«Da quasi 80 anni accompagniamo le persone in viaggio con la stessa passione di sempre»


Settantasette anni di attività rappresentano molto più di un traguardo anagrafico. Significano attraversare generazioni, trasformazioni del turismo e cambiamenti profondi nella mobilità, continuando a essere un punto di riferimento per migliaia di viaggiatori. È la storia di Brec Viaggi, azienda veronese fondata nel 1949 e oggi guidata dalla terza generazione della famiglia Caiani. Un’impresa che ha saputo evolversi da semplice società di trasporto a tour operator e agenzia di viaggi, senza mai perdere quella cultura dell’accoglienza che da sempre rappresenta il suo tratto distintivo. A raccontarne il percorso è l’amministratore delegato Paola Caiani.

Dottoressa Caiani, Brec Viaggi compie settantasette anni. Come nasce questa storia imprenditoriale?

Nasce nel 1949 grazie a mio nonno. In realtà il nome dell’azienda racconta già le sue origini. Mio nonno lavorava come autista per una ditta chiamata Bacca. Quando il titolare decise di cedere l’attività, perché aveva soltanto figlie femmine, gli propose di acquistarla. Con l’aiuto del cognato Rubele riuscì a rilevarla e dall’unione dei cognomi Bacca, Rubele e Caiani nacque il nome Brec. Inizialmente le due famiglie gestirono insieme l’azienda, poi i Rubele uscirono dalla società e l’attività rimase alla nostra famiglia.

Qual è stato il segreto di una longevità così importante?


Credo che non abbiamo mai sentito il bisogno di stravolgere l’identità dell’azienda. Siamo cresciuti osservando il lavoro dei nostri genitori e abbiamo cercato di portare avanti quei valori, adattandoli naturalmente ai cambiamenti del mercato. Ci siamo evoluti, abbiamo investito, ma senza perdere il nostro modo di lavorare e di rapportarci ai clienti.

Nel frattempo l’azienda è cresciuta molto e oggi non si occupa soltanto di trasporto con autobus.

Esatto. All’inizio organizzavamo viaggi con i nostri pullman e, per completare il servizio, dovevamo prenotare alberghi, ristoranti e accompagnatori. Da questa esigenza è nata l’agenzia di viaggi, che oggi opera a tutti gli effetti come qualsiasi altro tour operator. Molti pensano ancora che Brec significhi soltanto autobus, ma in realtà organizziamo viaggi in ogni parte del mondo e vendiamo tutte le principali destinazioni turistiche. Il trasporto con i nostri mezzi resta però il cuore della nostra identità.

I vostri clienti continuano a tornare anno dopo anno.

È vero, ed è una delle soddisfazioni più grandi. Molte persone viaggiano con noi da decenni e questo ci impone di rinnovare continuamente le proposte. I grandi classici funzionano sempre, ma cerchiamo anche destinazioni originali e itinerari meno conosciuti. Le ragazze dell’agenzia sono bravissime a scoprire nuove mete e a costruire esperienze che riescano ancora a sorprendere clienti che viaggiano con noi da tantissimi anni.


Il settore sta vivendo una delle sue principali criticità nel reperimento degli autisti.

Purtroppo sì. È una difficoltà enorme. A differenza di altre professioni, un autista di autobus turistici non si forma in poco tempo. Servono esperienza, competenza e responsabilità. Oggi assumiamo persone provenienti da diverse regioni italiane e anche dall’estero. Negli ultimi anni, con grande soddisfazione, stanno arrivando anche alcune giovani donne che scelgono questa professione. È un cambiamento molto positivo e siamo felici di accoglierle.

Anche gli autobus sono profondamente cambiati rispetto al passato.

Moltissimo. Mi ricordo ancora i vecchi pullman con il motore anteriore e un rumore assordante. Oggi i mezzi sono completamente diversi: silenziosi, tecnologici, estremamente confortevoli sia per i passeggeri sia per gli autisti. Dispongono di sistemi di assistenza alla guida, maggiore sicurezza e livelli di comfort che un tempo erano impensabili. Sono diventati veri e propri salotti viaggianti.

Per sostenere questo livello qualitativo avete investito costantemente nel rinnovo della flotta.


Sì, perché abbiamo sempre creduto che la qualità del servizio passi anche attraverso la qualità dei mezzi. Storicamente abbiamo preferito acquistare direttamente gli autobus piuttosto che ricorrere al leasing. Recentemente abbiamo ritirato un nuovo mezzo realizzato dalla carrozzeria spagnola Beulas e abbiamo già ordinato un nuovo Setra che entrerà in servizio nei prossimi mesi. Continuiamo a investire con la stessa convinzione di sempre.

L’estate rappresenta il periodo di maggiore attività.

Assolutamente. In questi mesi quasi tutta la nostra flotta lavora sul lago di Garda. Abbiamo anche un’agenzia di proprietà a Malcesine, dalla quale organizziamo escursioni giornaliere per i turisti stranieri diretti a Venezia, sulle Dolomiti e verso molte altre destinazioni. È un’attività molto intensa che ci permette di valorizzare il territorio gardesano e di accompagnare visitatori provenienti da tutta Europa.

In questo senso sentite anche una responsabilità verso il territorio.

Sì, perché ogni viaggio rappresenta anche un biglietto da visita per Verona e per il lago di Garda. Se un turista vive un’esperienza positiva, porterà con sé un ricordo piacevole e probabilmente consiglierà il territorio ad altri. Ci capita spesso di accompagnare figli o nipoti di persone che avevano già viaggiato con noi molti anni fa. Questo significa che il passaparola continua a funzionare anche oltre i confini nazionali.


C’è un momento della vostra storia che ricorda con particolare emozione?

Sicuramente la festa per i settant’anni dell’azienda, nel 2019. Eravamo in una fase di forte crescita, stavamo assumendo personale, avevamo appena acquistato due nuovi autobus e il lavoro stava andando molto bene. È stato un momento bellissimo. Purtroppo pochi mesi dopo è arrivata la pandemia e il nostro settore si è praticamente fermato.

Il Covid ha rappresentato la prova più difficile?

Senza dubbio. Ci siamo ritrovati con tutti i pullman fermi per mesi e abbiamo dovuto ripartire praticamente da zero. È stato un periodo durissimo per tutto il comparto turistico, ma siamo riusciti a superarlo e oggi guardiamo al futuro con fiducia.

Tra due anni arriveranno gli ottant’anni dell’azienda. Come immagina il futuro di Brec Viaggi?


Lo immaginiamo con lo stesso ottimismo che ci ha accompagnato finora. Alcuni dei nostri figli stanno iniziando ad avvicinarsi all’azienda e questo ci fa sperare in una continuità generazionale. Noi continueremo a investire nella tecnologia, nella qualità dei mezzi e soprattutto nelle persone. Finché ci saranno passione e voglia di fare, continueremo a guardare avanti con serenità.

Dopo settantasette anni, che cosa rappresenta oggi Brec Viaggi?

Credo rappresenti una garanzia di affidabilità. In tutto questo tempo abbiamo accompagnato migliaia di persone, costruendo un rapporto di fiducia che continua ancora oggi. È il patrimonio più importante che abbiamo e che desideriamo trasmettere anche alle prossime generazioni.


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 Matteo Scolari

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