#Finsubito news dalla rete – Trento: per il nuovo bando le associazioni chiedono coinvolgimento e fanno proposte strutturate


Enpa, Lav, Legambiente, tre associazioni nazionali ambientaliste e animaliste particolarmente rappresentative presenti sul territorio da anni impegnate a vari livelli sul tema coesistenza uomo-animale, intervengono sul futuro bando per la gestione del canile comunale di Trento, scaduto ormai da oltre un anno, con affidamento rinnovato alla Lega del cane fino al settembre 2027. Criticano il mancato coinvolgimento e stilano un insieme di proposte interessanti.

Martedì sera andrà al voto in consiglio comunale la proposta di delibera con la quale il consiglio comunale darebbe le indicazioni agli uffici del Comune per stendere il bando e il futuro capitolato. 

Adesso arriva un documento strutturato e complesso con proposte anche innovative, come quella del Tavolo di Garanzia, che dovrebbe costituire uno strumento stabile di partecipazione, monitoraggio e proposta, finalizzato a individuare criticità gestionali, valutare possibili soluzioni e promuovere il miglioramento continuo delle condizioni di accoglienza e benessere degli animali ospitati.

Dovrebbe essere convocato periodicamente dall’Assessorato competente, nonché su richiesta motivata dei suoi componenti, e poter ascoltare volontari, operatori e cittadini che intendano sottoporre problematiche o proposte.

Pubblichiamo il documento integralmente qui sotto:

Le scriventi associazioni animaliste e ambientaliste – ENPA del Trentino Sezione di Rovereto, LAV ETS, Circolo di Trento di Legambiente – hanno appreso, senza aver ricevuto alcuna preventiva comunicazione o essere state coinvolte in un percorso partecipativo, che martedì 20 ottobre 2026 sarà sottoposta all’esame del Consiglio comunale di Trento la proposta di deliberazione n. 5566/2026, avente ad oggetto «Affidamento a terzi del servizio di gestione del rifugio per cani comunale. Fissazione disciplina generale e individuazione modalità di gestione», con relatore l’assessore Michele Brugnara. Riteniamo che, in considerazione della rilevanza delle decisioni che l’Amministrazione comunale si appresta ad assumere, sarebbe stato opportuno prevedere un confronto preventivo con le realtà associative che, da decenni, operano sul territorio con competenza,
continuità e impegno concreto nella tutela dei diritti degli animali e nella promozione di una corretta convivenza uomo/animali.
Il coinvolgimento delle associazioni avrebbe consentito di valorizzare esperienze e conoscenze maturate direttamente sul campo, offrendo un contributo qualificato alla definizione degli indirizzi destinati a orientare la futura gestione del canile comunale. Tale coinvolgimento sarebbe stato, peraltro, coerente con i principi di partecipazione, trasparenza e valorizzazione della cittadinanza attiva più volte richiamati dall’Amministrazione comunale, nonché con il percorso di dialogo già avviato nei mesi scorsi con il Sindaco e l’Assessore competente sui temi della tutela ambientale e del benessere animale. La questione riveste un’importanza che va ben oltre gli aspetti organizzativi ed economici dell’affidamento del servizio. Le scelte che saranno compiute dall’Amministrazione comunale definiranno infatti il modello di gestione del canile per i prossimi anni, incidendo  direttamente sulle condizioni di vita degli animali ospitati, sulle possibilità di recupero e adozione e sulla capacità della struttura di rispondere alle esigenze del territorio.

Riteniamo che il rinnovo dell’affidamento della gestione del canile rappresenti un’occasione importante per ripensare e migliorare il ruolo della struttura, promuovendo un modello di gestione realmente orientato al benessere degli animali, alla loro riabilitazione e al loro reinserimento in un contesto familiare.

L’esperienza quotidiana delle nostre associazioni dimostra quanto sia importante poter contare su una struttura pubblica efficiente, accessibile e capace di collaborare con chi opera sul territorio, soprattutto nelle situazioni più complesse: animali abbandonati, cani provenienti da contesti di grave disagio, situazioni di maltrattamento, sequestri giudiziari o difficoltà dei proprietari che non sono più in grado di garantire adeguate condizioni di cura.

In queste circostanze, la disponibilità di una struttura idonea all’accoglienza può rappresentare la differenza tra la possibilità di mettere tempestivamente in sicurezza un animale e il protrarsi di una situazione di sofferenza.

Il canile comunale dovrebbe quindi essere concepito non come un semplice luogo di ricovero, ma come un presidio pubblico di tutela animale, un punto di riferimento per la comunità e una struttura di accoglienza, recupero e transizione verso una nuova vita.

Per realizzare questo obiettivo è indispensabile valorizzare le conoscenze, le esperienze e le esigenze di tutti i soggetti che, a diverso titolo, operano per la protezione degli animali.

LE NOSTRE RICHIESTE

Alla luce di quanto esposto, chiediamo:

  1. Il rinvio della votazione della proposta di deliberazione n. 5566/2026, al fine di consentire un confronto preventivo tra l’Amministrazione comunale e le scriventi associazioni, durante il quale possano essere esaminate e valutate le proposte di seguito formulate.

  2. In subordine, qualora l’Amministrazione intendesse procedere comunque all’approvazione della deliberazione, che vengano recepiti fin da questa fase i principi e gli indirizzi fondamentali di seguito indicati, nei limiti consentiti dal contenuto e dalla natura dell’atto, riservando la loro puntuale disciplina al successivo capitolato.

  3. In ogni caso, l’apertura di un confronto strutturato con le associazioni prima della predisposizione e dell’approvazione definitiva del bando e del relativo capitolato, affinché le esperienze maturate sul territorio possano tradursi in concrete disposizioni e obblighi a carico del futuro gestore.

PROPOSTE PER IL FUTURO BANDO E CAPITOLATO DI GESTIONE

1. Istituzione di un Tavolo di garanzia e confronto sul canile

Si propone l’istituzione di un Tavolo permanente di confronto e garanzia, promosso e coordinato dall’Amministrazione comunale, con la partecipazione delle associazioni animaliste e ambientaliste maggiormente rappresentative e concretamente attive sul territorio.

Il Tavolo dovrebbe costituire uno strumento stabile di partecipazione, monitoraggio e proposta, finalizzato a individuare criticità gestionali, valutare possibili soluzioni e promuovere il miglioramento continuo delle condizioni di accoglienza e benessere degli animali ospitati.

Dovrebbe essere convocato periodicamente dall’Assessorato competente, nonché su richiesta motivata dei suoi componenti, e poter ascoltare volontari, operatori e cittadini che intendano sottoporre problematiche o proposte.

Dovrebbe inoltre essere informato delle principali modifiche organizzative e strutturali e poter formulare osservazioni e proposte riguardanti l’utilizzo degli spazi, la qualità degli ambienti, le condizioni di detenzione e le attività destinate a soddisfare le esigenze etologiche dei cani.

2. Adozione di un regolamento per i volontari del canile

Si ritiene indispensabile che il Comune predisponga un regolamento organico che disciplini l’accesso, le attività, i diritti, i doveri e le responsabilità dei volontari operanti all’interno della struttura.

Tale regolamento dovrà essere elaborato sulla base delle migliori esperienze e pratiche maturate a livello nazionale, valorizzando il contributo del volontariato quale risorsa essenziale per il benessere degli animali e per il buon funzionamento del canile.

Il regolamento dovrà costituire parte integrante della documentazione di affidamento ed essere espressamente accettato e applicato dal soggetto gestore, al fine di assicurare criteri trasparenti, uniformi e non discrezionali nella gestione dei rapporti con i volontari.

3. Registro, formazione e coordinamento dei volontari

Si propone l’istituzione di un registro dei volontari del canile, nel quale possano iscriversi i cittadini interessati a prestare la propria attività.

Il Comune dovrà garantire, direttamente oppure attraverso soggetti qualificati individuati nel capitolato, adeguati percorsi di selezione, formazione e aggiornamento, senza oneri economici a carico dei volontari.

Il coordinamento operativo delle attività potrà essere affidato al gestore, nel rispetto del regolamento comunale e secondo criteri improntati a collaborazione, trasparenza e valorizzazione delle competenze.

Particolare attenzione dovrà essere riservata alle eventuali decisioni di sospensione o allontanamento dei volontari, che non dovranno essere rimesse alla mera discrezionalità del gestore.

Si propone, pertanto, che tali provvedimenti siano motivati per iscritto, comunicati al Comune e preceduti, salvo situazioni di particolare urgenza, da un momento di confronto con l’interessato e con un rappresentante del Tavolo di garanzia, nel rispetto del contraddittorio e di criteri di proporzionalità.

4. Procedure trasparenti e rigorose per le adozioni

Il capitolato dovrà prevedere procedure chiare e uniformi per l’affidamento in adozione dei cani, ponendo al centro la tutela del loro benessere psicofisico ed etologico.

Le procedure dovranno prevedere una valutazione preventiva dell’idoneità degli aspiranti adottanti e della compatibilità tra le caratteristiche dell’animale e il contesto familiare di destinazione.

Particolare attenzione dovrà essere riservata ai cani anziani, malati, disabili, ciechi o ipovedenti, con deficit uditivi o con specifiche esigenze comportamentali, nonché alle adozioni in famiglie nelle quali siano già presenti altri animali.

Dovranno essere disciplinate le verifiche preaffido e postaffido, anche mediante visite presso il domicilio degli adottanti, effettuate da personale adeguatamente formato.

Si propone inoltre l’utilizzo di schede digitali standardizzate per documentare le valutazioni effettuate, l’esito delle adozioni e gli eventuali interventi successivi.

Il Tavolo di garanzia potrà ricevere informazioni periodiche sull’andamento delle adozioni e sull’efficacia delle procedure adottate, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.

5. Registro sanitario digitale e continuità delle cure

Si richiede che il futuro capitolato preveda l’obbligo, per il gestore e per il veterinario responsabile, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze, di garantire la tenuta e l’aggiornamento di una documentazione sanitaria digitale individuale per ciascun cane ospitato.

La documentazione dovrà comprendere le condizioni cliniche, gli accertamenti diagnostici, le prestazioni veterinarie, le terapie prescritte e somministrate, le eventuali patologie croniche, le esigenze alimentari e le indicazioni relative alla gestione sanitaria dell’animale.

Al momento dell’adozione dovrà essere consegnata alla famiglia una documentazione sanitaria completa e aggiornata, accompagnata dalle indicazioni necessarie a garantire la continuità delle cure e un’adeguata gestione dell’animale nel nuovo contesto familiare.

6. Controlli effettivi, anche senza preavviso

Il capitolato dovrà riconoscere espressamente all’Amministrazione comunale il potere di effettuare, attraverso personale incaricato e qualificato, verifiche periodiche e controlli senza preavviso sulle condizioni della struttura e sull’adempimento degli obblighi contrattuali.

Tali controlli dovranno poter riguardare, tra l’altro, le condizioni igienico-sanitarie, il benessere degli animali, l’organizzazione del personale, la documentazione gestionale e il rispetto delle procedure previste dal capitolato.

Si propone inoltre che, in presenza di segnalazioni motivate, il Comune possa valutare la partecipazione alle verifiche di rappresentanti del Tavolo di garanzia, nei limiti delle rispettive competenze e nel rispetto delle disposizioni applicabili.

Il gestore dovrà assicurare la necessaria collaborazione e consentire l’accesso ai soggetti legittimamente incaricati dei controlli.

7. Benessere animale e approccio cinofilo qualificato

La qualità della gestione non può essere valutata esclusivamente sulla base della pulizia degli ambienti, dell’alimentazione e dell’assistenza sanitaria.

Il benessere di un cane ospitato in canile richiede anche attenzione alle sue esigenze relazionali, comportamentali, cognitive ed emotive.

Il capitolato dovrà pertanto stabilire standard minimi verificabili relativi alle attività quotidiane di sgambamento, socializzazione, arricchimento ambientale, stimolazione cognitiva e recupero comportamentale.

Dovranno essere previste figure professionali cinofile adeguatamente qualificate, con competenze specifiche nella gestione dei cani provenienti da situazioni di abbandono, maltrattamento, deprivazione o disagio comportamentale.

Le attività svolte dovranno essere documentate attraverso strumenti di registrazione e monitoraggio, anche digitali, che consentano di verificare l’effettivo rispetto degli standard previsti.

8. Modalità di accesso alla struttura e risposta alle esigenze del territorio

Si ritiene necessario che il futuro capitolato disciplini in modo chiaro e trasparente le diverse modalità di accesso dei cani alla struttura, tenendo conto delle effettive esigenze del territorio e delle differenti situazioni che possono rendere necessario un intervento di accoglienza e protezione.

Accanto all’accoglienza dei cani vaganti rinvenuti e recuperati nel territorio comunale, dovranno essere individuate procedure e criteri per consentire, nei limiti della capienza e dell’idoneità della struttura, l’ingresso di animali provenienti da situazioni di particolare vulnerabilità o disagio.

Si fa riferimento, in particolare, ai cani presi in carico dalle associazioni di tutela animale in contesti di precarietà fisica o psicofisica, nonché agli animali i cui proprietari, a causa di gravi e documentate difficoltà personali, familiari, sanitarie o sociali, non siano più in grado di garantirne un’adeguata gestione.

Per queste ultime situazioni si ritiene opportuno definire criteri oggettivi e procedure trasparenti per le cosiddette cessioni, evitando valutazioni arbitrarie e favorendo, ove possibile, soluzioni alternative all’ingresso in canile.

A tal fine, la struttura dovrebbe mettere a disposizione anche i propri canali informativi e divulgativi per sostenere la ricerca di nuove famiglie, in collaborazione con le associazioni e attraverso procedure di adozione che garantiscano adeguate verifiche di idoneità.

Non va inoltre trascurata l’importanza di garantire adeguate possibilità di accoglienza anche ai cani provenienti da situazioni di maltrattamento e sottoposti a sequestro da parte delle autorità competenti.

Le associazioni impegnate nella tutela degli animali si trovano frequentemente a collaborare con le forze dell’ordine e con l’Autorità giudiziaria nella gestione di situazioni particolarmente delicate, che richiedono interventi tempestivi e la disponibilità di strutture idonee ad accogliere e mettere in sicurezza gli animali coinvolti.

In tale contesto, sarebbe particolarmente importante prevedere modalità di collaborazione tra il canile comunale e le associazioni che operano nel contrasto al maltrattamento animale e che, non di rado, vengono esse stesse nominate custodi giudiziarie degli animali sequestrati.

Una maggiore sinergia tra la struttura comunale, le istituzioni e le associazioni rappresenterebbe un contributo concreto alla tutela degli animali e consentirebbe di rispondere in maniera più efficace alle esigenze che emergono sul territorio.

CONCLUSIONI

Le proposte formulate intendono offrire un contributo concreto e costruttivo alla definizione di un servizio pubblico che riteniamo di fondamentale importanza, nel pieno rispetto delle competenze e delle responsabilità dell’Amministrazione comunale.

Siamo convinti che la qualità di un canile non si misuri soltanto nell’efficienza della sua gestione, ma soprattutto nella capacità di garantire dignità, benessere, protezione e prospettive di vita agli animali che vi vengono accolti.

Per questo riteniamo che le decisioni sul futuro della struttura debbano valorizzare il contributo di chi, da anni, opera quotidianamente sul territorio, conosce le difficoltà che emergono nella pratica e contribuisce concretamente alla tutela degli animali.

Auspichiamo quindi che l’Amministrazione comunale voglia accogliere la richiesta di confronto, riconoscendo nelle associazioni interlocutrici qualificate e risorse preziose per la costruzione di un modello di gestione più moderno, trasparente, partecipato e realmente orientato al benessere animale.

Il futuro del canile comunale di Trento merita un percorso condiviso, capace di mettere al centro non soltanto l’organizzazione di un servizio, ma soprattutto gli animali ai quali quel servizio è destinato.

ENPA del Trentino Sezione di Rovereto

LAV ETS

Circolo di Trento di Legambiente




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม