#Finsubito news dalla rete – Gangs of New York è una storia vera? I fatti dietro il film


Sì, in parte: alla base di Gangs of New York c’è una vicenda reale di conflitti nei Five Points e rivolte contro la leva, mentre la vendetta di Amsterdam Vallon è inventata. Il film riunisce episodi distinti della storia di Manhattan e li collega attraverso personaggi e rapporti costruiti dalla sceneggiatura.

I Five Points erano un quartiere povero e multietnico, segnato dal sovraffollamento, dall’immigrazione e dalla violenza politica. Vi abitavano lavoratori, famiglie, immigrati e afroamericani. Le risse e le intimidazioni elettorali convivevano con attività commerciali e vita quotidiana.

Anche Bill il Macellaio ha un riferimento reale: William Poole, macellaio, pugile e attivista nativista. Morì nel 1855, otto anni prima delle rivolte che il film intreccia alla sua fine. Nel luglio 1863, l’opposizione alla coscrizione e il risentimento contro le esenzioni economiche si accompagnarono a incendi, saccheggi e persecuzioni degli afroamericani. È questa successione di avvenimenti a costituire la storia documentata dietro il racconto cinematografico.

La vita nei Five Points

I Five Points si svilupparono nella prima metà dell’Ottocento nella zona dell’ex Collect Pond, interrato. Le abitazioni erano sovraffollate e le condizioni igieniche precarie. Negli anni Quaranta e Cinquanta, l’immigrazione irlandese contribuì alla crescita del quartiere, dove vivevano anche afroamericani, altri immigrati, lavoratori e famiglie.

La povertà era reale, così come il lavoro e la vita familiare. Le testimonianze archeologiche documentano una quotidianità che comprendeva attività commerciali e abitazioni, oltre agli ambienti coinvolti nella violenza di strada. Ridurre tutti i residenti a criminali cancella questa composizione sociale.

L’Old Brewery, un ex birrificio trasformato in abitazioni, faceva parte di quel paesaggio. Gli spazi interni erano suddivisi in piccoli ambienti. L’edificio venne demolito nel dicembre 1852 e sul suo sito nacque una missione metodista.

La vera morte di Bill the Butcher

William Poole, conosciuto come Bill the Butcher, era un macellaio, un pugile e un attivista politico nativista. La sua rivalità con John Morrissey, immigrato irlandese e pugile, fu reale. La rappresentazione di Poole come sovrano delle gang dei Five Points non è documentata.

Nella notte tra il 24 e il 25 febbraio 1855, Poole venne ferito nello Stanwix Hall, un locale di Broadway. Durante uno scontro con uomini legati a Morrissey, Lewis Baker gli sparò al torace. Poole morì l’8 marzo 1855 e venne sepolto nel cimitero di Green-Wood, a Brooklyn. La morte diventò un’occasione di mobilitazione nativista.

Baker fuggì, venne catturato e affrontò procedimenti giudiziari senza essere condannato: una giuria non raggiunse un verdetto unanime e un altro processo fu interrotto per la malattia di un giurato.

Le gang e gli scontri del 1857

Le ostilità contro immigrati e cattolici si intrecciavano con rivalità politiche, conflitti di lavoro e intimidazioni elettorali. I nativisti difendevano la preminenza degli americani nati negli Stati Uniti e avversavano soprattutto l’immigrazione cattolica. In questo contesto, Native Americans indicava i nativisti, senza riferirsi ai popoli indigeni.

Le gang avevano rapporti con associazioni di quartiere, ambienti di lavoro, compagnie di pompieri volontari e fazioni politiche. Il 4 e il 5 luglio 1857 scoppiarono scontri fra gruppi dei Five Points e della Bowery. La crisi fra due corpi di polizia rivali favorì il disordine; polizia e milizia ristabilirono l’ordine.

Il nome Dead Rabbits compare nelle cronache di quegli scontri. L’identificazione con una gang autonoma e stabile resta contestata: uomini chiamati così rivendicavano invece il nome Roche Guard.

La coscrizione e i 300 dollari

Il 3 marzo 1863, l’Enrollment Act introdusse la coscrizione federale. Gli uomini estratti potevano presentare un sostituto oppure pagare una somma di commutazione fissata a 300 dollari. Il pagamento esentava dalla specifica chiamata; il ricorso a un sostituto costituiva una possibilità distinta.

La possibilità di evitare il servizio attraverso il denaro alimentò il risentimento contro il privilegio economico. L’opposizione alla leva si intrecciò con questo conflitto sociale e con il razzismo contro gli afroamericani. Fra i rivoltosi figuravano numerosi lavoratori irlandesi.

A New York le estrazioni dei nominativi cominciarono l’11 luglio, inizialmente senza incidenti. La loro ripresa, il 13 luglio, scatenò le rivolte che proseguirono fino al 16.

Le violenze del luglio 1863

Durante le rivolte vennero attaccati uffici della leva, poliziotti, proprietà e cittadini afroamericani. Saccheggi e incendi si accompagnarono a uccisioni, linciaggi e distruzione di abitazioni e istituzioni della comunità afroamericana. La persecuzione razziale fu centrale nella sommossa. Il Colored Orphan Asylum venne incendiato; i bambini riuscirono a fuggire. Le violenze provocarono la fuga di molti afroamericani da Manhattan.

Polizia, esercito e milizia repressero la rivolta, usando anche forza letale e artiglieria terrestre. Il bilancio esatto delle vittime resta incerto: circa 120 morti è una stima frequentemente adottata. Le cifre molto superiori non costituiscono un conteggio accertato.

La repressione ristabilì l’ordine, senza porre fine all’attività delle gang. Altre organizzazioni operarono nei decenni successivi, comprese quelle coinvolte nella sparatoria di Rivington Street del 1903.

Quanto è fedele il film alla realtà

Gangs of New York è fedele a diversi elementi del contesto sociale, mentre rielabora le vicende individuali e la cronologia. Amsterdam e Padre Vallon sono inventati, così come la battaglia iniziale del 1846 e la vendetta familiare. William Cutting combina elementi di William Poole e del capo politico Isaiah Rynders.

Il film collega la morte di Poole nel 1855, gli scontri del 1857 e le rivolte del 1863. Amplifica inoltre frequenza, armamenti e carneficine delle risse, e mostra ancora nel 1862 l’Old Brewery, demolita dieci anni prima.

La commutazione da 300 dollari, gli incendi, le aggressioni agli afroamericani e la repressione militare hanno riscontri reali. Il bombardamento navale di Manhattan è inventato. Anche il duello finale appartiene alla sceneggiatura: Poole era morto otto anni prima della sommossa.

Domande frequenti

Gangs of New York è una storia vera?

In parte. I Five Points, William Poole e le rivolte contro la coscrizione del 1863 sono reali. Amsterdam e Padre Vallon, la vendetta familiare e il duello finale sono inventati. Il film unisce episodi avvenuti in anni diversi.

Che cosa è successo davvero?

Nei Five Points operarono gruppi coinvolti in risse e intimidazioni elettorali. William Poole venne ferito durante uno scontro nello Stanwix Hall e morì l’8 marzo 1855. Nel luglio 1863, la protesta contro la leva si accompagnò a saccheggi, incendi e persecuzioni degli afroamericani, comprese uccisioni e linciaggi.

Come è andata a finire la vicenda reale?

Polizia, esercito e milizia repressero le rivolte del 13-16 luglio 1863 e ristabilirono l’ordine. Il numero esatto delle vittime resta incerto; circa 120 morti è una stima frequentemente adottata. Molti afroamericani fuggirono da Manhattan. Poole era già morto nel 1855 e l’attività delle gang continuò nei decenni successivi.

Immagine e dati sul film forniti da TMDB. Questo contenuto utilizza le API di TMDB, che non lo approva né lo certifica.


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