(Adnkronos) – Ogni impresa innovativa nasce da un’idea. Ma un’idea, da sola, non è sufficiente per diventare un progetto solido, trovare un mercato e generare un impatto duraturo. Per crescere servono perseveranza, capacità di adattamento, resilienza di fronte agli ostacoli e, soprattutto, relazioni. Occorre incontrare le persone giuste, confrontarsi con chi esprime bisogni concreti, trovare partner in grado di integrare competenze, imprese disposte a sperimentare e istituzioni capaci di aprire nuovi spazi di collaborazione. Tutto questo è avvenuto a inizio luglio in occasione della prima tappa di Jazz’Inn 2026-Umanità Aumentata, organizzata da Fondazione Ampioraggio a Ostra, in provincia di Ancona, cinque giornate che continueranno a generare innovazione grazie alle relazioni strette e ai percorsi intrapresi.
Per le ventinove startup e realtà innovative protagoniste della Challenge la partecipazione non è stata infatti una semplice vetrina espositiva ma l’opportunità di presentare le proprie soluzioni, verificarne l’efficacia, incontrare imprese, pubbliche amministrazioni, università, investitori e potenziali clienti, costruendo connessioni capaci di accompagnarne lo sviluppo. E’ proprio questa capacità di far incontrare innovazione e domanda reale a rappresentare uno degli elementi distintivi di Jazz’Inn: una relazione avviata durante un tavolo di confronto può diventare una sperimentazione; un incontro informale può generare una partnership; il dialogo con un’amministrazione o un’azienda può aiutare una startup a ridefinire la propria soluzione, individuare un nuovo ambito applicativo o accedere a un mercato prima inesplorato. Da una parte, le startup che stanno costruendo il proprio percorso, mettendo alla prova idee, tecnologie e modelli di business. Dall’altra, imprenditori e organizzazioni che hanno già attraversato quello stesso processo, affrontando difficoltà, cambiamenti e momenti di incertezza, fino a diventare esperienze riconosciute e punti di riferimento nei rispettivi settori.
Lo scenario delle ventinove realtà innovative presenti a Jazz’Inn 2026 è variegato: alcune stanno consolidando il proprio modello di business, altre cercano nuove applicazioni per tecnologie già sviluppate, altre ancora hanno bisogno di incontrare territori, imprese e amministrazioni con cui avviare le prime sperimentazioni. Tutte condividono però la necessità di uscire dal proprio perimetro, confrontarsi con interlocutori differenti e costruire reti capaci di accelerarne la crescita.
Il tema dell’Umanità Aumentata è il filo rosso che unisce i progetti: utilizzare la tecnologia non per sostituire le persone, ma per ampliarne competenze, possibilità di partecipazione e capacità di incidere sul futuro delle comunità. Come la creazione di avatar basati sull’intelligenza artificiale capaci di tradurre in lingua dei segni in tempo reale o la realtà immersiva in grado di stimolare memoria, emozioni e relazioni nelle strutture dedicate agli anziani. E ancora dai portali che trasformano le comunità in gruppi di acquisto organizzati, rendendo più sostenibili le filiere corte alla raccolta di informazioni anonime sui comportamenti dei visitatori che vengono restituite alle amministrazioni sotto forma di indicazioni utili per una gestione più sostenibile dei flussi turistici.
Accanto alle piattaforme digitali, Jazz’Inn ha ospitato progetti hardware e deep-tech come lo skateboard elettrico pieghevole e leggero, basato su un sistema di propulsione applicabile anche ad altri strumenti per la mobilità o la turbina brevettata per trasformare il moto ondoso del Mediterraneo in energia elettrica passando per una postazione robotica modulare e no-code progettata per automatizzare le lavorazioni promozionali dell’agrifood, riducendo attività ripetitive e posture potenzialmente dannose.
Il legame tra idea, perseveranza e relazioni è rappresentato anche dai cinque riconoscimenti speciali “Visioni Resilienti” di Jazz’Inn, assegnati a persone e organizzazioni che sono riuscite a trasformare una visione iniziale in un progetto consolidato, capace di produrre valore economico, sociale o culturale. Storie che dimostrano alle realtà emergenti come la qualità di un’intuizione debba essere accompagnata dalla capacità di resistere nel tempo, evolvere, generare fiducia e costruire reti.
Tra i premiati Dante Inferno-mostra immersiva, ritirato da Fernando Pintus, ceo di Wiplab e produttore dell’iniziativa, che evidenzia la capacità del progetto di trasformare un’idea culturale in un’esperienza innovativa, nella quale tecnologie immersive e patrimonio letterario si incontrano per coinvolgere nuove generazioni e pubblici differenti. Italy & Partners, con il riconoscimento ritirato da Raffaele Gareri, per la visione pionieristica nell’Open Innovation Procurement e per la capacità di mettere in relazione pubbliche amministrazioni, imprese e università. Un’esperienza che dimostra come l’innovazione possa svilupparsi quando esigenze dei territori, competenze e nuovi modelli di acquisto pubblico vengono inseriti all’interno di un ecosistema collaborativo.
Enrico Giacomelli, co-founder di Namirial Group, rappresenta invece il percorso di un’idea imprenditoriale che, attraverso continuità, capacità di innovare e apertura ai mercati, è cresciuta fino a diventare un riferimento europeo nel campo dell’identità digitale e dei servizi fiduciari, senza perdere il legame con il proprio territorio di origine. Al Gruppo Imprenditori Senigalliesi, rappresentato dal presidente Renato Mandolini, il riconoscimento per il valore della resilienza collettiva: di fronte ai drammatici eventi calamitosi che hanno colpito il territorio, gli imprenditori hanno scelto di restare, ricostruire, sostenere il lavoro e trasformare una situazione di estrema difficoltà in un’occasione di coesione e rinascita.
Flavia Marzano è stata premiata per aver anticipato temi oggi centrali, promuovendo innovazione, open government, accessibilità e competenze digitali quali strumenti di inclusione. Il suo percorso testimonia l’importanza di mantenere nel tempo una visione, costruendo relazioni tra tecnologia, diritti, istituzioni e società civile. Cinque esperienze diverse, unite dagli stessi fattori necessari anche alle startup presenti alla Challenge: una visione iniziale, la determinazione nel portarla avanti, la capacità di reagire agli ostacoli e la costruzione di relazioni che permettano al progetto di crescere, modificarsi e trovare nuove opportunità. I visionari resilienti hanno così mostrato ciò che può accadere quando un’idea non rimane isolata, ma incontra persone, competenze e comunità disposte a sostenerla.
Il percorso di Jazz’Inn 2026 prosegue con la seconda tappa in programa dal 9 al 13 novembre all’Acquario Romano, sede di Jazz’Inn Capitale, che sarà dedicata a Smart City, open innovation urbana e co-progettazione tra istituzioni e startup.
A Roma saranno presentate le sinergie nate a Ostra e sviluppate nei mesi che separano i due appuntamenti. Idee, contatti e proposte saranno portati all’attenzione di istituzioni nazionali e regionali, grandi aziende e investitori, con l’obiettivo di trasformare le relazioni avviate nel borgo marchigiano in azioni, collaborazioni e opportunità di business. Perché Jazz’Inn è un processo che continua nel tempo e che misura la propria efficacia nella capacità di far crescere i progetti, collegare persone e organizzazioni e trasformare l’innovazione in valore condiviso.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
redazione
Source link


