OLTRE 5.000 PRESENZE: “DALLA SCOMMESSA A UN ECOSISTEMA PIÙ FORTE”. Il dato delle presenze chiude un’edizione che per ASTEC segna anche un passaggio nella crescita del Festival. Non soltanto per i numeri raggiunti, ma per la rete di rapporti costruita attorno alla manifestazione e per la partecipazione di interlocutori nazionali e internazionali. “La quarta edizione – dichiara Marilisa Pischedda, direttrice del Festival e founder Astec – è stata un’edizione molto ricca e in crescita rispetto alle precedenti, confermando l’impegno che ASTEC porta avanti. Abbiamo contato oltre 5.000 presenze, con un entusiasmo sempre crescente. Abbiamo avuto istituzioni arrivate anche da fuori Sardegna, i cui rappresentanti sono rimasti entusiasti dell’ambiente che hanno trovato qui, dichiarando di non averlo mai riscontrato in nessuna delle manifestazioni di settore alle quali hanno partecipato a livello internazionale”. Ma il bilancio della quarta edizione guarda già oltre il Festival. L’obiettivo indicato da ASTEC è consolidare le relazioni nate e cresciute in questi anni e trasformarle in un ecosistema più stabile e strutturato, capace di mettere in relazione formazione, ricerca, imprese e istituzioni. “I passi da compiere in vista delle future edizioni del Festival – precisa Pischedda – sono quelli necessari a creare un ecosistema ancora più forte e strutturato. Siamo partiti con una prima edizione che il territorio ha vissuto come una scommessa, sulla quale però ha voluto puntare. Adesso ne sta raccogliendo i frutti. Ci aspettiamo, quindi, che questo ecosistema diventi sempre più strutturato e che tutti credano nel progetto per gli sbocchi che può generare e per i vantaggi che la nostra terra può trarre anche da una manifestazione come il Festival dell’Aerospazio”. Dalle tecnologie abilitanti alla Space Economy lunare, dallo Space Weather alle risorse extraterrestri, fino ai progetti e agli investimenti nell’aerospazio in Sardegna, il Festival ha guardato alle trasformazioni che stanno ridisegnando il settore. Nel corso dell’evento una necessità ha attraversato trasversalmente il confronto: l’esigenza di creare le competenze per governare queste trasformazioni.
L’UNIVERSITA’ DI SASSARI: LE COMPETENZE PER GOVERNARE L’INNOVAZIONE. La necessità di specializzazione non significa, però, immaginare il futuro dell’aerospazio esclusivamente come un insieme di professioni tecniche. È proprio la crescente complessità del settore a richiedere profili nuovi, capaci di unire conoscenze differenti.
È il punto evidenziato da Lucia Giovannelli, direttrice del Dipartimento di Innovazione dell’Università di Sassari: “Credo che l’Università debba svolgere il proprio ruolo creando profili professionali anche nuovi e non soltanto tecnici. L’aerospazio richiede inevitabilmente competenze tecniche, specialistiche e tecnologiche, ma nella nostra filosofia e nel nostro orientamento strategico abbiamo una visione dell’innovazione più ampia, che parte dalla cultura, dall’etica e dall’organizzazione”. La formazione, in questa prospettiva, deve preparare non soltanto specialisti, ma persone capaci di muoversi dentro sistemi complessi.
“Miriamo a creare profili professionali in grado di governare i sistemi complessi – ha spiegato Lucia Giovannelli -. Il vero tema è creare un ecosistema che promuova l’innovazione anche nell’aerospazio e, per farlo, dobbiamo investire nei giovani e nella formazione di persone capaci di essere aperte al dialogo tra discipline e tra saperi. Dobbiamo essere capaci di fare sistema, di fare rete: è ciò che serve davvero per crescere come comunità e come sistemi territoriali”.
IL COMUNE DI OLBIA: AVVICINARE LO SPAZIO AI PIÙ GIOVANI. La formazione, durante il Festival, non è rimasta soltanto un argomento delle conferenze. Bambini, ragazzi e studenti sono stati coinvolti direttamente attraverso laboratori e attività pensati per fasce d’età differenti, trasformando lo spazio da materia apparentemente lontana in qualcosa con cui entrare concretamente in contatto. Un’impostazione che per Sabrina Serra, vicesindaca e assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Olbia, assume un significato preciso anche per la città di Olbia. “Il Festival dell’Aerospazio – ha dichiarato Serra – rappresenta per Olbia un’importante occasione, soprattutto per i nostri giovani, perché avvicina a un mondo apparentemente così lontano. All’interno del Festival sono stati dedicati spazi proprio agli studenti e alle studentesse, a partire dai più piccoli, per far comprendere loro quanto questo mondo, in realtà già presente nella nostra quotidianità, possa essere parte del loro percorso di vita e anche del loro futuro professionale”. Il punto di partenza diventa così la conoscenza, prima ancora della scelta di un percorso professionale. “Per la nostra amministrazione è determinante investire nella conoscenza perché – ha concluso l’assessora alla Cultura – significa investire nel futuro della propria comunità”.
DALLA SCUOLA ALLE PROFESSIONI DELL’AEROSPAZIO. Il tema è particolarmente rilevante per un’isola che punta a rafforzare il proprio ruolo nel settore. Investimenti, infrastrutture e progetti possono creare opportunità, ma perché queste abbiano ricadute sul territorio è necessario che alla crescita del comparto corrisponda anche la crescita delle competenze.
È su questo terreno che il Festival ha messo in relazione mondi che troppo spesso procedono separatamente: scuola, università, ricerca e imprese.
“La missione di ASTEC – sottolinea Marilisa Pischedda- è proprio quella di avvicinare lo spazio ai cittadini. Noi iniziamo a farlo quando sono ancora giovani, sui banchi di scuola, ma li accompagniamo verso il percorso universitario e verso una formazione specialistica che possa portarli poi a lavorare realmente nel settore dell’aerospazio”. Una traiettoria che parte dunque dall’avvicinamento dei più giovani alla scienza, ma guarda alla possibilità di costruire nell’isola percorsi sempre più specifici. “Ci auguriamo che la nostra terra – rimarca Pischedda -possa offrire sempre di più anche percorsi formativi con una verticalizzazione proprio nell’aerospazio. La Regione ci sta già lavorando di concerto con l’Università, ma dobbiamo crederci ancora di più, perché ciò di cui abbiamo veramente bisogno sono figure specialistiche nel settore”.
IL CONCORSO “ABILITARE IL FUTURO”: SPAZIO ALLE IDEE DEI GIOVANI. La formazione e il coinvolgimento delle nuove generazioni sono stati al centro anche del concorso di idee “Abilitare il futuro – Verso una nuova era tra Terra e Spazio”, promosso da ASTEC in occasione della quarta edizione del Festival dell’Aerospazio e rivolto ai giovani tra i 21 e i 30 anni. L’iniziativa è nata con l’obiettivo di stimolare creatività e pensiero critico sul ruolo delle tecnologie abilitanti nello sviluppo dell’umanità, raccogliendo proposte capaci di generare nuove opportunità tanto nelle attività spaziali quanto nella vita sulla Terra. Il primo premio è stato assegnato a Michela Cutigni con l’elaborato “Development and Characterization of a Lab-on-Chip System for 3D Cell Culture with Microfluidics in Simulated Microgravity”. Al secondo posto si è classificato il progetto “3Delicious: a novel idea for out-of-Earth nutrition”, firmato da Federico Difalco, Federica Pavan, Silvia Preziosi ed Elettra Sovani. Il terzo posto è andato a “From Dedicated Spacecraft to Shared Orbital Infrastructure: A Persistent Hub Concept”, elaborato da Diego Fascendini, Ludovica Bandinelli, Valerio Contigiani, Marcello Cristiani e Matteo Falautano. A valutare gli elaborati è stata una giuria composta da professionalità provenienti dal mondo della ricerca, dell’industria aerospaziale, dell’ingegneria e della divulgazione scientifica: Giovanni Caprara, Valentina Sumini, Giacomo Cao, Tiziana Cardone e Rocco Gigliotti, con Marilisa Pischedda presidente di giuria.
La quarta edizione lascia così a Olbia non soltanto il bilancio di tre giornate e di oltre 5.000 presenze, ma una questione destinata ad accompagnare il lavoro dei prossimi anni: se la Sardegna vuole partecipare alla crescita dell’aerospazio, la costruzione delle competenze deve procedere insieme a quella dei progetti e degli investimenti. E il primo investimento è quello sulle persone, a partire dai più giovani.
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