Fabriano, politiche sociali: L’intervista all’assessora Valeria Poeta


A tu per tu con l’assessora Valeria Poeta, nominata lo scorso luglio dalla sindaca Daniela Ghergo con deleghe alle Pari Opportunità, politiche dell’inclusione e nuove cittadinanze, diritti umani, dialogo interreligioso e interculturale, politiche della terza età, case e politiche dell’abitare, abbattimento delle barriere architettoniche, benessere e tutela degli animali d’affezione. Valeria Poeta, componente del direttivo del Partito Democratico cittadino, ha maturato una lunga esperienza professionale come dirigente dell’area socio-riabilitativa dell’Istituto Santo Stefano. L’abbiamo raggiunta per fare il punto sulle attività del suo assessorato.

Assessora, un primo bilancio di questi due mesi di mandato, sicuramente non facile arrivando alla nomina a pochi mesi dal rinnovo dell’amministrazione cittadina. Su quali ambiti ha focalizzato sin da subito il suo lavoro?

Sì, sicuramente non è stato facile. È stato come salire su un treno in corsa, ma fortunatamente ho trovato persone molto disponibili a darmi una mano. Le deleghe che mi sono state affidate sono molto importanti, perché incidono direttamente sulla qualità della vita di molti cittadini. In questi primi due mesi ho cercato in primo luogo di conoscere la situazione amministrativa e le iniziative in essere che devono essere portate a termine ed ho iniziato a focalizzare alcuni obiettivi prioritari. Ad esempio, per le politiche della terza età, dopo il risanamento della Residenza Protetta di Santa Caterina, avvenuta grazie alla collaborazione con l’ASP 9, dovremo individuare la gestione futura, scadendo ilcontratto a fine anno. Per le politiche della casa e dell’abitare sto partecipando alle diverse iniziative già avviate dall’Ambito 10, in collaborazione con l’Assessore Serafini, per cercare soluzioni al grave problema delle molte famiglie che non riescono a trovare una dignitosa sistemazione abitativa. La situazione è critica: a fronte di 214 richieste ammesse per le case popolari, attualmente si ha la disponibilità di soli 13 appartamenti. Anche chi ha un reddito medio, molto spesso, non trova una sistemazione adeguata. Il problema è complesso e di difficile soluzione. Stiamo approfondendo il Piano Casa del Governo e interloquendo con l’ERAP per capire cosa sia possibile fare. In merito alla delega per l’inclusione delle persone migranti e per il dialogo interculturale, ho avviato una fase di coinvolgimento delle diverse comunità che vivono a Fabriano, al fine di attivare congiuntamente nuovi percorsi di reciproca conoscenza basati sulla condivisione di iniziative concrete. Una particolare attenzione sarà data alle donne che, oggetto di discriminazioni multiple, hanno un più alto rischio di emarginazione. Per quanto riguarda la tutela degli animali d’affezione credo che l’obiettivo primario sia quello di cercare di avviare la ristrutturazione e l’ampliamento del canile comunale di Putido e dell’attuale Oasi felina. Stiamo inoltre collaborando con una Associazione locale, per sostenere una campagna di sterilizzazione felina al fine di prevenire il randagismo ed intendiamo definire un nuovo regolamento per promuovere una città veramente attenta ai nostri amici a quattro zampe.
Lei è sempre stata impegnata nel volontariato e nell’associazionismo, ambiti nei quali ha sviluppato una profonda conoscenza delle esigenze delle persone e del territorio. Secondo lei quali sono oggi le emergenze sociali nel comprensorio fabrianese che necessitano di un intervento nell’immediato?

Non è semplice rispondere. A volte si definisce come emergenza sociale quella situazione critica messa in risalto da avvenimenti specifici. Ad esempio, dopo il femminicidio di Concetta Marruocco nella vicina Cerreto d’Esi, tutti consideravano la violenza sulle donne come un’emergenza sociale da affrontare in modo prioritario. Quel fatto drammatico aveva messo in luce la situazione di molte altre donne e fatto prendere coscienza di una realtà misconosciuta. Poi, col tempo, si tende a dimenticare o accadono altri avvenimenti che evidenziano altri problemi, i quali diventano a loro volta emergenze sociali. Purtroppo le criticità sociali sono molte: il disagio giovanile, l’invecchiamento della popolazione, lo spopolamento, una cultura patriarcale che continua a imperare, le persone migranti a rischio emarginazione, la solitudine e la discriminazione di chi ha una disabilità. Senza poi parlare della carenza di lavoro e delle persone che non riescono più a curarsi. Il nostro compito, non solo di noi amministratori ma dell’intera cittadinanza, è affrontare con continuità e massima attenzione ogni problema, prima che avvenga una tragedia a ricordarcelo.

Sta lavorando a un questionario relativo al tema delle molestie in ambito lavorativo. Come è nato il progetto e di quali collaborazioni si sta avvalendo? Prima di diventare Assessora era vicepresidente della Commissione Pari Opportunità: cosa cambia nel suo impegno?

Continuerò a lavorare insieme alla Commissione Pari Opportunità e, nel mio nuovo ruolo, cercherò di dare maggiore forza e risalto alle sue iniziative di particolare importanza. In primo luogo il progetto “Educare all’affettività” che, dopo tre anni di sperimentazione, dovrebbe essere diffuso in tutte le scuole medie del Comune e dell’Ambito 10. Un altro importante progetto riguarda il problema delle molestie di genere in ambito lavorativo.  La Commissione, a cui erano pervenute le denunce di alcune donne molestate in ambiente lavorativo, ha promosso un progetto istituzionale di ampio respiro, in collaborazione conINAIL Regionale, Confederazioni Sindacali e Associazione Artemisia. È un progetto innovativo che partirà ad ottobre con la somministrazione di questionari negli ambienti lavorativi, per poi proseguire con la definizione di azioni volte a favorire una cultura del rispetto che possa trasformare ogni luogo di lavoro in uno spazio sicuro, tutelando la dignità di chi vi opera.

L’abbattimento delle barriere architettoniche necessita di un’attenzione particolare. Come state procedendo?

Da più di quarant’anni, nell’associazionismo, mi sono impegnata per abbattere le barriere architettoniche e culturali che limitano la libertà e la dignità delle persone con disabilità. Ora ho la possibilità di farlo da un’altra prospettiva e metterò tutto il mio impegno per raggiungere risultati concreti, ma soprattutto per favorire un nuovo approccio al problema. Avevo già promosso e coordinato il “Tavolo per l’Accessibilità e la Progettazione Universale”: un organismo istituito dal Consiglio Comunale che ha lo scopo di vagliare tutte le iniziative e le azioni affinché siano pensate per tutti i cittadini. Da sottolineare che il Comune ha già approvato un PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) ed ora stiamo cercando di attuarlo concretamente partecipando a un bando per migliorare l’accessibilità del centro storico. In questi giorni sto lavorando a un protocollo interno all’amministrazione per cui ogni nuovo locale (bar, ristorante, negozio) sarà controllato per verificare che non vi siano realmente barriere architettoniche. Inoltre, sto approfondendo la possibilità di definire un finanziamento strutturato per garantire nel tempo la sostenibilità delle opere necessarie all’abbattimento delle barriere architettoniche, destinando ad esse una percentuale degli oneri di urbanizzazione e delle multe automobilistiche. Quello che mi interessa fare è creare dei cambiamenti strutturali che restino nel tempo, e non singoli interventi che possono o non possono essere fatti a seconda della sensibilità di chi amministra. Le persone con disabilità hanno dei diritti sanciti dalla legge che bisogna rispettare.

Assessora, si utilizzano spesso i termini ‘inclusione’, ‘ pari opportunità’, ‘tutela dei diritti umani’. In base alla sua esperienza, a che punto siamo nel riconoscimento di questi diritti fondamentali nel nostro territorio e quali azioni si stanno compiendo affinché queste parole si sostanzino in fatti concreti?

Avrei preferito rispondere a questa domanda quando avevo 20 anni negli anni 70! I diritti erano pochi, ma avevamo la certezza che li avremmo conquistati, tutti insieme, lottando. Oppure trent’anni fa quando di diritti ne avevamo molti e non pensavamo che sarebbe stato necessario difenderli. Per rispondere alla sua domanda, oggi devo dire che in Italia, e non solo nel nostro territorio, molti diritti fondamentali faticosamente conquistati non sono più riconosciuti. E il frutto di una cultura sempre più individualista e aggressiva, fondata sul profitto,dove parole come solidarietà, uguaglianza e tutela delle minoranze non sono più considerati valori, ma “buonismi”. Cosa fare in concreto? Se ognuno di noiiniziasse a fare del proprio meglio, anziché il proprio peggio, e se tornassimo a collaborare per creare una comunità educante per le nuove generazioni, sarebbe già un grande passo in avanti. Perché i diritti non si ereditano per sempre, né si possono delegare a chi amministra: si difendono ogni giorno, insieme.

In chiusura, ha nel cuore un progetto particolare da portare a termine prima della fine del mandato amministrativo?

Se devo essere sincera, mi è impossibile isolare un unico “progetto del cuore” tra i diversi di cui ho parlato, essendo tutti ugualmente importanti.  Proprio perché non posso e non voglio fare una classifica, scelgo di risponderle con un progetto che apparentemente si occupa d’altro. Con gli anni ho capito l’immenso valore che gli animali hanno per l’uomo e mi farebbe molto piacere avviare, o portare a compimento, la realizzazione di una nuova Oasi felina e di un nuovo Canile. Perché una comunità che riesce a prendersi cura anche dei propri animali dimostra di essere una comunità attenta, sensibile e capace di proteggere tutti.

Gigliola Marinelli




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม