“È la regista degli attacchi, mi affronti”


Roma, 6 agosto 2026 – “Non dovete comunque chiedere a me se è andata bene oggi questa audizione, dovete chiederlo a Giorgia Meloni se è soddisfatta, perché lei è la regista di tutto questo“. Lo ha detto Giuseppe Conte al termine dell’audizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid e sulla gestione della pandemia. “Meloni è la regista anche di questi attacchi, di questo plotone di esecuzione che viene portato e realizzato in commissione qui Covid, e ovviamente tutto quel circuito mediatico grazie a stampa e TV amiche che gettano fango da tempo per colpirmi politicamente”. 

Mentre Anthony Fauci negli Usa viene dichiarato “colpevole di oltraggio al Congresso” da una Commissione d’inchiesta sul Covid, oggi in Italia il leader del Movimento 5 Stelle e presidente del Consiglio nei mesi più duri della Pandemia si è presentato davanti alla Commissione difendendosi: “Il Governo agì un una situazione di emergenza”, ha detto in audizione, attuando provvedimenti che “sono stati un esempio a livello internazionale” e che anno “salvato centinaia di miglia di vite”. Ecco com’è andata. 

Nel centrodestra “vorrebbero farsi domande e darsi anche le risposte. Oggi questo non è stato possibile”, ha commentato Conte alla fine dell’audizione. E, rivolto alla premier Meloni, il leader M5S ha sottolineato: “Le mando un messaggio: visto che questi mezzucci hanno un corto respiro, perché poi arriva il momento in cui io ci sono, sto qui a parlare, a chiarire tante ore, addirittura neppure la maggioranza ha il coraggio di farmi le domande su quelle stupidaggini: mascherine, Di Donna… Ma chiariremo comunque tutto, ci ritorneremo anche a settembre. Allora dico, Giorgia Meloni, non è meglio che mi affronti politicamente? Su, via, in trasparenza. Io sono qui, confrontiamoci politicamente da esponenti politici seri, responsabili, e cerchiamo di evitare questi trucchetti, questi mezzucci, perché non portano da nessuna parte”.

“Non mi sento un eroe”

Conte detto di “non sentirsi un eroe” e ha rivendicato la legittimità dei Cdpm” e che la Commissione “come un plotone di esecuzione contro di me” può tranquillamente scavare a fondo ma “non troverà comportamenti illeciti” e che la proroga non fu “una dittatura” ma anzi con quel provvedimento du “garantito lo Stato democratico”. Anzi Conte ha accusato Fratelli d’Italia, oggi in maggioranza, di aver speculato sulla vicenda senza collaborare, all’epoca, a risolvere la situazione all’epoca del Covid.

Fra i punti sotto la lente della Commissione c’erano anche gli acquisti fatti dal Governo (in particolare delle mascherine e dispositivi sanitari) durante la pandemia. E proprio su questo aspetto c’è stato un colpo di scena con Conte ha fatto mettere agli atti una lettera anonima ricevuta nei giorni scorsi.

La lettera anomima

”Lunedì ho depositato in Procura una lettera arrivatami in forma anonima”, che contiene un verbale. “Ve lo illustro brevemente. Reca nell’epigrafe la presidenza del Consiglio dei ministri Unità per il completamento della campagna vaccinale e per l’adozione di altre misure di contrasto alla pandemia. Il documento è stato redatto il 14 aprile 2022 e mi è arrivato con i nomi oscurati, ma ci sono tutte le qualifiche. È un verbale siglato in tutte le pagine. Consta di 10 pagine e si comprende dal frontespizio che ci sono i rappresentanti dell’area giuridico legale e del contenzioso della struttura commissariale, dell’area logistica della struttura commissariale, i rappresentanti dell’Agenzia delle Dogane di Roma”.

Audizione dell'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte in commissione Covid

L’ex premier e leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte affiancato da Marco Lisei durante l’audizione alla commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del COVID

Audito dalla commissione Covid, l’ex premier Giuseppe Conte, spiega il contenuto del documento che ha depositato in Procura che riguarda il caso delle mascherine. Il leader M5S rivela che ”questo verbale viene redatto con tutti questi soggetti alla fine di verificare la consegna delle mascherine effettuate dalla società ‘JC-Electronics Italia srl’. Leggendo questo verbale emergerebbe che tutti questi colli, che sono in quel momento depositati presso – credo un deposito di Pomezia – non sarebbero mascherine che hanno un’efficacia filtrante. Addirittura i colli, nel documento di accompagnamento, avrebbero una rappresentazione contraffatta. Questo è un documento del 2022. Perché lo deposito come prima cosa oggi? E perché sono andato in Procura? Perché ‘JC-Electronics Italia srl’ è agli onori della cronaca. Non da ex presidente del Consiglio, ma da giurista, mi sono molto meravigliato del fatto che abbiamo letto dai giornali che c’è stata un’interrogazione al Senato e sono via via filtrate notizie dove è venuto fuori che lo Stato, ovvero la presidenza del Consiglio dei Ministri e il ministero della Salute, hanno sottoscritto un contratto transattivo per 100 milioni. Io uso il condizionale – precisa Conte – perché non ho elementi per fare accertamenti diretti, non ho elementi per operare costruzioni però per coscienza civica e responsabilità – anche per quelle competenze giuridiche – ho deciso di segnalare questo documento alla Procura perché c’è la possibilità che siano stati transati, ovvero siano stati consegnati a una società privata 100 milioni dello Stato”. Si tratta di ”una cifra ragguardevole, visto che qui si parla e si è parlato anche in più occasioni di risorse dello Stato durante i fatti della pandemia”.

”Quindi – sottolinea Conte – ci sarebbe la possibilità, tutta da accertare, di valutare se addirittura sono stati pagati questi 100 milioni, una cifra obiettivamente enorme, da un singolo imprenditore per addirittura mascherine che non erano corrispondenti a quelle che erano le caratteristiche anticipate. Sottopongo quanto detto anche all’attenzione di questa commissione, perché è assolutamente meritevole di approfondimento. Qui non c’è colore politico, stiamo parlando di 100 milioni dello Stato, 100 milioni di cittadini. Qual è la particolarità di questa vicenda? Una sentenza che addirittura liquida oggettivamente a favore di questa società oltre 200 milioni”. Conte chiede di ”bloccare” la transazioni sospetta di 100 milioni di euro.

Mascherine Covid

Affermazioni a cui ha replicato la società Jc-Electronics. “Il documento di dieci pagine di cui parla il presidente Conte, pervenutogli in forma anonima, non è una novità: un documento di dieci pagine sulle mascherine Aoxing è già stato portato in giudizio dallo Stato, insieme al dossier dei militari della Struttura Commissariale, ed è uscito indenne dal vaglio della magistratura”. Così Jc Electronics Italia S.p.A. replica in una nota alle dichiarazioni del leader del M5s, Giuseppe Conte, in commissione Covid.

“La società ricorda che il tribunale di Roma, con sentenza n. 10918/2025 del 21 luglio 2025, ha rigettato la querela di falso proposta dall’Avvocatura dello Stato per conto della presidenza del Consiglio e del ministero della Salute contro la certificazione delle mascherine Aoxing AX-KF95, condannando le amministrazioni alle spese: l’esito positivo delle analisi è stato pacificamente attestato sia dall’Inail sia dalla perizia tecnica svolta dall’Agenzia delle Dogane su richiesta della stessa struttura commissariale, con prova di tenuta risultata conforme alla norma UNI EN 149:2009”, si legge nella nota. “Le stesse mascherine – prosegue – sono oggetto della sentenza n. 17025/2024 del Tribunale di Roma, che ha condannato le amministrazioni a un risarcimento di oltre 203 milioni di euro, divenuta definitiva dopo l’estinzione dell’appello, e di nove pronunce tributarie favorevoli, da ultimo la n. 480/2026 della Corte di Giustizia Tributaria di Venezia, che ha condannato l’Agenzia delle Dogane a restituire dazi e Iva trattenuti da sei anni. Quasi otto milioni di pezzi Aoxing, censiti dagli stessi militari nel 2021, giacciono ancora nei magazzini della Struttura Commissariale”. “Ben diversa – conclude JC – è la vicenda delle mascherine acquistate dal consorzio cinese Luokai-Wenzhou, pagate 1.250 milioni di euro e in gran parte risultate insalubri agli esami di più laboratori. La società si riserva di difendersi in tutte le sedi e invita il presidente Conte, laddove avesse certezze, a rinunciare all’immunità e a confrontarsi apertamente nelle sedi opportune”.


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