Negli ultimi anni il rapporto tra imprese e sport sta cambiando. Se in passato prevalevano logiche di sponsorizzazione e visibilità, ora lo sport viene sempre più considerato un terreno sul quale costruire relazioni con i territori, promuovere inclusione, sostenere i giovani e generare impatti sociali positivi. Un’evoluzione che sta trovando spazio anche nel dibattito ESG, con l’emergere di criteri e modelli di valutazione dedicati al mondo sportivo.

Per Italmobiliare il legame con lo sport affonda le radici in una visione più ampia. “Lo sport” osserva Carlo Pesenti, amministratore delegato e presidente di Italmobiliare, “rappresenta uno dei contesti nei quali si manifestano con maggiore chiarezza quei principi che sono alla base anche dell’attività d’impresa: il rispetto delle regole, il rispetto dell’avversario, l’accettazione del risultato, la disciplina, il merito e la capacità di migliorarsi attraverso il lavoro quotidiano. Valori che non appartengono soltanto alla competizione sportiva, ma che contribuiscono a formare persone, organizzazioni e comunità più solide”.

È una prospettiva che riflette anche la natura stessa del gruppo. Governare un portafoglio di aziende che operano in settori molto diversi tra loro richiede infatti una cultura fondata su principi comuni, sufficientemente robusti da garantire coerenza, ma anche abbastanza flessibili da adattarsi a realtà e mercati differenti. Lo sport, con le sue regole universali e le sue molteplici declinazioni, rappresenta in questo senso una metafora efficace del modo in cui Italmobiliare interpreta il proprio ruolo di holding industriale.

Anche quando sostiene direttamente il mondo sportivo, il gruppo privilegia progetti coerenti con questa impostazione. L’attenzione verso i giovani talenti e la valorizzazione dello sport femminile, per esempio, costituiscono due direttrici ricorrenti, con l’obiettivo non solo di associare il proprio marchio a una vittoria, ma, soprattutto, quello di contribuire alla crescita di percorsi sportivi capaci di generare esempi positivi e opportunità per le nuove generazioni. È all’interno di questo quadro che si collocano le numerose iniziative sviluppate dalle società del gruppo. Esperienze differenti per settore, dimensione e finalità, ma accomunate dall’idea che lo sport possa essere uno strumento concreto per creare valore condiviso, rafforzare il rapporto con i territori, favorire il benessere delle persone e tradurre in pratica quei principi che guidano l’attività imprenditoriale.

Caffè Borbone, raccontare il percorso, non soltanto la vittoria

Per Caffè Borbone, leader in Italia nel segmento del caffè monoporzionato (fonte Nielsen), lo sport è soprattutto una storia di talento costruito con impegno. Da questa convinzione, l’azienda ha sviluppato un progetto legato agli sport invernali, nell’anno di Milano Cortina 2026, scegliendo una narrazione diversa da quella tradizionale: al centro non ci sono soltanto i campioni affermati, ma il percorso che conduce ai risultati.

La campagna di comunicazione ha visto Alberto Tomba e Deborah Compagnoni dialogare davanti a un caffè con sette protagonisti degli sport invernali italiani, da Federica Brignone a Lisa Vittozzi, da Arianna Fontana a René De Silvestro. Più che celebrare successi e medaglie, gli incontri hanno messo al centro l’esperienza maturata nel corso degli anni, condividendo i segreti di carriere straordinarie, confrontandosi su come affrontare gli imprevisti durante gli allenamenti e le gare, mantenere alta la motivazione dopo una sconfitta e continuare a inseguire nuovi obiettivi senza perdere consapevolezza dei propri limiti e delle proprie potenzialità. Ne è emerso un racconto che privilegia il valore dell’allenamento, della resilienza e della crescita personale, elementi che spesso restano in secondo piano rispetto al risultato finale ma che costituiscono la vera essenza dell’esperienza sportiva.

SIDI Sport, quando l’innovazione nasce dalle competizioni

Per SIDI, azienda specializzata nella produzione di calzature per ciclismo e motociclismo, il rapporto con lo sport coincide con la propria storia industriale. Da oltre sessant’anni il mondo delle corse rappresenta infatti il laboratorio nel quale vengono sviluppate le innovazioni che poi arrivano sul mercato.

Dalle collaborazioni storiche con Giacomo Agostini e Francesco Moser fino ai successi di campioni come Billy Bolt (SuperEnduro), Isaac Del Toro (ciclismo) o Pauline Ferrand-Prévot (mountain bike), il confronto continuo con gli atleti ha consentito all’azienda di perfezionare prodotti e tecnologie destinate successivamente anche agli appassionati. Le gare diventano così un ambiente di ricerca applicata nel quale ogni dettaglio viene testato in condizioni estreme e ogni feedback può trasformarsi in un miglioramento concreto.

Innovazioni come le chiusure a rotore, le suole in carbonio o i sistemi di protezione sono nate proprio dall’ascolto degli sportivi professionisti e dalla necessità di rispondere alle esigenze di chi compete ai massimi livelli. Un approccio che ha accompagnato l’azienda lungo tutta la sua storia. In questo caso lo sport non è soltanto comunicazione, ma un vero e proprio motore di innovazione, uno strumento permanente di ricerca e trasferimento tecnologico capace di mettere in connessione prestazioni sportive, competenze manifatturiere e sviluppo industriale.

Tecnica Group, le medaglie sono il risultato di un lavoro collettivo

Anche nel caso di Tecnica Group,leader internazionale nelle attrezzature per gli sport di montagna e l’outdoor, il legame con lo sport coincide con il cuore stesso del business. L’azienda infatti produce attrezzature che accompagnano gli atleti ai massimi livelli e considera ogni successo sportivo come il risultato di una filiera fatta di competenze, ricerca e lavoro di squadra.

L’incontro organizzato nel quartier generale di Giavera del Montello con Dominik Paris e con gli atleti Blizzard-Tecnica reduci da Milano Cortina 2026 è stato pensato proprio per rendere visibile questo legame. I dipendenti hanno potuto confrontarsi con chi utilizza quotidianamente i prodotti sviluppati dall’azienda, comprendendo come dietro ogni medaglia si nascondano migliaia di dettagli progettuali, test e miglioramenti continui.

L’iniziativa ha offerto l’occasione per raccontare il lavoro che si sviluppa dietro le quinte delle grandi competizioni e il contributo che progettisti, tecnici e collaboratori apportano alle performance degli atleti. Un riconoscimento non solo ai protagonisti delle piste, ma anche alle persone che, lontano dai riflettori, partecipano ogni giorno al processo di innovazione. Per Tecnica Group il successo sportivo, dunque, non è mai il risultato del talento individuale soltanto, ma l’espressione di una collaborazione continua tra chi gareggia e chi lavora per mettere a disposizione strumenti sempre più performanti.

Italgen, il benessere passa dalla comunità

In Italgen, società attiva nella produzione di energia da fonti rinnovabili, lo sport assume una dimensione soprattutto partecipativa. L’attività fisica diventa l’occasione per rafforzare le relazioni tra colleghi e costruire un legame più stretto con i territori nei quali l’azienda opera.

La partecipazione alla Millegradini di Bergamo, la corsa-camminata “Italgen sul Serio” e le numerose iniziative spontanee organizzate dai dipendenti raccontano un modello di welfare che nasce dalla condivisione. Ma l’impegno si estende anche agli spazi pubblici. A Villa di Serio l’azienda ha contribuito alla riqualificazione dello skatepark cittadino, mentre a Modugno ha accompagnato lo sviluppo degli impianti fotovoltaici con la realizzazione di una pista ciclopedonale immersa in una nuova area naturalistica aperta alla cittadinanza. La partnership con la snowboarder bergamasca Sofia Belingheri completa questa visione, valorizzando un’atleta profondamente legata al territorio e ai valori della sostenibilità ambientale.

In tutte queste iniziative emerge una visione che va oltre il semplice sostegno all’attività sportiva. Lo sport diventa infatti uno strumento per creare relazioni, promuovere il benessere e generare valore condiviso nelle comunità in cui l’azienda è presente. Una filosofia coerente con la storia di Italgen, nata oltre un secolo fa attorno alla produzione di energia rinnovabile e ora impegnata a contribuire non solo alla transizione energetica, ma anche alla vitalità sociale dei territori.

CDS – Casa della Salute, lo sport come prevenzione e cultura della salute

Per CDS – Casa della Salute,network sanitario specializzato in diagnostica e medicina specialistica, il legame con lo sport non nasce da una strategia di comunicazione, ma fa parte della storia stessa dell’azienda. L’intuizione che ha portato alla nascita del network affonda infatti le radici nell’esperienza sportiva del fondatore Marco Fertonani, ex ciclista professionista, e nella convinzione che salute e attività fisica siano strettamente connesse. Non sorprende quindi che, accanto all’attività sanitaria, CDS abbia costruito negli anni un rapporto sempre più stretto con il mondo dello sport. Per il gruppo, promuovere la pratica sportiva significa infatti promuovere prevenzione, corretti stili di vita e benessere di lungo periodo. Una visione che si traduce sia nell’offerta di servizi di medicina sportiva sia in una serie di partnership sviluppate con realtà sportive di primo piano.

Negli ultimi anni CDS ha accompagnato la propria crescita territoriale attraverso collaborazioni con club e grandi eventi, dal Genoa alla Sampdoria, dal Giro d’Italia alla Dinamo Sassari e al Cagliari Calcio. Più recentemente il network è diventato Medical Partner del Tor des Géants, una delle competizioni di trail running più iconiche al mondo. In tutti questi casi il filo conduttore è lo stesso: utilizzare lo sport come veicolo per diffondere una cultura della salute accessibile a tutti, mostrando come prevenzione, monitoraggio e cura non siano strumenti riservati agli atleti professionisti, ma pratiche utili nella vita quotidiana di ogni persona.

Bene Assicurazioni, il benessere come pratica quotidiana

Per Bene Assicurazioni, compagnia assicurativa specializzata nei rami danni, il punto di contatto con lo sport è il concetto di benessere, inteso nella sua accezione più ampia. Non soltanto attività fisica, ma attenzione alla salute, equilibrio personale e qualità della vita. Da questa impostazione nasce il podcast Benessere Assicurato, uno spazio di approfondimento che affronta temi come movimento, alimentazione, salute mentale, motivazione e autorealizzazione. Attraverso testimonianze e racconti, il percorso degli atleti viene utilizzato come chiave di lettura per riflettere sulle sfide che ciascuno affronta nella vita quotidiana. L’obiettivo non è celebrare la performance fine a sé stessa, ma promuovere una cultura della prevenzione e della consapevolezza, valorizzando il ruolo che corretti stili di vita possono avere sul benessere delle persone.

A questa dimensione si affianca un impegno diretto sul territorio attraverso il sostegno al Seregno FBC. La collaborazione con la società sportiva si inserisce in una visione che riconosce allo sport una funzione educativa e sociale, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni. L’attenzione allo sviluppo del settore giovanile e di quello femminile riflette infatti la volontà di contribuire alla diffusione di opportunità sportive accessibili e inclusive, capaci di generare benefici che vanno oltre il campo di gioco.

In questo modo Bene Assicurazioni interpreta lo sport come uno strumento di crescita individuale e collettiva, coerente con una concezione del benessere che non riguarda soltanto la protezione dai rischi, ma anche la promozione attiva della salute e della qualità della vita.

In tutte queste esperienze emerge un filo rosso comune. Per Italmobiliare lo sport non è un’attività accessoria né un semplice investimento reputazionale. È uno spazio nel quale i valori dell’impresa diventano tangibili: la ricerca dell’eccellenza, il lavoro di squadra, l’innovazione, il benessere delle persone, il rapporto con i territori e la capacità di creare connessioni tra organizzazioni e comunità. Un linguaggio universale che, se interpretato con coerenza, diventa anche uno strumento di creazione di valore condiviso.

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Arianna De Felice

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