLE

In un racconto intimo e profondo, l’attore americano ha ripercorso la propria vita partendo dall’infanzia: «Quando avevo solo otto anni i miei genitori già sapevano che avrei voluto fare l’attore. Mio padre pensava fosse un’idea sciocca, ma ogni volta che mi faceva le prediche su come trovare un vero lavoro, mia madre invece gli diceva di tacere e che avrei vinto degli Oscar. Lei credeva così tanto in me che in cucina mi dava la bottiglia del ketchup e mi insegnava come accettare un Oscar: è da lei che ho imparato ad accettare premi come questi che mi state consegnando stasera». Spacey ha riflettuto anche sul senso profondo del proprio percorso e del mestiere dell’attore: «Vincere è una cosa, ma ho sempre imparato molto di più quando ho perso. Sono diventato più forte perdendo. Perché le sfide, l’avversità e l’incertezza sono le grandi attrazioni della vita e per gli artisti sono parte del nostro processo. La creatività fiorisce nel conflitto, l’eccellenza esplode nella sfida. Perché senza il buio non c’è il dramma, senza il dramma non c’è arte e senza arte non c’è luce. Attraverso il nostro lavoro possiamo tutti avvicinarci di più: la cosa più importante è che potete perdere di tutto, ma non dovete perdere mai voi stessi». Infine, ha affidato alla platea il suo messaggio di ripartenza riassunto in cinque simboliche parole: «Risanato, riparato, restaurato, rinato, rinnovato. Voglio ringraziare soprattutto i miei fan in Italia, che continuano a credere nel mio lavoro e mi danno la fiducia di continuare». Il MGFF 2026 si è concluso con la proiezione del suo celebre film “Swimming with Sharks – Il prezzo di Hollywood”. La giuria del Concorso italiano opere prime e seconde era composta da Renato De Maria (presidente), Marco D’Amore, Aurora Giovinazzo e Matteo Oscar Giuggioli.

MIGLIOR OPERA PRIMA E SECONDA ITALIANA: “TIENIMI PRESENTE”, DI ALBERTO PALMIERO

Motivazione: nell’opera prima di Alberto Palmiero ci sono la sua mamma ed il suo papà. La città natia, le strade in cui è cresciuto, i suoi amici. I piccoli rituali che connotano la cultura di un popolo, un modo di parlare radicato alla terra, la timidezza tipica di chi, essendo cresciuto nella periferia del mondo, si sente troppo poca cosa per stare al centro dell’attenzione. Poi c’è una strada lunga che porta chissà dove e il coraggio di lasciarsi alle spalle queste piccole e magiche certezze per affrontare il futuro che mai si conosce davvero. Andare via, dire addio. “Tienimi presente” è un film pieno di fragilità e inciampi, non è un film perfetto (vivaddio!) ma è un film sincero, onesto che parla a tutti perché tutti conosciamo i tremori degli esordi, la paura che fanno gli inizi. Nel cinema in questo caso, come nella vita. Nell’amore come nell’amicizia. Il film si sviluppa con tale garbo e timida incertezza da riportare ciascuno di noi al momento cruciale in cui abbiamo imboccato quella strada, speranzosi e d intimoriti, col sorriso tra le lacrime. Proprio come Alberto.

MIGLIORE REGIA: “GIOIA MIA”, DI MARGHERITA SPAMPINATO

Motivazione: Margherita Spampinato con “Gioia mia” firma un debutto alla regia folgorante. Con le sue immagini intrise di magia e con il suo ritmo narrativo ipnotico ci trascina in un mondo luminoso fatto di memoria collettiva, dove la luce del sole e la penombra del meriggio disegna personaggi puri che odorano di verità. Una poesia costante che non ci abbandona mai, corre sul filo sottile del rischio e riesce sempre a rimanere in equilibrio perfetto.

MIGLIOR ATTORE: FRANCESCO COLELLA PER “LA GIOIA”, DI NICOLANGELO GELORMINI

Motivazione: per aver dato complessità e motivazione a un personaggio capace di atti brutali e vigliacchi e senza la pretesa di farlo, raccontando che il seme del male germoglia sempre in radici comuni. Con la sua interpretazione Francesco Colella dimostra una rara capacità di abitare gli abissi umani e di saperli trasformare in pulsante materia cinematografica.

MIGLIOR ATTRICE: VALERIA GOLINO PER “LA GIOIA”, DI NICOLANGELO GELORMINI

Motivazione: per aver dato voce, con straordinaria sensibilità e rigore, a un personaggio di intensa complessità emotiva. Valeria Golino offre un’interpretazione di rara autenticità, capace di trasformare ogni silenzio, ogni sguardo e ogni gesto in un racconto profondo dell’animo umano. Con misura, coraggio e una presenza scenica magnetica, restituisce tutta la fragilità e la forza della sua protagonista, regalando al film un’interpretazione che emoziona e rimane impressa.

MENZIONE SPECIALE A SAUL NANNI PER “LA GIOIA”, DI NICOLANGELO GELORMINI

Motivazione: Saul Nanni ne “La Gioia” diventa uomo, donna, animale, figlio. Incanta. Un veleno dolcissimo, un attore che rischia e racconta più di un caso di cronaca, forse una storia d’amore, brutale e trite, senza interpretare un mostro, ma un uomo e i suoi aspetti più bui. Dimostrazione di una classe pronta a fiorire.

MIGLIORE SCENEGGIATURA: “BREVE STORIA D’AMORE”, DI LUDOVICA RAMPOLDI

Motivazione: per il riuscito e sorprendente debutto alla regia di Ludovica Rampoldi che costruisce, attraverso una sceneggiatura perfetta, un impianto narrativo complesso eppure fluido. I suoi personaggi si muovono su una rete esistenziale costantemente imprevedibile. Ogni volta che viene raggiunta una verità questa viene smentita da svolte improvvise con cui Ludovica si diverte a ribaltare i punti di vista, sicura del suo plot e dei suoi personaggi disegnati con cura e amore. Le passioni, le malinconie, le contraddizioni, le cose buffe che appartengono alla vita reale qui prendono corpo con intelligenza e morbida accettazione.

PREMIO GIUSEPPE PETITTO AD AURORA QUATTROCCHI PER “GIOIA MIA”

Motivazione: con la sua interpretazione in “Gioia mia” ha regalato al cinema italiano un personaggio intenso, ironico e commovente, dimostrando che i grandi incontri con il successo avvengono quando l’esperienza, la verità e la grazia trovano finalmente il ruolo capace di contenerle. Ad Aurora Quattrocchi un’artista che ha fatto della semplicità una forma di grandezza, dell’ironia uno strumento di verità e della recitazione un meraviglioso atto d’amore.

MIGLIORE OPERA INTERNAZIONALE: “UN POETA”, DI SIMON MESA SOTO

Motivazione: un film di crudo realismo, attraversato da un’ironia sottile e tagliente, nel quale una fotografia intensa ed espressiva utilizza la luce per raccontare il lento declino del protagonista. Con un linguaggio essenziale, rigoroso e privo di manierismi, Simón Mesa Soto demistifica il mito romantico del poeta maledetto, contrapponendo alla liricità dell’arte la miseria e le contraddizioni della vita quotidiana. La sorprendente interpretazione di Ubeimar Ríos, alla sua prima prova da attore, ci consegna un ritratto magnetico, doloroso e profondamente umano del fallimento, della solitudine e dell’ostinata necessità di continuare a credere nella poesia e nell’arte.

MIGLIOR DOCUMENTARIO: “IL PILASTRO”, DI ROBERTO BEANI

La giuria Documentari composta da Domenico Vacca, Francesco Frangipane (presidenti) e i ragazzi dell’Associazione Jump (Valeria Battaglia, Teodoro Chiaravalloti, Nicole Lagani, Ginevra Origlia, Nicola Squillace) ha decretato i seguenti premi: per la capacità di trasformare un racconto particolare, come quello del quartiere Pilastro di Bologna, in una riflessione universale sulle periferie del mondo e sul senso dell’abitare contemporaneo. Un’opera filmica che, con uno sguardo sensibile e originale, va oltre gli stereotipi, offrendo un racconto autentico sul senso di comunità, sull’inclusione e sulla continua ridefinizione del vivere collettivo facendoci scoprire un’incredibile fenomeno sociale e civile che ha completamente ribaltato il rapporto tra spazio urbano, memoria e comunità.

MENZIONE SPECIALE A “OCEANI”, DI BARBARA ROSANÒ E VALENTINA PELLEGRINO

Motivazione: per la sensibilità e l’autenticità con cui racconta una storia di straordinaria forza umana, quella di Manuel Sirianni e della sua famiglia, che invita a interrogarsi sul significato dell’ascolto, dell’inclusione e del diritto di ogni persona a esprimere la propria identità. E ci restituisce con grande intensità la ricchezza di una voce altra che chiede semplicemente di essere ascoltata. Sono stati inoltre assegnati gli Ippocampo d’Oro by Megna a Leonardo Metalli, Manuela Sain, Mariana Lancellotti, Darko Peric, Giulia Bevilacqua, Mariam Battistelli e Fotinì Peluso. I Premi Fondazione Calabria Film Commission assegnati a Kevin Spacey e Isabella Ferrari sono stati consegnati dal presidente Anton Giulio Grande Le Colonne d’Oro realizzate dal Brand GB Spadafora sono andate a Piero Ausilio, Lino Banfi, Rino Barillari, Carl Brave, Marco D’Amore, Isabella Ferrari, Irene Maiorino, Giulia Michelini, Caterina Murino, Kevin Spacey, Can Yaman, Nadia Paone, Protezione Civile Calabria e Pasquale Anselmo.


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Redazione Insidertrend

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