EFRAG pubblica la bozza degli ESRS-40a, i nuovi standard che definiranno gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità per i grandi gruppi extra-UE soggetti alla CSRD con attività rilevanti nel mercato UE. Consultazione aperta fino al 31 ottobre 2026.
Dopo gli standard destinati alle imprese europee, EFRAG compie un nuovo passo nell’attuazione della CSRD pubblicando la bozza degli ESRS-40a, i principi di rendicontazione pensati per alcuni grandi gruppi extra-UE con una presenza economica significativa nel mercato europeo.
Contestualmente, è stata avviata una consultazione pubblica di 100 giorni, che rimarrà aperta fino al 31 ottobre 2026, per raccogliere osservazioni da imprese, investitori, associazioni di categoria e tutti gli stakeholder interessati, sia europei sia internazionali.
Il documento rappresenta il parere tecnico che EFRAG trasmetterà alla Commissione europea per l’adozione definitiva dello standard previsto dall’articolo 40a dell’Accounting Directive, come modificata dalla CSRD.
Chi dovrà applicare gli ESRS-40a
Gli ESRS-40a non riguardano le imprese europee, bensì alcuni gruppi con sede in Paesi terzi che svolgono attività rilevanti nel mercato dell’Unione.
L’ambito di applicazione degli standard di rendicontazione è stato profondamente modificato dal pacchetto Omnibus, che ha ristretto il numero delle società interessate.
Secondo la proposta attuale, saranno soggetti agli obblighi di rendicontazione i gruppi extra-UE che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
- realizzano oltre 450 milioni di euro di ricavi netti nell’Unione europea per due esercizi consecutivi;
- dispongono di almeno una filiale o una succursale nell’UE con ricavi superiori a 200 milioni di euro.
Si tratta di soglie molto più elevate rispetto a quelle originariamente previste dalla CSRD (150 milioni e 40 milioni di euro), una modifica che dovrebbe ridurre di circa l‘88% il numero delle imprese interessate, passando da circa 10.000 gruppi a poco più di 1.200.
L’obbligo di rendicontazione è attualmente previsto a partire dai bilanci relativi all’esercizio 2028, con pubblicazione nel 2029.
L’obiettivo dello standard dedicato alle imprese extra-UE
L’obiettivo degli ESRS-40a è duplice. Da un lato, la Commissione europea vuole evitare che imprese europee e grandi gruppi internazionali operanti nello stesso mercato siano soggetti a obblighi di trasparenza differenti, creando così condizioni di concorrenza disomogenee.
Dall’altro, lo standard punta ad aumentare la trasparenza sugli impatti ambientali e sociali generati dalle imprese extraeuropee che svolgono attività economiche significative nell’Unione.
“Questa bozza rappresenta l’ultimo tassello della CSRD. Porterà maggiore trasparenza sugli impatti dei più grandi gruppi internazionali che operano in misura significativa nell’Unione europea e contribuirà a garantire condizioni di concorrenza eque per le imprese europee”, ha dichiarato Chiara Del Prete, presidente del Sustainability Reporting Technical Expert Group di EFRAG. “Proprio per questo vogliamo avviare un dialogo approfondito con le aziende interessate attraverso la consultazione pubblica, i field test e numerose iniziative di confronto.”
Anche Kerstin Lopatta, presidente del Sustainability Reporting Board di EFRAG, ha sottolineato l’importanza della consultazione: “definire questo standard nel modo corretto richiede il contributo di chi dovrà applicarlo e utilizzarlo. Sono in gioco sia la parità di condizioni nel mercato unico europeo sia una trasparenza realmente efficace.”
Le principali novità della bozza ESRS-40a
Pur richiamando la struttura degli ESRS già applicabili alle imprese europee, gli ESRS-40a non costituiscono una semplice versione riadattata degli standard esistenti.
EFRAG ha infatti sviluppato un framework specifico per i gruppi extra-UE, introducendo alcune differenze sostanziali.
Solo materialità d’impatto, esclusa quella finanziaria
La novità più importante riguarda il principio di materialità.
Mentre gli ESRS applicabili alle imprese europee si fondano sulla doppia materialità, richiedendo di rendicontare sia gli impatti dell’impresa sull’ambiente e sulle persone sia gli effetti dei temi ESG sulle performance economiche dell’azienda, gli ESRS-40a adottano un approccio molto più circoscritto.
Le imprese dovranno infatti valutare e comunicare solo gli impatti ambientali e sociali delle proprie attività, senza includere informazioni relative ai rischi finanziari, alle opportunità, alla resilienza del modello di business o alle dipendenze dai fattori di sostenibilità.
Reporting secondo il “mixed approach”: di cosa si tratta
Uno degli aspetti più innovativi, e allo stesso tempo anche più dibattuti, riguarda il cosiddetto “mixed approach”, introdotto su richiesta della Commissione europea.
Per i temi diversi dal cambiamento climatico, le imprese potranno scegliere se rendicontare:
- gli impatti a livello globale;
- oppure limitarsi ai soli EU-related impacts, cioè agli impatti derivanti dalle attività svolte nell’Unione europea o dai prodotti e servizi commercializzati nel mercato europeo.
Lo standard consente inoltre di adottare un approccio misto, rendicontando alcuni temi su scala globale e altri limitatamente all’UE.
Questa impostazione ha tuttavia suscitato diverse perplessità all’interno dello stesso EFRAG. Alcuni membri del Sustainability Reporting Technical Expert Group hanno infatti evidenziato il rischio che la limitazione geografica possa compromettere la comparabilità delle informazioni e ridurre la trasparenza, soprattutto per temi come i diritti umani o alcuni impatti ambientali che, per loro natura, non possono essere confinati entro specifici confini geografici.
Una struttura coerente con gli ESRS europei
Dal punto di vista dell’architettura, gli ESRS-40a mantengono un’impostazione familiare per le imprese già abituate agli standard europei.
Lo standard è articolato in:
- General Requirements;
- General Disclosures;
- standard ambientali E1-E5;
- standard sociali S1-S4;
- standard di governance G1.
L’obiettivo è facilitare l’applicazione da parte dei gruppi multinazionali e favorire una maggiore interoperabilità con gli altri framework internazionali di rendicontazione.
Tuttavia, sebbene riprendano terminologia e struttura degli ESRS già in vigore, gli ESRS-40a costituiscono uno standard autonomo, progettato specificamente per rispondere alle caratteristiche operative dei grandi gruppi extraeuropei.
La principale differenza resta l’abbandono della doppia materialità a favore di un modello focalizzato esclusivamente sugli impatti, insieme alla possibilità di limitare il perimetro del reporting agli impatti collegati al mercato europeo.
Si tratta quindi di un equilibrio tra l’esigenza di garantire trasparenza e quella di evitare oneri eccessivi per imprese che operano prevalentemente al di fuori dell’Unione.
Due diligence e catena del valore al centro del reporting
Anche per le imprese extra-UE assume un ruolo centrale la due diligence di sostenibilità.
Le informazioni richieste dovranno descrivere come l’impresa identifica, previene, mitiga e monitora i propri impatti lungo l’intera catena del valore.
Di conseguenza, il reporting non si limiterà alle attività direttamente controllate dall’azienda, ma riguarderà anche fornitori, partner commerciali e altre relazioni di business rilevanti.
Misure transitorie e assurance
La bozza introduce inoltre alcune semplificazioni e disposizioni transitorie, pensate per agevolare la prima applicazione dello standard da parte delle imprese interessate.
Come previsto dalla CSRD, le informazioni pubblicate saranno inoltre soggette ad assurance, ossia a una verifica indipendente finalizzata a garantirne l’affidabilità e la qualità.
Consultazione aperta fino al 31 ottobre
La consultazione pubblica rimarrà aperta fino al 31 ottobre 2026.
EFRAG invita imprese, investitori, associazioni di categoria, autorità di vigilanza e tutti gli stakeholder interessati a fornire osservazioni sul testo, con particolare attenzione alle difficoltà applicative, alla qualità delle informazioni richieste e all’interoperabilità con gli altri standard internazionali, inclusi quelli sviluppati dall’ISSB.
I contributi raccolti serviranno a finalizzare il parere tecnico che sarà trasmesso alla Commissione europea. L’obiettivo dichiarato da EFRAG è concludere i lavori entro gennaio 2027, per consentire alla Commissione di avviare la propria consultazione e procedere successivamente all’adozione definitiva degli ESRS-40a mediante atto delegato.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Valentina Carella
Source link







