Le società benefit (sb) sono organizzazioni che operano con l’obiettivo di generare un impatto positivo sulla società e sull’ambiente, insieme al profitto finanziario. Prosegue con decisione lo sviluppo delle sb nel panorama economico italiano. Al 30 giugno 2026 si contano 5.968 realtà iscritte nel Registro Imprese, registrando una crescita del 15,64% su base annua. Il quadro dettagliato
emerge dall’ultimo rilascio dell’Osservatorio sulle società benefit, promosso dalla Camera di commercio di Brindisi–Taranto insieme a InfoCamere. I numeri delineano un comparto sempre più solido e strutturato. Valore economico e forma giuridica: il valore della produzione complessivo
sfiora i 71,37 miliardi di euro. Le società di capitale costituiscono quasi la totalità del panorama con il 96,65%, mentre il tasso di aziende attive si attesta al 90,32%. Classi di valore della produzione: il 34,69% delle benefit si colloca nella fascia iniziale fino a 250 mila euro. Le realtà a più alto valore della produzione (oltre 50 milioni di euro) costituiscono il 5,25% del totale. Imprenditoria femminile: si mantengono rilevanti le imprese femminili, pari a 988 unità.
Galassia sb
Settori di attività economica: Il comparto prevalente si conferma quello delle Attività professionali, scientifiche e tecniche (27,18%), seguito da Telecomunicazioni, programmazione e consulenza informatica (15,82%) e dalle Attività manifatturiere (11,13%). Distribuzione territoriale e dinamiche regionali: La Lombardia concentra quasi un terzo delle SB nazionali (30,58%), seguita da Lazio (12,75%), Veneto (9,94%), Emilia-Romagna (8,19%), Piemonte (7,07%) e Toscana (5,33%). Nel Mezzogiorno emergono Campania (4,74%) e Puglia (4,71%). Guardando invece ai tassi di crescita percentuale rispetto all’anno precedente, le regioni più dinamiche risultano Valle d’Aosta (+50,00%), Campania (+36,71%), Calabria (+32,61%), Umbria (+32,20%) e Liguria (+30,43%). Il presidente della Camera di commercio Brindisi–Taranto, Vincenzo Cesareo richiama l’attenzione sulla rilevanza economica e strategica del fenomeno: “I dati dell’Osservatorio al secondo trimestre 2026 confermano in modo inequivocabile che il modello benefit rappresenta una scelta di sviluppo solida e matura. Con oltre 71 miliardi di euro di valore della produzione e un’alta incidenza nelle fasce dimensionali medio-grandi, queste imprese dimostrano che integrare la finalità sociale nel business core significa generare valore economico reale e duraturo. Come emerso anche dai nostri studi con i partner nazionali e dalle ultime analisi di ASviS, investire in sostenibilità e trasparenza è una leva di competitività e resilienza indispensabile per far crescere la produttività del sistema Paese e rafforzare i mercati locali“.

Sviluppo e talenti
La segretaria generale, Claudia Sanesi, commenta le prospettive di trasformazione aziendale: “Leggere l’articolazione interna delle Società Benefit offre indicazioni fondamentali sulle traiettorie del lavoro di domani. La forma benefit appare un catalizzatore di competenze qualificate e nuova occupazione. L’attività di monitoraggio continuativo svolta dall’Osservatorio e gli approfondimenti inediti della Ricerca Nazionale ci consentono di analizzare in tempo reale l’evoluzione della governance aziendale. Fornendo uno strumento chiave per orientare le politiche di sviluppo e attrarre giovani talenti nelle imprese”. Le società benefit (Sb) integrano la responsabilità sociale d’impresa nel loro modello di business, adottando pratiche sostenibili e trasparenti. Possono essere costituite come enti non profit o come società a responsabilità limitata, ma entrambe sono tenute a rendere conto del loro impatto sociale e ambientale attraverso una relazione di sostenibilità. Le società benefit sono regolamentate da specifiche normative e devono rispettare standard etici elevati per ottenere il riconoscimento legale. Le sb, precisa societabenefit.net, rappresentano un’evoluzione del concetto stesso di azienda. Mentre le società tradizionali esistono con l’unico scopo di distribuire dividendi agli azionisti, le società benefit sono espressione di un paradigma più evoluto. Integrano, infatti, nel proprio oggetto sociale, oltre agli obiettivi di profitto, lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera. Una società benefit è uno strumento legale che crea una solida base per l’allineamento della missione nel lungo termine e la creazione di valore condiviso. Consente quindi proteggere la missione in caso di aumenti di capitale e cambi di leadership, creare una maggiore flessibilità nel valutare i potenziali di vendita e mantenere la missione anche in caso di passaggi generazionali o quotazione in borsa.

Obiettivi sb
Non si tratta di imprese sociali o di una evoluzione del non profit, specifica societabenefit.net, ma di una trasformazione positiva dei modelli dominanti di impresa a scopo di lucro, per renderli più adeguati alle sfide e alle opportunità dei mercati del XXI secolo. Dal gennaio 2016 l’Italia ha introdotto, prima in Europa e prima al mondo fuori dagli USA (dove la forma giuridica di Benefit Corporation, equivalente alla società benefit italiana, è stata introdotta dal 2010 e ora esiste in 39 Stati), la Società Benefit per consentire a imprenditori, manager, azionisti e investitori di proteggere la missione dell’azienda e distinguersi sul mercato rispetto a tutte le altre forme societarie attraverso una forma giuridica virtuosa e innovativa. Le sb perseguono volontariamente, nell’esercizio dell’attività d’impresa, oltre allo scopo di lucro anche una o più finalità di beneficio comune. Per beneficio comune si intende il perseguimento di uno o più effetti positivi (perseguibili anche riducendo gli effetti negativi) su persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interessi. Le Società Benefit si impegnano a perseguire tali finalità di beneficio comune in modo responsabile, sostenibile e trasparente e la loro gestione richiede ai manager il bilanciamento tra l’interesse dei soci e l’interesse della collettività. Per legge le sb devono nominare una persona del management che sia responsabile dell’impatto dell’azienda e si impegnano a riportare in maniera trasparente e completa le proprie attività attraverso una relazione annuale di impatto, che descriva sia le azioni svolte che i piani e gli impegni per il futuro.
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Giacomo Galeazzi
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