Tecnologia e innovazione preziose alleate nel monitoraggio della qualità dell’aria e nella prevenzione degli incendi: dopo l’Abruzzo, in prima linea ora c’è anche il Lazio. Sensoristica IoT per la qualità dell’aria, telecamera antincendio smart e gateway dotati di AI, installati su tre torri INWIT, monitorano e vigilano da inizio 2026 sull’area naturale della Riserva naturale statale Tenuta di Castelporziano, uno degli ultimi grandi ecosistemi costieri intatti del Lazio.
Una telecamera antincendio dotata di intelligenza artificiale e tre centraline IoT per il monitoraggio della qualità dell’aria a supporto della Riserva naturale statale Tenuta di Castelporziano. Continua l’impegno di INWIT per la tutela dalla biodiversità con il nuovo progetto MonitoriAmo la Natura.
Nell’ambito della campagna nazionale di Legambiente I Cantieri della Transizione Ecologica e in collaborazione con RomaNatura, la prima Tower Company italiana e tra le principali digital infrastructure company, ha installato lo scorso marzo nei pressi della riserva presidenziale, a pochi km dalla Capitale, su 3 torri per le telecomunicazioni sistemi avanzati capaci allo stesso tempo di prevenire l’insorgere di incendi e monitorare la qualità dell’aria, generando così valore ambientale e sociale.
L’obiettivo della collaborazione INWIT-Legambiente è duplice: creare una base dati a lungo termine sulla qualità dell’aria per analizzare le tendenze, identificare eventuali criticità e stimolare l’adozione di misure correttive da parte di enti pubblici e privati; potenziare la resilienza del territorio contro il rischio incendi, una minaccia costante per gli ecosistemi, soprattutto in estate.
“Quando pensiamo alle torri per le telecomunicazioni, pensiamo soprattutto alla connettività: telefonate, internet, streaming, social network, 5G. In realtà queste infrastrutture possono fare molto di più, grazie alla loro diffusione sul territorio. Noi ne abbiamo circa 26.000 e ne abbiamo almeno una nell’84% dei comuni italiani”, commenta Diego Galli, Direttore Generale di INWIT.
E proprio da questa idea nasce il progetto che INWIT ha realizzato insieme a Legambiente nella Tenuta Presidenziale di Castelporziano, una delle aree naturali più importanti del Lazio.
“Su 3 torri a ridosso di questa riserva, abbiamo installato su alcune torri una telecamera smart collegata a un gateway dotato di intelligenza artificiale in grado di individuare tempestivamente eventuali principi di incendio, riconoscendo per esempio i pennacchi di fumo e inviando un allarme immediato alle centrali operative. La posizione elevata delle torri permette di monitorare aree molto ampie e di intervenire prima che una situazione potenzialmente pericolosa si trasformi in un’emergenza. Accanto a questo, abbiamo installato anche centraline IoT per il monitoraggio della qualità dell’aria. Si tratta di veri e propri laboratori in miniatura che rilevano numerosi parametri ambientali, dagli inquinanti alle polveri sottili, fino ai dati meteorologici.” racconta il DG di Inwit.
L’obiettivo è creare una base informativa utile per comprendere meglio l’evoluzione dell’ambiente e supportare eventuali interventi di tutela. Grazie a questo progetto, replicabile su tutti i territori italiani, le infrastrutture nate per la connettività digitale diventano strumenti fondamentali per la sostenibilità e la tutela dei territori, generando un valore condiviso per ambiente e comunità.
“Le torri sono già diffuse capillarmente sul territorio nazionale e possono diventare piattaforme digitali in grado di ospitare sensori, telecamere e altri strumenti e tecnologie innovative utili alla sicurezza e alla sostenibilità. Oggi il progetto coinvolge già tredici aree naturali italiane e dimostra come infrastrutture nate per garantire la connettività possano generare anche un valore ambientale e sociale concreto. In un periodo in cui i cambiamenti climatici rendono sempre più frequenti eventi estremi e incendi, utilizzare le tecnologie digitali per prevenire i rischi e proteggere il territorio non è più solo una possibilità, ma una necessità”, conclude Galli.
Il tema della prevenzione incendi in italia è molto attuale: i più recenti dati di ISPRA
Secondo i recenti dati ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) basati sui rilevamenti europei EFFIS (European Forest Fire Information System) rilasciati la scorsa settimana (15 giugno), la situazione italiana per l’anno 2025 si presenta in questo modo:
- Superficie totale raddoppiata: Nel 2025 la superficie totale percorsa dal fuoco in Italia ha raggiunto i 965 km² (96.500 ettari), un dato che quasi raddoppia le stime registrate nell’intero 2024.
- Impatto forestale e aree protette: Il 48% degli eventi nel 2025 ha aggredito direttamente gli ecosistemi forestali, mandando in fumo 123 km² (12.300 ettari) di boschi. Un dato particolarmente allarmante è che oltre il 30% della superficie bruciata totale si concentrava all’interno della rete delle aree protette italiane.
- Zone più colpite: Il Sud Italia e le isole maggiori confermano il trend storico di massima vulnerabilità: Sicilia, Calabria e Campania da sole rappresentano il 71% dell’intera area forestale nazionale colpita dai roghi.
- I report di ISPRA sottolineano esplicitamente come questi dati rendano “necessario investire nella prevenzione, nella conoscenza e nella rapidità di intervento”.
Intelligenza artificiale per la prevenzione degli incendi
Dall’avvio delle sperimentazioni sul territorio nazionale, il sistema di videosorveglianza intelligente dotato di software di intelligenza artificiale, installato sulle torri INWIT è in grado di scattare ed elaborare immagini, intercettando tempestivamente potenziali anomalie e principi di incendio, (pennacchi di fumo) distinguendo i segnali per la loro intensità. E laddove il monitoraggio segnali un’anomalia significativa lancia un allarme immediato, inoltrato alle centrali operative, permette di evitare escalation legate alla natura accidentale/colposa dell’episodio, consentendo di sventare situazioni critiche in aree protette e tutelando patrimoni boschivi di grande valore. Tutto questo è possibile grazie alla capillarità delle torri INWIT, in media una ogni 3 km.
In particolare, nel caso di rilevamento di una potenziale minaccia, il sistema invia immediatamente un allarme a un “site gateway”, un piccolo computer installato sulla torre, che a sua volta trasmette la segnalazione agli enti preposti, permettendo un intervento tempestivo. E grazie alla posizione privilegiata in quota, queste telecamere possono sorvegliare aree vastissime, individuando incendi fino a 5 km di distanza, anche in condizioni ambientali difficili.
Tecnologia IOT per il monitoraggio della qualità dell’aria
Le torri INWIT sono anche in grado di misurare la qualità dell’aria. In collaborazione con Legambiente, le infrastrutture digitali di INWIT monitorano l’inquinamento atmosferico in aree naturali sensibili per individuare eventuali criticità e stimolare interventi mirati. Con l’installazione di centraline IoT, veri e propri laboratori di analisi in miniatura, capaci di misurare fino a 14 diversi parametri ambientali. Tra i più importanti si annoverano:
- Inquinanti critici: Biossido di azoto (NO₂), Ozono (O₃), Monossido di carbonio (CO), anidride solforosa (SO₂), idrogeno solforato (H₂S) e le polveri sottili (PM1, PM2.5 e PM10).
- Gas serra: Anidride carbonica (CO₂).
E parametri meteo: temperatura, umidità e pressione atmosferica, oltre a parametri legati alla luminosità e al rumore ambientale.
I territori italiani coinvolti nel progetto di monitoraggio ambientale e prevenzione incendi
Il sistema è già attivo in numerose aree di pregio naturalistico: puoi scoprirli in questa immagine di seguito.


“La transizione ecologica”, commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, “passa anche dalla capacità di mettere in relazione tecnologia, ricerca scientifica e protezione degli ecosistemi, costruendo nuovi strumenti per affrontare le sfide ambientali dei prossimi anni. Per questo siamo convinti che in un Paese sempre più esposto agli effetti della crisi climatica, dagli incendi boschivi agli eventi meteo estremi, le infrastrutture digitali possono diventare strumenti strategici per il monitoraggio ambientale, la prevenzione dei rischi e la pianificazione di strategie di adattamento. Lo abbiamo visto in Abruzzo e ora anche nel Lazio. In particolare, per quanto riguarda la prevenzione incendi, è fondamentale lavorare sempre di più in questa direzione anche per contrastare la piaga dei roghi che ogni anno colpisce l’Italia. Secondo il nostro ultimo report nel 2025 nella Penisola si sono verificati 1.908 incendi che hanno distrutto 96.517 ettari di territorio, equivalenti a circa 135.178 campi da calcio. Nel Lazio sempre nel 2025 ci sono stati 141 incendi per un totale di 4545 ettari bruciati. In questo scenario, sistemi di monitoraggio ambientale integrati e tecnologie di controllo del territorio diventano strumenti fondamentali non solo per intervenire tempestivamente, ma anche per pianificare strategie di adattamento climatico”.
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Maria Giovanna Lahoz
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