l’assessore Civati presenta il nuovo Pgt di Varese a “Materia”



Un cambio di passo politico evidente, tangibile e radicale rispetto al passato per ridisegnare la città di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici. Nello Spazio “Materia”, sede di VareseNews, l’assessore all’Urbanistica Andrea Civati ha presentato in anteprima le linee guida del nuovo Piano di Governo del Territorio (Pgt) del Comune di Varese, in fase di approvazione con un’estate che si annuncia chiave per gli ultimi passaggi formali tra commissioni e consigli comunali che porteranno all’adozione del documento a settembre.

Un lavoro complesso, durato oltre due anni di elaborazione quotidiana, che ha visto il supporto scientifico del Politecnico di Milano con i docenti Paolo Arcidiacono e Laura Pogliani. «Oggi, dopo giornate consecutive con temperature oltre i 35 gradi ed eventi meteorologici estremi, come la terribile bomba d’acqua che ha colpito Varese il 2 giugno scorso, non è più tempo di rinvii – ha esordito Civati –. Anche un territorio fortunato e verde come il nostro deve dotarsi di strumenti urbanistici di adattamento e mitigazione climatica».

I numeri della svolta: stop al cemento e recupero dell’esistente

L’analisi del vecchio piano (vigente da dodici anni) ha certificato un trend chiaro: l’urbanistica classica delle nuove costruzioni è andata in crisi, tanto che solo il 21% delle volumetrie previste nel 2014 è stato effettivamente realizzato. Al contrario, il mercato si è orientato sulla rigenerazione dell’esistente (con oltre 250 mila metri quadrati di aree già recuperate, come l’ex Aermacchi).

Partendo da questo presupposto, il nuovo Pgt fissa un traguardo storico: zero consumo di suolo netto. Le linee guida del Comune surclassano le stesse soglie minime imposte da Regione Lombardia:

Riduzione delle aree residenziali: -55% (contro il -25% previsto dalla Regione).

Riduzione delle altre destinazioni: -46% (contro il -20% regionale).

Questo sforzo ambizioso si traduce nel salvataggio dal cemento di ben 41 ettari di suolo libero (pari a circa 40 campi da calcio), che verranno definitivamente sottratti all’edificazione e ridestinati a riforestazione, agricoltura e aree verdi.

La tutela dei cinque paesaggi e Skyline definiti

Per la prima volta Varese mappa e tutela scientificamente le sue diversità morfologiche, individuando 5 paesaggi specifici: Montano (Sacro Monte e borghi), Lacustre e fluviale (Lago di Varese e Olona), Rurale, Collinare (Biumo Superiore, Miogni) e Urbano.

Grazie a un capillare censimento tecnologico delle altezze medie dei quartieri, il piano definisce lo “skyline” e introduce altezze massime e indirizzi progettuali dedicati per ciascuna zona. Non si costruirà più ovunque allo stesso modo, obbligando l’architettura a integrarsi con il contesto identitario circostante.

Arriva la “Rete Verde Blu”: 4 soluzioni contro i fenomeni estremi

Il verde e l’acqua non sono più considerati semplici elementi di arredo, ma una vera e propria infrastruttura strategica della città (la Rete Verde Blu – RVB). Il Pgt mappa i corridoi ecologici, i filari storici e i corsi d’acqua (a partire dal fiume Olona), istituendo speciali “Aree a valore ambientale” inedificabili per tutelare il rischio idrogeologico (come nel comparto di via Manin).

Il piano individua 7 ambiti prioritari di intervento nei quartieri (tra cui via Manin, Sanvito-Crispi, ippodromo, via Como e l’ex Macello) in cui prenderanno vita quattro innovativi strumenti di ingegneria urbanistica:

Le Strade della Pioggia: assi viari (già programmati su via Manin e viale Aguggiari) progettati con trincee drenanti e aiuole di accumulo sottostradali capaci di assorbire i flussi idrici delle “bombe d’acqua”, evitando allagamenti.

Le Strade Verdi: percorsi marciapiedi con pavimentazioni permeabili e filari di alberi ravvicinati per garantire una copertura d’ombra pari o superiore al 30-40%, contrastando le ondate di calore.

Le Piazze Rinfrescanti: interventi ispirati al modello parigino, con la rimozione di asfalto e superfici riflettenti a favore di vegetazione diffusa e materiali chiari (già previsto per piazza della Repubblica).

I Parchi Blu / Piazze della Pioggia: spazi polifunzionali dotati di bacini di laminazione e rain garden che trattengono l’acqua in caso di tempeste e tornano a essere luoghi di socialità nei periodi asciutti.

Il “FEM” e l’obbligo di piantare alberi anche per i privati

Tra le principali novità destinate ai professionisti del settore c’è l’introduzione del FEM (Fattore Ecosistemico Multifunzionale). Ogni nuovo intervento edilizio, ristrutturazione o demolizione non sarà più valutato solo su indici e volumi, ma dovrà raggiungere un punteggio minimo basato sulle sue prestazioni ambientali. Tramite un’applicazione e parametri certi, i costruttori saranno vincolati a inserire tetti verdi, pareti vegetali, vasche di laminazione proprie e pavimentazioni drenanti.

Inoltre, per la prima volta gli alberi diventano un obbligo di legge urbanistica. Nei progetti privati dei comparti di trasformazione scatterà l’obbligo di realizzare complessivamente 106.802 mq di superfici permeabili e piantare 3.797 nuove alberature. Nei quartieri storici interessati da interventi di rigenerazione diffusa, si dovranno aggiungere altri 73.615 mq di verde e 2.290 alberi. L’effetto stimato del piano sul lungo periodo è di oltre 6.000 nuove piantumazioni dirette in tutta Varese.

Il buon esempio della Pubblica Amministrazione e gli incentivi

«Chiediamo un impegno forte ai privati, ma l’amministrazione dà il buon esempio», ha ribadito l’assessore Civati. Dal piano sono state cancellate tutte le previsioni di opere pubbliche (come vecchi plessi scolastici) che erano pianificate su suoli oggi liberi o boscati: gli interventi comunali si concentreranno esclusivamente sui 6 ambiti strategici di rigenerazione urbana già edificati (Masnago Sport, Ippodromo, Piazza della Repubblica, Via Como, Via Rainoldi, Ex Macello/Campus Bizzozero).

Per bilanciare i maggiori costi ecologici richiesti agli operatori ed evitare di bloccare il mercato, il Pgt introduce una precisa e forte direzione sociale ed economica basata sugli incentivi monetari e sugli sgravi degli oneri:

Sconto dell’80% sugli oneri per chi decide di riqualificare e bonificare le aree e gli immobili abbandonati della città.

Sconto del 90% sugli oneri per chi riattiva immobili produttivi dismessi abbinando al recupero nuove assunzioni di personale.

Esenzione totale del 100% dagli oneri per interventi immobiliari dedicati a edilizia sociale (social housing), giovani coppie, anziani e persone con disabilità.

«Un piano che non è neutro – ha concluso Civati –, ma mette nero su bianco un’idea precisa e resiliente della Varese del futuro».





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