Il territorio veronese continua a mostrare solidità, diversificazione e capacità di reazione, anche in uno scenario diventato più complesso rispetto a qualche mese fa per effetto dei costi energetici, dell’incertezza geopolitica e delle difficoltà che interessano alcuni mercati internazionali. È la fotografia tracciata da Cristina Balbo, direttrice regionale Veneto Ovest e Trentino-Alto Adige di Intesa Sanpaolo, che in occasione della Settimana Veneta della Finanza sottolinea come molte imprese continuino a cercare nuovi mercati, nuove soluzioni e occasioni di investimento.
Direttrice, che segnali state raccogliendo oggi dal territorio veronese e dal Nord Est?
Confermiamo una visione positiva. Verona è un territorio sano e presenta una fortissima diversificazione settoriale, che rappresenta uno dei suoi principali punti di forza. Naturalmente si sono acuiti alcuni elementi di complessità, a partire dall’energia e dall’incertezza geopolitica. Nonostante questo, dall’osservatorio della Banca dei Territori continuiamo a vedere imprese molto resilienti e soprattutto reattive, capaci di trovare nuovi mercati e nuove soluzioni e di continuare a investire, anche se proprio gli investimenti rimangono un punto sul quale mantenere grande attenzione.
Quanto è importante oggi continuare a investire in innovazione e tecnologia?
È strategico. In uno scenario caratterizzato da una concorrenza internazionale sempre più intensa, le aziende che riescono a distinguersi sono quelle che puntano su produzioni personalizzate, di alta qualità e complesse, accompagnate da una forte componente di servizio. Per riuscirci bisogna continuare a investire in innovazione e tecnologia. Non c’è crescita senza produttività e non c’è aumento della produttività senza investimenti.
Come accompagna Intesa Sanpaolo le imprese in questo percorso?
Innanzitutto attraverso il credito. Nei primi sei mesi del 2026 abbiamo già erogato in Veneto circa 2 miliardi di euro di finanziamenti tra imprese e famiglie, una cifra destinata a crescere entro la fine dell’anno. Ma non c’è soltanto il finanziamento. Mettiamo a disposizione strutture specialistiche che aiutano le imprese a intercettare gli incentivi e cerchiamo di stimolare l’innovazione soprattutto nelle PMI, che spesso hanno maggiori difficoltà a sviluppare autonomamente ricerca e tecnologia.
Anche attraverso il rapporto con startup e università?
Sì. Organizziamo attività di matching tra imprese tradizionali, startup, PMI innovative, università e acceleratori. Abbiamo realizzato, per esempio, laboratori nei quali aziende più mature hanno potuto confrontarsi direttamente con realtà che sviluppano soluzioni di intelligenza artificiale. È importante perché le imprese stanno investendo, ma sulle applicazioni dell’AI soprattutto quelle di medie dimensioni presentano ancora margini significativi di crescita.
Anche sul fronte dell’export le imprese devono cercare nuovi mercati. Come le accompagnate?
Le imprese venete e veronesi hanno dimostrato una grande capacità di spostarsi rapidamente da un mercato all’altro, ma naturalmente hanno bisogno di essere accompagnate. Intesa Sanpaolo è presente direttamente in quaranta Paesi, attraverso banche o filiali estere, e in altri mercati opera attraverso partnership con istituti locali. Questo ci consente di supportare concretamente le aziende che vogliono sviluppare nuove relazioni commerciali.
Il supporto comincia anche prima dell’ingresso in un nuovo mercato?
Certamente. Offriamo servizi di scouting, ricerca di partner e consulenza internazionale attraverso specialisti presenti sia in Italia sia all’estero. Organizziamo inoltre missioni internazionali, anche negli Stati Uniti, si è da poco conclusa la terza, accompagnando startup e imprese più strutturate nell’incontro con investitori e potenziali partner.
Avete lanciato anche una piattaforma specifica per facilitare questi contatti.
Si chiama Connecting markerts. È una piattaforma che permette agli imprenditori di individuare potenziali clienti e fornitori nei mercati internazionali. Il database raccoglie informazioni su circa 560 milioni di soggetti in 170 Paesi e permette di avere una prima fotografia molto approfondita delle controparti con cui si intende entrare in relazione. È uno strumento concreto per ridurre l’incertezza quando si affrontano nuovi mercati.
Un altro tema centrale per le PMI è il passaggio generazionale. Quanto è urgente affrontarlo?
È un tema cruciale. Si stima che nei prossimi anni almeno il 30% delle aziende venete sarà interessato da un passaggio generazionale. Sono momenti decisivi per la continuità dell’impresa e proprio per questo bisogna affrontarli con grande attenzione. Non esiste una soluzione uguale per tutti.
Quali strumenti possono essere utilizzati?
La finanza straordinaria mette a disposizione molte possibilità: advisory, ingresso di un fondo, operazioni finalizzate al passaggio generazionale, private equity oppure aggregazioni con altre imprese. Quest’ultima può essere una strada particolarmente interessante per il territorio, perché può consentire di rafforzare aziende sane mantenendole italiane e radicate localmente. Ma bisogna sempre partire dall’ascolto della famiglia, dalla cultura dell’impresa e dagli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Parlando di futuro, qual è l’attenzione della banca verso i giovani?
Prima ancora della casa, credo sia importante parlare della formazione scolastica. Con il prestito “Per Merito” abbiamo già finanziato circa 50 mila giovani, a livello nazionale, nei loro percorsi di studio. È un finanziamento che mette a disposizione fino a 75 mila euro fino a 30 anni, che non richiede garanzie patrimoniali ed è legato all’impegno del ragazzo o della ragazza nel proprio percorso formativo. Può essere utilizzato per università, master o ITS e serve proprio a permettere ai giovani di investire sulla propria preparazione. Accompagniamo i ragazzi anche favorendo l’inserimento nel mondo del lavoro e nelle scelte di finanza personale legate alla gestione del risparmio.
Poi però arriva inevitabilmente il tema della casa.
Sì, ed è diventato un tema molto rilevante, non soltanto per i giovani. Riguarda anche lavoratori adulti e imprese che devono attrarre personale da altri territori. A Verona la questione è particolarmente evidente. Secondo il nostro osservatorio immobiliare, negli ultimi dieci anni la città ha registrato una crescita dei prezzi delle abitazioni vicina al 40%, seconda soltanto a Milano tra le realtà considerate. L’attrattività della città è certamente un elemento positivo, ma porta con sé anche questo problema.
Come cercate di sostenere i giovani nell’acquisto dell’abitazione?
Il mutuo rimane lo strumento principale e rappresenta spesso l’operazione più importante nella vita di una famiglia, pertanto investiamo molto in questo comparto. Per i giovani prevediamo condizioni dedicate, con durate molto lunghe che possono arrivare fino a quarant’anni e formule pensate per alleggerire soprattutto la fase iniziale. L’obiettivo è rendere più sostenibile un passaggio che oggi, considerando il livello dei prezzi delle abitazioni, è diventato certamente più impegnativo.
Intesa Sanpaolo è una banca internazionale, ma quanto conta mantenere un rapporto con il territorio?
Conta moltissimo. Accanto alle grandi iniziative sociali, culturali e ambientali sviluppate a livello nazionale, lavoriamo direttamente anche con il territorio e con il terzo settore. Lo facciamo attraverso progetti, iniziative di beneficenza e anche attraverso strumenti di crowdfunding nei quali alle somme raccolte dai cittadini la banca aggiunge proprie risorse.
Ci sono esempi concreti sul territorio veronese?
Negli ultimi anni abbiamo sostenuto diverse iniziative, tra cui realtà come Pantarei, Quid ed Hermete, soprattutto su progetti rivolti alle persone più fragili. Credo che proprio sui temi sociali sia fondamentale mettere insieme le forze: banca, associazioni, imprese e territorio.
Qual è, in definitiva, il tratto che continua a distinguere le imprese del territorio?
La capacità di reagire. Anche nei momenti più complicati vediamo aziende che non rimangono ferme, ma cercano nuove soluzioni. È una caratteristica che sorprende continuamente: di fronte alle difficoltà gli imprenditori riescono spesso a trovare nuove strade, innovare e trasformare un problema in una nuova opportunità. Credo che sia proprio questa capacità di reazione una delle principali forze del nostro sistema produttivo.
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