#Finsubito news dalla rete – Fondi azionari Italia, le 20 società preferitegestori.


Le banche italiane continuano a rappresentare una delle principali scelte di investimento dei gestori dei fondi azionari specializzati su Piazza Affari. Nonostante le incertezze geopolitiche, le tensioni commerciali e le prospettive di rallentamento economico, i titoli del credito mantengono un ruolo centrale nelle strategie dei money manager, grazie alla redditività del settore, alla capacità di distribuire dividendi e alle opportunità legate al consolidamento bancario.

A confermarlo è una classifica elaborata da L’Economia del Corriere della Sera, che ha analizzato i report mensili dei dieci migliori fondi azionari Italia per individuare le società più presenti nelle principali posizioni dei rispettivi portafogli. Il risultato è una graduatoria di venti titoli che fotografa le preferenze dei gestori, assegnando un punteggio in funzione della presenza e del posizionamento all’interno delle prime dieci partecipazioni dei fondi esaminati.

Il settore bancario occupa sei delle prime dieci posizioni, confermando il proprio ruolo dominante nell’asset allocation dei fondi dedicati al mercato italiano. Ma la graduatoria evidenzia anche l’interesse per utilities, compagnie assicurative, gruppi industriali e società tecnologiche, con particolare attenzione ai comparti che possono beneficiare di investimenti infrastrutturali, transizione energetica e intelligenza artificiale.

A risalire la classifica dalla ventesima posizione è Fincantieri, con 4 punti e una presenza tra le prime dieci partecipazioni di uno dei fondi considerati. Il gruppo della cantieristica ha registrato nel primo semestre ricavi per 4,58 miliardi di euro e un utile netto di 106 milioni, contro i 38 milioni dello stesso periodo del 2025. Numeri che testimoniano il miglioramento della redditività in una fase di crescente attenzione degli investitori verso i comparti industriali e della difesa.

Con lo stesso punteggio, al diciannovesimo posto, figura Erg, anch’essa presente nella top ten di un fondo. Il gruppo delle energie rinnovabili continua a essere osservato per la possibile evoluzione dell’assetto azionario e le prospettive di crescita nel settore.

Al diciottesimo posto compare Technoprobe, con 6 punti e una presenza. L’azienda, attiva nella progettazione e produzione di dispositivi elettromeccanici utilizzati per verificare il funzionamento dei semiconduttori, beneficia dell’espansione della domanda legata all’intelligenza artificiale e ai data center. Nel primo semestre ha registrato ricavi per 464,1 milioni di euro, in crescita del 42,4%, un Ebitda di 206,2 milioni (+93,8%) e un utile netto di 143,1 milioni, contro i 34,4 milioni del primo semestre 2025.

Con 6 punti e una presenza si colloca al diciassettesimo posto Tim Risp, preceduta da Saipem, sedicesima con 7 punti e una presenza. Per quest’ultima, le prospettive restano legate all’evoluzione degli investimenti energetici internazionali e alla domanda di servizi per il settore petrolifero.

La quindicesima posizione è occupata da Banco Bpm, che totalizza 8 punti ed è presente tra le prime dieci partecipazioni di due fondi. Il titolo dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna continua ad attirare attenzione anche per il ruolo centrale assunto nel risiko bancario italiano, tra l’interesse di Crédit Agricole e le possibili nuove aggregazioni.

Al quattordicesimo posto si trova Danieli & C., con 8 punti e una presenza. La società industriale viene apprezzata anche per il posizionamento nelle tecnologie che consentono di ridurre le emissioni nella produzione dell’acciaio, un comparto destinato a essere interessato da importanti investimenti per la decarbonizzazione degli impianti.

Risale al tredicesimo posto Leonardo, con 12 punti e tre presenze. Il gruppo della difesa e dell’aerospazio ha rivisto al rialzo i propri obiettivi per il 2026, indicando ordini attesi per circa 28,2 miliardi di euro e un Ebitda di circa 2,21 miliardi. Il settore continua a beneficiare dell’incremento dei bilanci militari europei e della crescente domanda di tecnologie per la sicurezza.

Al dodicesimo posto figura FinecoBank, con 13 punti e due presenze, confermando l’interesse dei gestori anche per le società finanziarie caratterizzate da modelli distributivi digitali, raccolta del risparmio e ricavi commissionali.

Appena sopra, in undicesima posizione, si trova Unipol Assicurazioni, che ottiene 17 punti e compare tra le prime dieci partecipazioni di tre fondi. Il gruppo bolognese beneficia dell’attenzione riservata al settore assicurativo e delle prospettive connesse al consolidamento bancario italiano.

Entrando nella top ten, Eni occupa il decimo posto con 33 punti e cinque presenze. Il titolo viene sostenuto dall’interesse per le società energetiche, in un contesto nel quale le tensioni geopolitiche e l’evoluzione dei prezzi del petrolio continuano a influenzare i bilanci degli operatori.

Al nono posto si trova BPER Banca, con 37 punti e otto presenze. L’istituto emiliano conferma così il proprio peso nelle preferenze dei gestori, anche alla luce del processo di consolidamento del settore bancario.

Con lo stesso punteggio, ma all’ottavo posto, compare Ferrari, presente tra le maggiori partecipazioni di otto fondi. La casa automobilistica di Maranello ha chiuso il secondo trimestre con ricavi per circa 1,94 miliardi di euro, in crescita dell’8%, un Ebitda di 755 milioni e un margine Ebitda del 31,2%. La società ha inoltre rivisto al rialzo le previsioni per il 2026, segnalando una buona visibilità sugli ordini fino alla fine del 2027.

La settima posizione è occupata da Generali, con 40 punti e sette presenze. Il Leone di Trieste continua a rappresentare uno dei principali riferimenti per i gestori che investono nel comparto assicurativo, grazie alla diversificazione delle attività tra protezione, risparmio e previdenza e al ruolo strategico nel riassetto del sistema finanziario italiano.

Al sesto posto figura Prysmian, con 48 punti e nove presenze. Il gruppo dei cavi beneficia delle prospettive di investimento nelle reti elettriche, nell’elettrificazione e nelle infrastrutture necessarie allo sviluppo dei data center. Le aspettative riguardano soprattutto l’espansione della domanda negli Stati Uniti e gli investimenti collegati alla transizione energetica.

La quinta posizione è conquistata da Banca Mps, che raccoglie 58 punti ed è presente tra le maggiori partecipazioni di nove fondi. La banca senese è uno dei titoli più seguiti del mercato italiano, anche per il ruolo assunto nelle operazioni di aggregazione bancaria e per le prospettive di trasformazione industriale del gruppo.

Appena sopra, al quarto posto, si colloca STMicroelectronics, con 59 punti e una presenza in tutte e dieci le top ten esaminate. Il gruppo dei semiconduttori rappresenta una delle principali scommesse tecnologiche dei gestori italiani. Le prospettive sono sostenute dalla domanda di componenti destinati all’intelligenza artificiale e ai data center, comparto dal quale la società punta a generare oltre 2 miliardi di dollari di ricavi nel 2027.

Il podio si apre con Enel, terza con 74 punti e otto presenze. Il gruppo elettrico si conferma tra i titoli più apprezzati grazie alla diversificazione geografica, agli investimenti nelle reti e allo sviluppo delle energie rinnovabili. Negli Stati Uniti, in particolare, Enel ha completato a settembre l’acquisizione di 810 MW di impianti solari da Excelsior Energy Capital, per circa 760 milioni di dollari.

La seconda posizione è occupata da UniCredit, che totalizza 91 punti ed è presente tra le prime dieci partecipazioni di otto fondi. La banca guidata da Andrea Orcel continua a raccogliere il favore dei money manager grazie alla redditività, alla capacità di remunerare gli azionisti e alle prospettive strategiche legate alle operazioni di consolidamento europeo.

A dominare la graduatoria è però Intesa Sanpaolo, che conquista il primo posto con il punteggio massimo di 100 ed è presente in tutte e dieci le top ten considerate. La banca guidata da Carlo Messina si conferma così il principale riferimento dei gestori azionari italiani, in una fase nella quale la capacità di generare utili, distribuire dividendi e rafforzare il proprio posizionamento competitivo continua a essere particolarmente apprezzata.

La classifica evidenzia dunque due tendenze. Da un lato, la persistente centralità del settore bancario, che occupa le prime due posizioni e sei posti nella top ten. Dall’altro, la crescente attenzione verso società esposte a trasformazioni strutturali dell’economia, come elettrificazione, difesa, infrastrutture digitali e intelligenza artificiale.

Il dato più interessante riguarda tuttavia la differenza tra diffusione e posizionamento dei titoli nei portafogli. Intesa Sanpaolo e STMicroelectronics sono le uniche società presenti nella top ten di tutti e dieci i fondi analizzati, ma la banca milanese conquista un punteggio decisamente più elevato, segno di una maggiore concentrazione nelle posizioni di vertice.

La graduatoria non misura quindi direttamente i rendimenti futuri delle azioni, ma offre una fotografia delle convinzioni dei gestori che hanno ottenuto i migliori risultati tra i fondi azionari specializzati sull’Italia. E in questa fotografia, nonostante la diversificazione settoriale, sono ancora le grandi banche a occupare il centro della scena.

 

(In foto gli a.d. delle prime cinque banche commerciali italiane per dimensioni: da sinistra, Giuseppe Castagna di Banco BPM, Luigi Lovaglio di MPS, Carlo Messina di Intesa Sanpaolo, Andrea Orcel di UniCredit e Gianni Franco Papa di Bper)


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