«L’obiettivo è quello di diventare il miglior settore giovanile d’Europa. Lo diciamo senza spocchia e sapendo che da qui ad allora c’è tantissima strada da percorrere, però la meta è quella e stiamo mettendo a terra tante iniziative proprio per raggiungerla». In attesa di vedere la nuova Openjobmetis, il parquet del “campo 2” del Centro Campus è calcato dal cosiddetto “Gruppo Elite” di Varese Basketball, una compagine di giovani atleti – chi di Varese, chi italiano, chi dal resto del mondo – che incarna perfettamente le parole ricorrenti da parte di chi lavora all’interno della struttura e condivise dai vertici di Pallacanestro Varese, con in testa Luis Scola, Max Horowitz e Zach Sogolow.
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L’INVESTIMENTO PIÙ IMPORTANTE
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Quello sul settore giovanile è considerato l’investimento più importante di Pallacanestro Varese. Il progetto è nato con una missione: identificare, sviluppare e lanciare la prossima generazione di giocatori attraverso un programma di livello mondiale, basato sui dati e radicato nella storia del club varesino. I giovani (e le famiglie) che scelgono di abbracciare questa iniziativa sanno di essere al centro di un percorso ritagliato su misura: l’attenzione è interamente basata sullo sviluppo individuale di ciascun atleta.
I risultati di squadra sono considerati una conseguenza naturale della crescita del singolo. «Non ci interessa vincere una partita in più, né aggregare giocatori in prestito da altre società per disputare questo o quel torneo – spiegano a Masnago – Vogliamo che ogni ragazzo che passa di qui, possa migliorare negli aspetti del gioco e che in futuro possa esprimersi al miglior livello possibile».
TECNOLOGIA ALL’AVANGUARDIA
Per conseguire questi obiettivi, la società ha implementato la tecnologia presente sul campo di allenamento (che sarà usata anche per la Serie A) del Campus, dove sono stati installati 16 sensori e telecamere specializzate, per monitorare oltre 400 metriche giornaliere (fisiche e tecniche) di ciascun atleta. Ogni tesserato ha un “player’s pack” personalizzato, un chip che raccoglie dati e statistiche avanzate che poi vengono analizzate da un software specializzato, così da poter lavorare sui diversi aspetti del gioco. Un database che consente di sapere quanti tiri da tre ha fatto un determinato giocatore in un giorno specifico.
Non stupisce, intanto, la presenza di Ioannis Kastritis, coach della Openjobmetis, in campo accanto a Federico Renzetti, il tecnico argentino già sulla panchina della prima squadra e da quest’anno responsabile unicamente dello sviluppo dei giovani. Il metodo di lavoro adottato nel gruppo elite garantisce una continuità totale: quando un giovane viene chiamato ad allenarsi con la Serie A, conosce già perfettamente ritmi, schemi e protocolli di fisioterapia, poiché il linguaggio tecnico è uniforme dall’Under 15 fino alla Openjobmetis.
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FORESTERIA, PILASTRO FONDAMENTALE
L’altro pilastro fondamentale del progetto è la foresteria, inaugurata ai Giardini Sospesi nel giugno 2024, uno spazio cruciale per il reclutamento degli atleti. Attualmente ospita un ventina di giocatori ma può avere numeri molto più alti, prevede diverse tipologie di sistemazione e la cura dei singoli a livello di alimentazione con i piani nutrizionali personalizzati. Ragazzi come Mauro Villa hanno già sperimentato la bontà della struttura: arrivato da giovane e in camera doppia, si è conquistato spazio in campo e una camera singola fino a essere parte della squadra di Serie A e avere un proprio appartamento.
Le strutture – tecnologia al Campus, disciplina e ospitalità ai Giardini Sospesi – permettono ai giovani giocatori di vivere come se fossero dei professionisti e per questa ragione già diversi ragazzi stranieri hanno scelto direttamente Varese per la propria formazione. L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda un giovane australiano che, di concerto con la famiglia, ha deciso di venire qui per migliorarsi e aspirare alla NCAA. «Chiaramente i nostri piani sui singoli giocatori sono pensati per essere pluriennali – spiegano i responsabili – ma sappiamo che alcuni ragazzi resteranno qui un anno o due a seconda dei loro obiettivi e delle loro necessità. Ma fino a quando sono a Varese, diamo loro tutte le possibilità per migliorare».
TRAVEL TEAM: VARESE NEL MONDO
Un buon numero dei ragazzi che oggi si stanno allenando al Campus sta per partire per la Cina dove parteciperà a un torneo internazionale a Shanghai. Come spiegato in QUESTO articolo di VareseNews, non si tratta di una iniziativa isolata. Varese Basketball ha creato un “travel team” con cestisti e allenatori che ne faranno parte a rotazione: l’obiettivo è quello di prendere parte a diversi tornei in giro per il mondo, così da misurarsi con altre scuole cestistiche, altre academy come quella varesina e accrescere l’esperienza dei giovani giocatori. Dopo la Cina sarà la volta del Nord America (Toronto e New York a settembre), della Florida (gennaio 2027) e di Malaga (febbraio 2027). L’ennesima scelta con respiro internazionale dedicata alla crescita dei singoli atleti.
LA BASE: OBIETTIVO 1000 TESSERATI
Se il Gruppo Elite è il vertice del movimento (prima squadra esclusa), la base dovrà essere sempre più solida e amplia. L’obiettivo è quello di arrivare, nell’ambito di Varese Basketball, a mille tesserati compreso naturalmente il settore minibasket, di cui si occupa la Robur et Fides. Numeri che prevedono anche la necessità di strutture e per questo servirà tempo: quando sarà disponibile il complesso ex Aermacchi dove è previsto un palazzetto per il basket, e se dovesse proseguire l’idea di ricreare un campo nel piazzale della Itelyum Arena, dove una volta sorgeva il PalaNuovo, anche i numeri dei praticanti potranno essere maggiori.
UNA STRUTTURA MANAGERIALE
Oltre a idee e strutture, bisogna fare i conti anche con gli uomini in grado di sostenere questo carico. Quest’anno il settore giovanile potrà contare su otto allenatori dedicati oltre a una serie di figure collaterali ma necessarie (dai preparatori ai fisioterapisti). Al vertice però c’è una struttura manageriale: Max Ferraiuolo è il senior advisor mentre Francesco Zambelli il general manager. Federico Renzetti, come detto, è il responsabile del player development affiancato da Alessandro Giani mentre la responsabilità del settore giovanile resta di Giovanni Todisco, con Hernan Olaya a capo dello scouting. Il tutto sotto la visione “suprema” di Luis Scola – anche oggi in palestra con i ragazzi – e dei gm Sogolow e Horowitz.
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