Un sistema fiscale più semplice, ordinato e fondato maggiormente sul dialogo preventivo tra amministrazione e contribuente. È questa la direzione indicata da Alberto Castagnetti, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Verona, intervenuto nella puntata della 22ª Settimana Veneta della Finanza dedicata alle banche, al credito e ai temi fiscali.
Il confronto ha preso le mosse dal videomessaggio del viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo, che ha illustrato lo stato di avanzamento della riforma fiscale e l’obiettivo di costruire un rapporto meno conflittuale tra Fisco e imprese.
Presidente, la riforma fiscale era realmente necessaria?
Sì, era attesa da molti anni. Basta pensare che il Testo unico delle imposte sui redditi risale al 1986 e il decreto IVA addirittura al 1972. Nel tempo si sono naturalmente aggiunti moltissimi interventi normativi, spesso attraverso le leggi finanziarie, ma questo ha reso il sistema sempre più articolato. Per noi professionisti la prospettiva di arrivare a un codice e a testi realmente coordinati rappresenta quindi un passaggio molto importante, che abbiamo auspicato e che vediamo con grande favore.
Quanto conta il confronto tra commercialisti, politica e amministrazione finanziaria?
Conta moltissimo. Il Consiglio Nazionale ha istituito tavoli di confronto sia con l’amministrazione finanziaria sia con la politica e il viceministro Leo rappresenta uno dei principali interlocutori. Questa collaborazione permette di affrontare problemi concreti e di costruire soluzioni che tengano conto anche dell’esperienza di chi le norme deve poi applicare quotidianamente insieme alle imprese e ai contribuenti.
Ci sono già effetti concreti di questa maggiore collaborazione?
Sì. Un esempio è la maggiore apertura degli uffici periferici dell’Agenzia delle Entrate, circa 160 in tutta Italia, che accanto ai normali canali telematici consentono nuovamente un confronto diretto. Ci sono questioni che non possono essere sempre risolte efficacemente soltanto attraverso strumenti digitali. In alcuni casi il dialogo de visu tra professionista e amministrazione permette di chiarire molto più rapidamente dubbi e criticità.
Quali sono alcuni degli aspetti pratici sui quali state lavorando a Verona?
Abbiamo un confronto diretto con l’Agenzia delle Entrate territoriale anche grazie al lavoro dei consiglieri dell’Ordine delegati alla fiscalità. Uno dei temi riguarda, per esempio, la semplificazione della concessione del codice fiscale ai cittadini comunitari o extracomunitari che assumono cariche di amministratore nelle società. Un altro riguarda la velocizzazione dei controlli sugli F24 utilizzati in compensazione con crediti d’imposta. Sono questioni molto tecniche, ma nella vita quotidiana di un’impresa possono incidere in maniera significativa.
Il viceministro Leo ha parlato anche di Tax Control Framework. Che cosa significa concretamente?
È uno strumento che riguarda soprattutto il rapporto preventivo tra le imprese più strutturate e l’amministrazione finanziaria. L’idea è affrontare in anticipo le questioni che potrebbero generare un rischio fiscale, invece di arrivare successivamente all’accertamento e al contenzioso. Significa costruire un sistema interno capace di individuare, monitorare e gestire il rischio fiscale dell’impresa.
Qual è il ruolo del commercialista in questo processo?
È un ruolo molto importante, perché il professionista può certificare la validità del sistema di controllo fiscale adottato dall’impresa. Questa certificazione permette all’azienda di accedere ai benefici previsti dal Tax Control Framework e di instaurare un confronto preventivo con l’Agenzia delle Entrate sulle questioni più delicate, con effetti che possono riguardare anche la riduzione o, in determinati casi, l’annullamento delle sanzioni. È un cambiamento culturale importante: significa passare progressivamente da un fisco di controllo a un fisco di confronto.
Un altro tema molto sentito dalle imprese del Nord Est è il passaggio generazionale. Quanto è delicato?
È un problema che conosco da molto tempo. Quando ho iniziato la professione, oltre trent’anni fa, se ne parlava già come di una delle grandi questioni del sistema imprenditoriale del Nord Est. Il legislatore ha introdotto negli anni strumenti fiscali che possono favorire la continuità dell’impresa, dal patto di famiglia alle norme sulla neutralità fiscale in determinate operazioni societarie. Ma la questione non è soltanto fiscale.
Qual è allora il nodo principale?
A mio avviso è soprattutto la managerializzazione dell’impresa. Garantire continuità non significa semplicemente trasferire quote o proprietà agli eredi. Significa costruire assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati e guardare al futuro dell’azienda. Anche la valutazione bancaria oggi non può più limitarsi a osservare soltanto ciò che è accaduto in passato: la capacità dell’impresa di programmare, organizzarsi e costruire una governance solida diventa sempre più importante anche ai fini della sua affidabilità futura.
Molte imprese veronesi guardano ai mercati esteri. Quali attenzioni fiscali servono?
Ogni Paese ha le proprie normative e l’internazionalizzazione richiede quindi una preparazione molto attenta. Oggi l’imprenditore deve ragionare non soltanto sugli aspetti fiscali in senso stretto, ma anche sulla gestione di variabili come il rischio cambio, la fluttuazione delle materie prime, dei tassi di interesse e dei costi energetici. Sono elementi che possono trasformare rapidamente un apparente vantaggio competitivo in uno svantaggio.
C’è anche un aspetto pratico che non va sottovalutato quando si esporta.
Assolutamente. È fondamentale poter dimostrare correttamente l’avvenuta esportazione, sia verso Paesi dell’Unione Europea sia verso Paesi extra UE. L’impresa deve avere la prova certa dell’uscita della merce dal territorio italiano, perché questo permette di evitare contestazioni, sanzioni o problemi sul versamento dell’IVA. È un esempio molto concreto di come, quando si affrontano i mercati internazionali, la preparazione fiscale e documentale debba procedere insieme alla strategia commerciale.
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