Zanzare, ragni e zecche costituiscono gli aspetti meno piacevoli dell’estate, con l’aumento delle punture di zanzara, dei morsi di ragno e delle punture di zecca. Nella maggior parte dei casi si tratta di eventi innocui, ma in alcune situazioni possono provocare reazioni cutanee più marcate, infezioni batteriche o reazioni allergiche.
L’Istituto di Medicina Generale e Public Health di Bolzano informa su come trattare correttamente punture e morsi, quando è necessario rivolgersi al medico e quali misure offrono una protezione efficace.
Più zanzare in Alto Adige
«Da alcuni anni noi Medici di Medicina Generale osserviamo che i pazienti riferiscono con maggiore frequenza reazioni locali importanti dopo le punture di zanzara. Le sedi della puntura sono spesso più gonfie, arrossate e pruriginose rispetto al passato», spiega Doris Hager-Prainsack, presidente dell’Istituto di Medicina Generale e Public Health di Bolzano. «Una delle ragioni è la diffusione di nuove specie di zanzare, come la zanzara tigre asiatica, favorita da inverni più miti ed estati più calde. Non vi è tuttavia motivo di allarmarsi: il rischio può essere ridotto in modo significativo adottando adeguate misure preventive».
Evitare di grattarsi dopo una puntura
Le reazioni più comuni a una puntura di zanzara sono prurito, arrossamento e un piccolo pomfo. Questi disturbi scompaiono generalmente spontaneamente nel giro di pochi giorni. Come primo trattamento, Hager-Prainsack raccomanda di raffreddare il prima possibile la zona interessata: «gel o creme ad azione antipruriginosa possono alleviare ulteriormente i sintomi. È però fondamentale evitare di grattarsi. Grattando la pelle, infatti, i batteri possono penetrare facilmente nei tessuti, provocando un’infiammazione della puntura e una cosiddetta superinfezione. Se l’arrossamento si estende – sottolinea Hager-Prainsack -, la pelle diventa calda oppure la sede della puntura inizia a pulsare, è opportuno contattare il proprio Medico di Famiglia. In presenza di reazioni cutanee particolarmente marcate può essere utile, per un breve periodo, una crema a basso dosaggio di idrocortisone. Le pomate alla calendula sono solo parzialmente efficaci contro il prurito acuto, ma favoriscono la rigenerazione della pelle irritata».
I dispositivi termici possono alleviare i sintomi
Sempre più spesso vengono utilizzati dispositivi elettronici per il trattamento termico delle punture (ad esempio Bite Away). Funzionano mediante un breve impulso di calore della durata di pochi secondi e possono ridurre sensibilmente il prurito. «Se utilizzati correttamente, questi dispositivi sono considerati sicuri – afferma Hager-Prainsack -. È importante, tuttavia, impiegarli il prima possibile dopo la puntura e non applicarli su pelle già escoriata o lesionata”, illustra Hager-Prainsack.
Quando rivolgersi al Medico di Famiglia?
Nella maggior parte dei casi è sufficiente un trattamento domiciliare. È tuttavia opportuno sottoporre la puntura a valutazione medica se:
· l’arrossamento o il gonfiore continuano ad aumentare nonostante il raffreddamento;
· compaiono dolore intenso o marcato calore locale;
· si forma pus;
· compare febbre.
A differenza di una puntura di zanzara, una puntura di ape o di vespa nella bocca o nella gola può diventare potenzialmente letale a causa del gonfiore delle vie respiratorie. In questo caso è necessario chiamare immediatamente il numero di emergenza 112. Lo stesso vale in presenza di sintomi allergici, come la comparsa di pomfi su tutto il corpo, difficoltà respiratorie, vertigini e problemi circolatori.
Zanzare tigre: fastidiose, ma non rappresentano un grande pericolo
La zanzara tigre asiatica (Aedes albopictus) si è ormai stabilita nelle aree vallive più calde dell’Alto Adige. È considerata un potenziale vettore di diverse malattie tropicali, tra cui dengue, chikungunya e virus Zika. «Attualmente, tuttavia, il rischio reale per la popolazione altoatesina è molto basso – ribadisce Hager-Prainsack -. Affinché possa verificarsi una trasmissione, è necessario che una zanzara tigre abbia precedentemente punto una persona rientrata da un viaggio e già infetta. Ciononostante, chi sviluppa febbre dopo un viaggio in regioni tropicali dovrebbe informare tempestivamente il proprio Medico di Famiglia e proteggersi con attenzione da ulteriori punture di zanzara».
Cosa attira le zanzare?
La diffusa convinzione secondo cui alcune persone avrebbero il “sangue dolce” non trova conferma scientifica. Molto più importanti sono invece l’odore corporeo individuale, i prodotti del metabolismo dei batteri presenti sulla pelle, i componenti del sudore e l’anidride carbonica espirata. Anche un possibile ruolo del gruppo sanguigno è oggetto di discussione scientifica. «Esistono alcuni studi che ipotizzano una maggiore attrazione nei confronti delle persone con gruppo sanguigno 0. Tuttavia, questa associazione è molto meno consolidata rispetto all’influenza dell’odore corporeo e dell’anidride carbonica» chiarisce Hager-Prainsack.
Cosa protegge davvero?
La protezione più affidabile è garantita dai repellenti per insetti scientificamente testati contenenti i principi attivi Icaridina oppure DEET. Per le donne in gravidanza, i bambini piccoli e le persone con pelle sensibile viene spesso preferita l’Icaridina. Hager-Prainsack raccomanda inoltre di:
· indossare abiti chiari e possibilmente lunghi;
· installare zanzariere alle finestre;
· eliminare regolarmente l’acqua stagnante presente nei sottovasi, nelle botti per la
raccolta dell’acqua piovana o in altri contenitori;
· utilizzare zanzariere da letto;
· usare ventilatori, poiché rendono più difficile il volo delle zanzare;
· gli oli essenziali o i prodotti a base di citronella offrono invece soltanto una protezione
limitata nel tempo.
I morsi di ragno sono raramente pericolosi
I morsi di ragno vengono spesso sospettati, ma in Alto Adige sono piuttosto rari. Nella maggior parte dei casi provocano un arrossamento locale della pelle, gonfiore e anche dolore. Tuttavia, le sole alterazioni cutanee non consentono generalmente di distinguere chiaramente un morso di ragno da altre cause. «Anche in questo caso la zona interessata dovrebbe essere pulita, disinfettata e raffreddata. Se nei giorni successivi l’arrossamento si estende oppure compaiono dolore intenso, febbre o sintomi allergici, è opportuno rivolgersi al proprio Medico di Medicina Generale» sottolinea Hager-Prainsack.
Zecche: una rimozione tempestiva riduce il rischio di borreliosi
Le zecche meritano particolare attenzione. Possono trasmettere sia l’encefalite da zecca (TBE/FSME) sia la malattia di Lyme (borreliosi). Contro la TBE è disponibile una vaccinazione efficace, mentre contro la borreliosi batterica non esiste ancora un vaccino. Le due malattie differiscono anche per le modalità di trasmissione. Mentre il virus della TBE può essere trasmesso immediatamente dopo la puntura della zecca, le borrelie si trovano nell’intestino dell’animale. Il rischio di trasmissione aumenta quindi con la durata del pasto di sangue. «Quanto prima la zecca viene rimossa, tanto minore è il rischio di contrarre la borreliosi. Per questo motivo dovrebbe essere estratta il prima possibile afferrandola il più vicino possibile alla pelle con un’apposita carta per zecche oppure con una pinzetta a punta fine ed estraendola con un movimento diritto. È importante non applicare olio, colla o altri rimedi casalinghi e non schiacciare la zecca», spiega Hager-Prainsack. Un segno caratteristico della borreliosi è il cosiddetto eritema migrante, ovvero un arrossamento cutaneo ad anello che si estende lentamente attorno alla sede della puntura. In presenza di questo sintomo è sempre necessario rivolgersi al Medico di Famiglia.
Le raccomandazioni più importanti
«La maggior parte delle punture di zanzara, delle punture di zecca e dei morsi di ragno decorre in modo benigno e guarisce senza complicazioni. Dopo una puntura di zanzara è utile raffreddare la pelle ed evitare di grattarsi. Dopo una puntura di zecca, invece, è importante rimuovere l’animale il più rapidamente possibile e nel modo corretto, per ridurre il rischio di borreliosi. I morsi di ragno sono raramente pericolosi in Alto Adige, ma dovrebbero essere valutati da un medico in caso di arrossamento in estensione, gonfiore o dolore crescente – prosegue Hager-Prainsack -. Contro le punture di zanzara proteggono efficacemente i repellenti scientificamente testati contenenti Icaridina o DEET, l’uso di indumenti lunghi e l’eliminazione dei luoghi di riproduzione delle zanzare. Chi riconosce precocemente segnali d’allarme come forte gonfiore, difficoltà respiratorie, febbre o alterazioni cutanee in espansione e si sottopone in modo tempestivo a una visita medica può evitare complicazioni nella maggior parte dei casi. La prevenzione rimane quindi la misura più efficace contro punture e morsi».
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