Protagonista dell’ultimo Amica Book club, dopo il successo di Meet me alla boa (2018), Per caso (tanto il caso non esiste) (2020), La luna piena delle fragole (2022) e Colleziona attimi di altissimo splendore, scritto con Paolo Borzacchiello nel 2023, Paolo Stella, classe 1978, forlivese e milanese di adozione, torna in libreria con True (Mondadori, pag. 320, euro 19). Un’opera autobiografica che affronta il lutto, il coming out, la memoria e il significato dell’amore.
var adunit_wp_verticali_video_category = “film-e-serietv”;
Al centro di True c’è la storia di Paolo e Francesco, detto Franci, già narrata in Meet me alla boa: un incontro vissuto senza schemi e senza progetti, lasciandosi guidare dalla meraviglia dell’imprevisto. Oggi, con True, Stella, creativo, digital strategist, attore, spalla di Antonino Cannavacciuolo in Cucine da incubo, seguito da oltre 400 mila persone su Instagram, riprende quel racconto e ne svela i capitoli rimasti finora inespressi, restituendo spazio alle emozioni, ai ricordi e alle parole taciute. E alla verità.
Paolo Stella, classe 1978, digital strategist, attore e scrittore, torna in libreria con True, un memoir in cui affronta il lutto, il coming out, la memoria e il significato dell’amore.
Perché la storia di Meet me alla boa era romanzata?
Fu una scelta ponderata. Non volevo che l’attenzione si concentrasse sul coming out. Per me il cuore della storia era l’amore. Forse c’era anche una parte di paura, perché allora non avevo ancora la serenità di oggi.
Come mai ha sentito il bisogno di recuperare il racconto del vostro amore?Sento che può aiutare chi ancora fatica a essere se stesso. All’epoca Franci mi aveva aperto un blog poche settimane prima di morire improvvisamente a 28 anni e, quando mi sono ritrovato da solo, ho iniziato a scrivere. Quelle parole sono diventate il mio percorso di elaborazione del lutto. Solo molto tempo dopo ho capito che poteva essere condiviso.
Uno degli aspetti più toccanti è, con suo grande rammarico, non aver mai detto a Franci “ti amo”. Come mai non l’ha fatto?
Per me quelle due parole hanno un peso enorme. Volevo che il momento fosse speciale, quasi storico. Ho aspettato troppo. A volte pensiamo che ci sarà sempre un’altra occasione, ma la vita non ci garantisce nulla. Ho imparato che quando proviamo qualcosa di importante dobbiamo trovare il coraggio di dirlo.
La copertina di True di Paolo Stella (Mondadori, pag. 320, euro 19). I libri-best seller dello scrittore e digital strategist, pubblicati da Mondadori, sono Meet me alla boa, 2018, Per caso (tanto il caso non esiste), 2020, Colleziona attimi di altissimo splendore, con Paolo Borzacchiello, 2023.
Nel libro emerge una gelosia reciproca, spesso legata alla paura di non meritare l’amore dell’altro
Aprirsi a qualcuno significa esporsi al rischio di soffrire. Fidarsi è un lavoro che dobbiamo fare prima di tutto su noi stessi. Con il tempo ho imparato ad abbandonarmi e a vivere le relazioni con maggiore serenità.
Quanto conta la vulnerabilità in una storia d’amore?
Moltissimo. Viviamo in una società che ci chiede di essere forti, performanti e vincenti. In realtà è nelle nostre fragilità che si nasconde la parte più preziosa di noi. La vulnerabilità non è una debolezza: è uno strumento di conoscenza e di connessione autentica con gli altri.
Emozionante è anche l’incontro con la madre di Franci
È stato un momento di verità assoluta. Quando Annamaria mi ha detto di aver capito chi fossi, mi sono reso conto che stavo facendo coming out anche per lui. Ho compreso quanto fosse importante non nascondersi. Ricevo ancora oggi moltissime lettere di persone che vivono vite a metà per paura del giudizio. E scrivono: “Che cosa pazzesca che puoi mettere una foto con il tuo compagno quando andate in vacanza”. Non è l’esposizione di una vita privata, ma di una vita.
Che cosa rappresenta per lei il coming out?
La parte più difficile non è dichiararsi agli altri, ma accettarsi. Il primo coming out è quello che facciamo con noi stessi. Quando impariamo ad abbracciare ciò che siamo, il giudizio degli altri perde forza. Nessuno dovrebbe sentirsi costretto a chiedere il permesso di esistere.
Anche la sua famiglia ha dovuto affrontare questo percorso
Con i miei genitori ne avevo parlato anni prima, ma la tragedia ha reso tutto inevitabilmente reale. In quel momento non avevo più energie per nascondermi. Ho sempre pensato che il problema non sia essere accettati, ma comprendere che non c’è nulla di sbagliato da accettare. Ognuno di noi è fatto di caratteristiche che meritano rispetto.
Il libro racconta della vostra estate vissuta senza programmi. Oggi siamo ancora capaci di “capitarci”?
Credo che ne abbiamo paura. Cerchiamo continuamente stabilità e controllo, ma la vita è movimento. Possiamo fare progetti, certo, ma dobbiamo anche allenarci all’adattamento. La felicità non nasce dal controllo assoluto, ma dalla capacità di accogliere ciò che accade.
“Meet me alla boa” è il simbolo dello spazio dove esistevate soltanto voi e l’ascolto reciproco. Che cos’è oggi la sua boa?
La boa è un luogo dell’anima. Momenti che condivido anche con il mio compagno di oggi o gli amici più stretti in cui smettiamo di ascoltare il rumore del mondo e torniamo a sentire noi stessi. La ricerca della propria verità passa sempre da lì.
Quanto c’è ancora del giovane attore che è stato?
Moltissimo. Dopo la morte di Franci ho smesso improvvisamente di recitare, ma tutto quello che ho imparato e studiato continua a essermi utile. L’attore osserva le persone, le ascolta, cerca di comprenderle. È la stessa cosa che faccio quando scrivo. Ogni libro nasce da uno sguardo attento sull’animo umano. Ogni incontro lascia qualcosa. Quando scrivi, attingi continuamente a questo patrimonio di emozioni. E poi il mio lavoro di comunicazione è stata ampiamente facilitato. Ma, confesso, forse adesso se arrivasse una proposta giusta, non la rifiuterei.
Se oggi Franci potesse leggere una pagina di True, quale sceglierebbe?
Senza dubbio quella in cui noi due insieme nuotiamo fino alla boa. Il momento in cui ci siamo raccontati davvero, senza difese e senza maschere. È stato uno degli istanti più puri della mia vita. Credo che l’amore autentico nasca proprio dall’accoglienza reciproca, quando smettiamo di giudicare e scegliamo semplicemente di vedere l’altro per ciò che è.
Qual è il messaggio che spera arrivi a chi legge?
Che l’amore non finisce necessariamente con l’assenza. Le persone che abbiamo amato continuano a vivere nei gesti, nei ricordi e nelle parole. E che la verità, per quanto possa spaventare, è sempre il luogo più sicuro in cui abitare.
The post Paolo Stella esce con “True”, un memoir in cui si racconta dal profondo appeared first on Amica.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Letizia Rittatore Vonwiller
Source link





