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C’è un regolamento europeo che nessun imprenditore ha mai letto e da cui dipende la quasi totalità dei bandi a cui partecipa. Si chiama regolamento generale di esenzione per categoria, in sigla GBER, ed è la norma che permette agli Stati membri di concedere aiuti alle imprese senza doverli notificare uno per uno alla Commissione europea. Senza quel regolamento, ogni bando regionale richiederebbe un’autorizzazione preventiva di Bruxelles.
Il testo oggi in vigore si applica fino al 31 dicembre 2026. La Commissione ha messo in consultazione la proposta di un nuovo regolamento tra il 25 febbraio e il 23 aprile 2026, con l’obiettivo dichiarato di semplificarlo e allinearlo agli sviluppi di mercato e tecnologici. Il che significa che i bandi del 2027 nasceranno con regole in parte diverse da quelle che conosciamo, e che i mesi tra oggi e fine anno sono una finestra con caratteristiche proprie.
In sintesi, la scadenza del GBER in 30 secondi
- Cosa è: il regolamento che consente di concedere aiuti di Stato in esenzione, senza notifica preventiva alla Commissione.
- Quando scade: il testo attualmente applicabile ha efficacia fino al 31 dicembre 2026.
- Cosa sta succedendo: la Commissione ha consultato gli stakeholder sulla proposta di nuovo regolamento tra febbraio e aprile 2026.
- Obiettivo dichiarato: semplificazione, maggiore leggibilità e allineamento agli sviluppi sociali, di mercato e tecnologici.
- Cosa non cambia: il regolamento de minimis, che si applica fino al 31 dicembre 2030.
Perché un regolamento tecnico decide i tuoi bandi
La logica del sistema europeo è che gli aiuti pubblici alle imprese distorcono la concorrenza e vanno quindi autorizzati. Il GBER dichiara compatibili con il mercato interno intere categorie di aiuti, a condizione che rispettino i requisiti che stabilisce: soglie di notifica, intensità massime, costi ammissibili, effetto di incentivazione, esclusioni soggettive.
Da qui discendono tre cose che l’impresa incontra in ogni bando, senza sapere da dove vengono.
| Elemento del bando | Da dove viene |
|---|---|
| La percentuale massima di contributo, più alta per le piccole imprese | Le intensità di aiuto e le maggiorazioni dimensionali fissate dal GBER |
| L’obbligo di non avviare i lavori prima della domanda | Il requisito dell’effetto di incentivazione |
| L’esclusione delle imprese in difficoltà | Il campo di applicazione del regolamento |
| Le differenze di aiuto tra regioni del Sud e del Nord | La disciplina degli aiuti a finalità regionale e la Carta approvata dalla Commissione |
| L’elenco dei costi che puoi mettere in domanda | La definizione di costi ammissibili per ciascuna categoria di aiuto |
Quando questo regolamento cambia, cambiano quindi le percentuali, i massimali e talvolta le categorie stesse di spesa finanziabili. Non nell’immediato, perché i regimi esistenti continuano a operare secondo le regole con cui sono nati, ma nei bandi che verranno scritti dopo.
Il calendario regolatorio dei prossimi anni
Vale la pena avere in testa le quattro scadenze che governano il quadro degli aiuti, perché non coincidono e questo genera confusione.
| Norma | Orizzonte | Cosa disciplina |
|---|---|---|
| Regolamento generale di esenzione (GBER) | Applicabile fino al 31 dicembre 2026 | Aiuti concessi in esenzione da notifica: investimenti, ricerca, formazione, energia, PMI |
| Regolamento de minimis | Applicabile fino al 31 dicembre 2030 | Aiuti di piccola entità, massimale di 300.000 euro su tre anni per impresa unica |
| Carta degli aiuti a finalità regionale | Periodo 2022-2027 | Le intensità massime di aiuto per area geografica |
| Programmazione dei fondi europei | Ciclo 2021-2027 | Le dotazioni dei programmi regionali e nazionali che finanziano i bandi |
La stabilità del de minimis fino al 2030 è la notizia migliore per le imprese piccole: la misura che usano più spesso, dal voucher digitale al contributo per consulenze, resta ancorata a una cornice che non si muove. La Carta degli aiuti a finalità regionale, che stabilisce quanto può ricevere un’impresa a seconda di dove investe, ha invece un orizzonte che si chiude a fine 2027, e ne abbiamo scritto nella guida dedicata alla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.
Cosa aspettarsi dalla revisione, senza fare previsioni
Sul contenuto del nuovo testo l’unica cosa onesta da dire è che va letto quando ci sarà. La Commissione ha però dichiarato la direzione: semplificare, migliorare la leggibilità, correggere le incoerenze accumulate nelle revisioni successive e allineare la disciplina agli sviluppi sociali, di mercato e tecnologici.
Chi lavora con questi strumenti sa che una revisione di questo tipo tocca di solito tre leve: le soglie di notifica, che tendono a salire per tenere conto dell’inflazione; le categorie di aiuto, che si adattano alle priorità del momento; le semplificazioni procedurali, dove il margine è ampio perché la complessità attuale è il principale ostacolo all’utilizzo del regolamento da parte degli enti concedenti più piccoli.
Attenzione. Le anticipazioni che circolano su percentuali e massimali del nuovo regolamento non hanno, oggi, alcun valore. Fino all’adozione formale del testo l’unico riferimento valido resta il regolamento vigente, ed è su quello che vanno costruite le domande in corso. Diffida di chi costruisce piani di investimento su intensità di aiuto non ancora esistenti.
Cosa conviene fare da qui a fine anno
La transizione tra due regimi normativi produce sempre gli stessi effetti pratici, ed è su quelli che si può ragionare fin da adesso.
Se hai un progetto pronto, il quadro di oggi è quello che conosci
Presentare entro il 2026 significa lavorare su regole note, con intensità di aiuto verificabili e prassi consolidate degli enti gestori. Aspettare significa affrontare la fase in cui gli avvisi vengono riscritti e gli sportelli rallentano per adeguamento. Non è una regola assoluta, ma per un investimento già deciso la certezza normativa vale più di una possibile maggiorazione futura.
Attenzione alla data di concessione, non a quella di domanda
Il regime applicabile a un aiuto si determina al momento della concessione, cioè quando il diritto a ricevere l’aiuto viene attribuito al beneficiario. Per le domande presentate a fine 2026 con istruttoria lunga, questo significa che il provvedimento potrebbe cadere sotto una cornice diversa da quella vigente alla presentazione. È un dettaglio che gli avvisi di solito gestiscono con clausole di salvaguardia, ma che vale la pena verificare quando l’importo è rilevante.
Le misure in de minimis restano il porto sicuro
Per progetti di importo contenuto, la via del de minimis offre in questa fase la maggiore prevedibilità: massimale stabile, orizzonte lungo, nessuna esclusione delle imprese in difficoltà. Il vincolo resta il plafond, che va calcolato su base triennale mobile e riferito all’impresa unica, come abbiamo spiegato nella guida al calcolo del plafond de minimis. La scelta tra i due regimi, con i rispettivi vantaggi, l’abbiamo messa a confronto in GBER e de minimis, quale conviene.
Consiglio operativo. Se stai pianificando investimenti sul 2027, costruisci il piano in due scenari: uno con le intensità di aiuto attuali, uno prudenziale con una riduzione del dieci per cento del contributo atteso. Serve a capire se il progetto regge comunque, e quindi se ha senso aspettare le nuove regole o presentare adesso. Un investimento che sta in piedi solo con la percentuale massima di contributo è un investimento fragile in qualsiasi cornice normativa.
Il periodo di adeguamento: cosa succede ai regimi già aperti
La scadenza del regolamento non spegne i bandi dall’oggi al domani. L’art. 58 del regolamento generale di esenzione prevede un periodo di adeguamento di sei mesi dalla fine della validità, durante il quale i regimi di aiuto già esentati continuano a esserlo. È la finestra tecnica che consente agli Stati membri di riallineare i propri strumenti al testo nuovo senza bloccare le concessioni.
Per l’impresa che sta preparando una domanda questo significa che il rischio non è la scadenza in sé, ma il cambio di intensità o di condizioni nel regime che le interessa. La verifica utile da fare adesso è una sola: su quale articolo del regolamento si fonda il bando a cui si punta, perché è quello, e non la data del calendario, a dire quanto è probabile che le regole cambino sotto i piedi del progetto.
I numeri della scadenza: cosa cambia in pratica e cosa no
Il Regolamento (UE) n. 651/2014 nella versione vigente, modificata dal Reg. UE 2023/1315 che ne ha prorogato la validità, si applica fino al 31 dicembre 2026. Vale la pena distinguere cosa questo comporta davvero e cosa no.
| Aspetto | Effetto della scadenza |
|---|---|
| Aiuti già concessi in esenzione | Restano validi: la scadenza riguarda la possibilità di concedere nuovi aiuti sulla base del regolamento, non quelli in essere |
| Bandi aperti con base GBER | Le concessioni devono avvenire entro la validità del regolamento applicabile: è un vincolo per gli enti, che lo gestiscono nei calendari |
| Regime de minimis | Non interessato: il Reg. UE 2023/2831 ha una scadenza propria e regole distinte |
| Misure fiscali generali (iperammortamento, super deduzioni) | Non interessate: non sono aiuti di Stato e non si fondano sul GBER |
La riga tre e la quattro sono quelle che riducono l’allarme: una parte rilevante degli strumenti che un’impresa usa non dipende dal GBER. Il de minimis ha una disciplina autonoma, e le misure fiscali generali non rientrano nella nozione di aiuto di Stato.
Il criterio operativo per i prossimi mesi è quindi di distinguere, nella pipeline delle domande, quelle che si fondano sull’esenzione da quelle in de minimis o su misure fiscali. Sulle prime conviene non accumulare ritardi nella presentazione, perché è la data di concessione a dover cadere entro la validità del regime; sulle altre il calendario non cambia. Quando l’avviso lascia l’opzione tra i due regimi, la scelta va fatta anche guardando a questo, oltre che al plafond disponibile.
Cosa cambia per chi ha una domanda in corso
Per i progetti già ammessi vale il regime vigente al momento della concessione: la scadenza del regolamento non retroagisce sui provvedimenti adottati, e gli obblighi restano quelli scritti nel decreto. Il periodo di adeguamento di sei mesi previsto dall’art. 58 consente inoltre ai regimi già esentati di continuare a operare dopo la scadenza.
Per chi sta preparando una domanda il conto è diverso: se il bando si fonda su un articolo che verrà modificato, possono cambiare intensità e condizioni. La verifica utile è leggere nell’avviso su quale articolo del regolamento si basa l’aiuto, perché è quello, e non la data del calendario, a dire quanto è probabile che le regole cambino durante l’istruttoria.
Domande frequenti sul nuovo regolamento di esenzione
Se il nuovo GBER non viene adottato in tempo, i bandi si fermano?
Non è mai accaduto e la Commissione lavora per evitarlo: nel 2023 il regolamento vigente è stato prorogato con un intervento specifico proprio per assicurare la continuità. Le ipotesi tecniche sono la proroga del testo attuale o l’adozione del nuovo prima della scadenza. In ogni caso gli aiuti già concessi restano validi secondo le regole con cui sono stati concessi.
Un bando pubblicato nel 2026 con scadenza nel 2027 che regole segue?
Segue il regime di aiuto su cui è stato costruito, indicato nell’avviso con il riferimento all’articolo del regolamento applicato. Il regime, una volta istituito, opera secondo le sue regole: sono i nuovi regimi a doversi conformare al nuovo quadro.
Cambieranno le percentuali di contributo per il Sud?
Le intensità per area geografica dipendono dalla Carta degli aiuti a finalità regionale, che ha un percorso di approvazione proprio e copre il periodo 2022-2027. Una revisione del GBER può modificare le regole generali, ma la mappa delle percentuali per territorio segue quel documento.
Il regolamento riguarda anche i crediti d’imposta?
Sì, quando costituiscono aiuto di Stato selettivo. Diverse agevolazioni fiscali territoriali o settoriali sono concesse in esenzione ai sensi del GBER e ne seguono i limiti, comprese le intensità massime e gli obblighi di registrazione nel Registro Nazionale Aiuti.
Dove si leggono gli aggiornamenti ufficiali?
Sul portale della politica di concorrenza della Commissione europea, che pubblica le consultazioni, i progetti di testo e i regolamenti adottati. Per il riflesso sui bandi italiani, nel nostro monitoraggio mensile delle misure a fondo perduto aperte indichiamo per ciascuna il regime di aiuto applicato, che è il dato da guardare per capire quali domande sono sensibili a questa scadenza e quali no, mentre il quadro generale della disciplina resta quello della guida alle dieci regole sugli aiuti di Stato.
Hai un investimento da avviare e non sai se presentare adesso o aspettare il 2027? Compila il form in alto alla pagina: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per valutare insieme il momento migliore.
Fonti ufficiali: Commissione europea, consultazione pubblica sulla revisione del GBER; Regolamento UE 651/2014, testo consolidato, EUR-Lex.
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