Premio Paganini, da Londra parte la corsa alla 59ª edizione: Ning Feng presidente di giuria


Genova. Dopo il successo londinese del 2024, quando il vincitore Simon Zhu si è esibito con il celebre il Cannone, alla presenza di re Carlo III, il Premio Paganini è tornato nel Regno Unito.

 L’occasione è stata la presentazione del bando della 59esima edizione all’Istituto Italiano di Cultura di Londra. Erano presenti il presidente del Premio Giovanni Panebianco, il direttore artistico Nicola Bruzzo e il maestro Ning Feng, celebre violinista già vincitore del Premio nel 2006, che prende il posto di Uto Ughi nel ruolo di presidente della giuria internazionale.

 Il maestro Ning Feng è il più giovane presidente di giuria nella storia del Paganini e il primo proveniente dall’Asia. Formatosi tra il Conservatorio di Sichuan, la Hanns Eisler di Berlino e la Royal Academy of Music di Londra, Feng incarna perfettamente lo spirito globale del Premio. Al suo fianco, la nuova Giuria Internazionale si connota per un’età media più bassa e una maggiore presenza femminile rispetto al passato.

I giurati saranno: Ju-Young Baek (Sudcorea) – violinista, Mauro Bucarelli (Italia) – segretario artistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Francesca Dego (Italia) – violinista, Ida Kavafian (USA) – violinista e violista, Roman Simovic (Regno Unito/Montenegro) – primo violino della London Symphony Orchestra, Akiko Suwanai (Giappone) – violinista. Il regolamento consente la successiva nomina di due ulteriori giurati per la sola fase finale.

Il repertorio della 59esima edizione punta a una visione solistica moderna e trasversale, confermando l’ampio spazio dedicato alla musica da camera, ma introducendo una grande novità: l’esecuzione in semifinale di un’opera per violino e live electronics, appositamente commissionata al compositore italiano Matteo Franceschini. Le iscrizioni sono aperte dal 1° settembre al 1° dicembre 2026 sul sito www.premiopaganini.it

Il percorso verso la finalissima toccherà i principali hub culturali del mondo prima di approdare a Genova: le preselezioni dal vivo (aprile-maggio 2027) si terranno a Tokyo, Shanghai, Berlino, Genova e New York. Le fasi finali (12-24 ottobre 2027) saranno invece a Genova e coinvolgeranno non solo Palazzo Tursi e il Teatro Carlo Felice, ma anche il Teatro Gustavo Modena, segnando un’importante apertura verso la periferia della città. 

Durante l’appuntamento londinese sono stati presentati due importanti volumi editi da L’Erma di Bretschneider dedicati al genio genoveseIl Libro Mastro di Niccolò Paganini: diario di un viaggio europeo, a cura di Giovanni Panebianco, e Il Cannone di Niccolò Paganini e la conservazione del violino storico a cura di Giovanni Panebianco e Lorenzo Appollonia.

 Le tappe nel Regno Unito fanno parte del programma Paganini Abroad, promosso dal Comitato per consolidare la dimensione internazionale del Premio e sostenuto da Regione Liguria tramite l’Agenzia In Liguria. Attraverso questa sinergia, la figura universale di Niccolò Paganini diventa ambasciatrice dell’eccellenza culturale e territoriale genovese nel mondo.

 A testimonianza del forte legame con il territorio, il racconto della Liguria a Londra si è espresso anche attraverso le sue eccellenze enogastronomiche, grazie al contributo di Roberto Costa, Giacomo Cattaneo Adorno e Jos Bendinelli Negrone, che hanno accompagnato gli eventi con una selezione di prodotti simbolo della regione.

Il Premio Paganini rappresenta una delle massime espressioni dell’identità culturale di Genova nel mondo e questo nuovo appuntamento nel Regno Unito ne dimostra lo straordinario respiro internazionale – ha detto la sindaca di Genova, Silvia Salis – Portare il bando della 59esima edizione a Londra e Cambridge significa onorare la memoria di un genio assoluto e confermare Genova come centro internazionale della grande musica. Siamo orgogliosi di questa sinergia istituzionale che unisce la valorizzazione dei giovani talenti alla promozione delle nostre eccellenze territoriali. Un ringraziamento speciale va al maestro Ning Feng per aver assunto la presidenza della giuria: la sua storia è l’esempio perfetto di come la musica sappia superare ogni confine. Genova è pronta ad accogliere i candidati da ogni parte del pianeta per le fasi finali, che il prossimo anno valorizzeranno tanti nostri quartieri, rendendo il Premio una festa diffusa per tutta la comunità”.

“Siamo orgogliosi di presentare un’edizione che unisce il prestigio della tradizione a una forte spinta verso il futuro – ha aggiunto l’assessore comunale alla cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari – La scelta di una giuria più giovane, con una significativa presenza femminile e guidata da un presidente internazionale e dinamico come Ning Feng, rispecchia perfettamente lo spirito di una Genova che guarda avanti. L’introduzione della musica elettronica nel repertorio e l’apertura delle fasi finali al Teatro Gustavo Modena, il più importante teatro ottocentesco genovese che si trova nel cuore di Sampierdarena, dimostrano la volontà di rendere il Paganini un’istituzione viva, contemporanea e capace di parlare a un pubblico sempre più ampio e diversificato, contribuendo a valorizzare tutte le dimensioni: dal territorio locale, alle sedi internazionali”

 Sono davvero lieto di questo progetto, ponte ideale tra l’Italia e il Regno Unito, Genova e Londra, e ringrazio il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Francesco Bongarrà, per la calorosa accoglienza e per aver reso possibile una collaborazione di tale spessore, arricchita anche dal concerto al Pembroke College di Cambridge – ha aggiunto Giovanni Panebianco, presidente del Premio Paganini -Le attività nel Regno Unito, quali appuntamenti del programma “Paganini Abroad” adottato dal nostro Comitato, costituiscono motivo di grande orgoglio e si iscrivono senza dubbio, dopo il concerto dell’ottobre 2024 alla Guild Hall cui ha assistito Sua Maestà il Re Carlo III, tra le pagine più suggestive della storia del Premio. Del resto, lo stesso Musicista si esibì a Londra molte volte, tenendo memorabili concerti, tra i quali quello al King’s Theatre”.

“È una gioia poter inaugurare da Londra e Cambridge il percorso verso la 59esima edizione del Premio Paganini, in due luoghi che da secoli rappresentano punti di riferimento della vita culturale e musicale internazionale – ha detto Nicola Bruzzo, direttore artistico del Premio Paganini – Guardiamo così a un’edizione che introdurrà importanti novità artistiche, dalla commissione di una nuova opera per violino e live electronics al rafforzamento delle collaborazioni con prestigiose istituzioni musicali in Italia e all’estero, nel segno di una visione del musicista contemporaneo che sappia coniugare eccellenza tecnica, curiosità artistica e capacità di dialogare con linguaggi, repertori e contesti diversi”.

Niccolò Paganini è il più grande maestro di violino della storia della musica. Più di 200 anni fa, ha rivoluzionato i confini delle capacità umane su questo strumento, portandole a un livello incredibilmente alto e influenzando generazioni di musicisti – conclude Ning Feng, presidente della giuria della 59esima edizione del Premio Paganini – Vent’anni fa, ho avuto la fortuna e l’onore di vincere il prestigioso concorso intitolato a questo grande maestro italiano. Quell’esperienza è stata indimenticabile e mi ha aperto magicamente le porte della mia futura carriera. Oggi siamo qui per celebrare la sua straordinaria eredità e rendere omaggio alla sua arte. Mi sento estremamente privilegiato di poter essere nuovamente associato a questo meraviglioso concorso, che si tiene a Genova, città natale di Paganini. Grazie al palcoscenico del Premio Paganini, offriamo una piattaforma alla prossima generazione di giovani violinisti affinché possano far proprio lo spirito di Paganini, portare avanti la sua eredità e tramandare la sua eredità nel futuro”. 

Il Premio Paganini è una eccellenza italiana, ma è anche un punto di riferimento per i giovani violinisti di talento di tutto il mondo. Siamo felicissimi di ospitare a Londra e a Cambridge questo straordinario concerto, che nasce da una collaborazione virtuosa tra Istituzioni unite nel promuovere all’estero il meglio del nostro panorama culturale e musicale”, è il commento di Francesco Bongarrà, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra.




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 Andrea Barsanti

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