Il violento temporale che nel pomeriggio di martedì ha colpito Telese Terme ha lasciato dietro di sé numerosi danni e riacceso l’attenzione sulle condizioni delle Antiche Terme Jacobelli. Alberi abbattuti, rami spezzati, detriti e strutture danneggiate hanno interessato anche uno dei luoghi simbolo della storia e dell’identità turistica della città. A sollevare il caso è il consigliere comunale di opposizione Amedeo Ceniccola, che, pur riconoscendo la straordinaria intensità dell’evento meteorologico, pone l’accento sulla necessità di intervenire rapidamente per mettere in sicurezza l’area.

«Telese è stata colpita da un temporale di rara intensità», sottolinea Ceniccola, ricordando come le immagini dei danni abbiano rapidamente fatto il giro dei social. Tra queste, molte sono state pubblicate tempestivamente anche dal vicesindaco, che il consigliere ringrazia «per aver documentato la situazione in tempo reale, dalle strade allagate fino al camion in difficoltà su via San Giovanni». Per Ceniccola, infatti, «è giusto dare visibilità ai problemi per coordinare i soccorsi e informare la cittadinanza». Da qui, però, nasce la domanda rivolta all’amministrazione: «Perché il Vicesindaco ha mostrato tutto, tranne questo?».

Il riferimento è alle condizioni in cui si trovano attualmente le Antiche Terme Jacobelli. Le fotografie diffuse dal consigliere mostrano alberi storici abbattuti che bloccano i viali pedonali, la recinzione dell’anfiteatro schiacciata da una grossa palma, oltre a rami e detriti disseminati nell’area, rendendo il parco insicuro e, di fatto, impraticabile in diversi punti. Ceniccola precisa che la pubblicazione delle immagini non nasce dalla volontà di alimentare una «sterile polemica», ma dalla necessità di garantire trasparenza. «I cittadini hanno il diritto di sapere – sostiene – che anche il nostro patrimonio storico e naturale ha subito danni ingenti e necessita di interventi urgenti». Secondo il consigliere, se si sceglie di raccontare pubblicamente gli effetti del maltempo, è necessario farlo «mostrando tutto», comprese le criticità che riguardano un patrimonio pubblico che, dopo l’evento atmosferico, necessita di interventi di messa in sicurezza.

A rendere ancora più delicata la situazione è, secondo Ceniccola, l’assenza di custodia del parco. «I cancelli sono spalancati, l’area non è in sicurezza e chiunque può entrare – evidenzia – esponendosi al pericolo di ulteriori crolli di alberi o rami pericolanti».

Alle contestazioni replica il vicesindaco Vincenzo Fuschini, che rivendica il proprio ruolo nella gestione della comunicazione relativa all’emergenza, ricordando che la Protezione civile rientra tra le sue deleghe. «Io ci metto la faccia e anche il cuore – afferma Fuschini – ma scambiare la comunicazione di Protezione civile, peraltro mia delega, come oggetto di propaganda e contrapposizione politica mi sembra alquanto puerile e pericoloso».

Il vicesindaco spiega anche le ragioni della sua posizione. «Puerile perché se “piove” non è colpa dell’amministrazione! … Convincetemi del contrario», afferma, contestando quella che considera una lettura politica dell’attività di informazione svolta durante l’emergenza.
Ma per Fuschini il rischio sarebbe soprattutto quello di trasformare una situazione emergenziale in un’ulteriore occasione di contrapposizione tra cittadini. «Pericoloso per coloro che seguono, diventano adepti e ancelle di una contrapposizione sterile che lacera il tessuto sociale e crea squadre di cittadini rancorosi», sostiene.

Entrando nel merito della gestione degli eventi di martedì, il vicesindaco ricorda quale sia, a suo giudizio, il compito dell’amministratore durante un’emergenza. «In merito agli eventi di ieri – spiega – rammento che l’amministratore ha il dovere di informare tempestivamente la cittadinanza sia sulla previsione di eventi avversi, ricezione di bollettini di allerta meteo regionali, sia sull’evoluzione dell’emergenza e sulle relative norme di autoprotezione e sicurezza».

Un’attività che, secondo Fuschini, non poteva trasformarsi nella contestuale elencazione di tutti i danni presenti sul territorio. «Non era possibile in quella fase elencare tutte le criticità del territorio – sottolinea – non abbiamo il dono dell’ubiquità, né tantomeno era necessario».
Il vicesindaco utilizza quindi un esempio personale per ribadire il concetto: «Avrei dovuto includere i danni nel mio giardino e nel giardino di tanti altri concittadini». Fuschini richiama infine proprio una delle comunicazioni diffuse nella giornata di martedì. «Il penultimo messaggio di ieri, appunto, ha voluto informare i cittadini che, nella giornata di oggi, gli uffici preposti avrebbero fatto una ricognizione dei danni sul territorio e preso i provvedimenti consequenziali».

La replica dell’amministrazione introduce dunque un elemento ulteriore nel confronto: per il vicesindaco, la comunicazione diffusa durante l’emergenza aveva principalmente una funzione di Protezione civile e informazione alla cittadinanza, mentre la ricognizione complessiva dei danni sarebbe spettata agli uffici nella giornata successiva.

Sulla vicenda interviene anche Grazia Fasano, esponente di Legambiente Valle Telesina, che ha effettuato un sopralluogo nel parco delle ex Terme Jacobelli nel tardo pomeriggio, per verificare personalmente i danni provocati dal vento agli alberi. Fasano suggerisce innanzitutto di coinvolgere un agronomo esperto di alberi per valutare come intervenire sul platano che si è spezzato vicino al cancello secondario. In particolare, propone di verificare la possibilità di trattare e sigillare la parte apicale della pianta.

Particolare attenzione viene poi rivolta alla palma alla quale si è spezzata la chioma. Secondo la rappresentante di Legambiente, sarebbe opportuno verificare l’eventuale presenza del punteruolo rosso, così da stabilire come intervenire, anche attraverso l’utilizzo di insetticidi, per cercare di salvaguardare le altre palme presenti nel parco.

Fasano rinnova inoltre un appello che, a suo dire, era già stato rivolto all’amministrazione nei mesi scorsi: provvedere al taglio della palma morta almeno dallo scorso maggio. Il problema, spiega, riguarda anche la possibilità che il punteruolo rosso possa propagarsi alle altre palme. «Per le palme attaccate dal punteruolo rosso che le sta decimando in Italia – sottolinea – è fondamentale allontanare il materiale morto, prima che l’insetto passi sulle palme vicine».
L’esponente di Legambiente ricorda quindi di aver inviato una comunicazione al Comune agli inizi di maggio proprio sulla questione e di aver successivamente sollecitato informalmente sia gli uffici comunali sia il gestore del parco il 16 luglio.

Ora, secondo Fasano, la palma caduta a causa del vento potrebbe rappresentare anche l’occasione per effettuare una verifica più ampia sullo stato delle altre piante: «Approfitterei della palma caduta per il vento per capire se l’attacco del punteruolo rosso si è diffuso sulle palme in tutto il parco».

La rappresentante di Legambiente si dichiara infine disponibile a collaborare direttamente: «Sarei disponibile come volontaria domani mattina per verificare la situazione sulla palma caduta». In alternativa, aggiunge, «occorre la collaborazione di un agronomo esperto per seguire le prassi consolidate e raccomandate dagli Enti competenti».

Il maltempo ha dunque aperto un confronto che va oltre la semplice conta dei danni. Da una parte Ceniccola richiama la necessità di garantire piena trasparenza sulle conseguenze del temporale e di intervenire rapidamente sulle Terme Jacobelli; dall’altra Fuschini rivendica la correttezza della comunicazione istituzionale durante l’emergenza, distinguendola dalla successiva attività di ricognizione dei danni. Sul piano tecnico e ambientale, Legambiente richiama invece l’attenzione soprattutto sulla sicurezza delle alberature e sulla possibile diffusione del punteruolo rosso. Al centro restano le Antiche Terme Jacobelli, patrimonio storico e naturale della città, dove la presenza di alberi caduti, rami pericolanti e una palma danneggiata rende necessario, secondo le segnalazioni raccolte, un intervento di verifica e messa in sicurezza. La ricognizione annunciata dagli uffici comunali dovrà ora chiarire l’entità complessiva dei danni e, soprattutto, quali interventi saranno necessari e con quali tempi.




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