Tokyo, 28 luglio 2026 – Diverse persone sono morte e altre sono rimaste intrappolate in un centro commerciale crollato a Kumamoto in seguito al violento terremoto che ha colpito, questa mattina, il sud del Giappone. A riferirlo è l’emittente televisiva Tbs. I vigili del fuoco, intervenuti sul posto, affermano che parte del secondo piano dell’Aeon Mall è crollata in seguito a un’esplosione.
Circa 300.000 persone hanno ricevuto l’ordine di recarsi nei centri di evacuazione: lo ha dichiarato l’agenzia per la gestione delle emergenze, come riporta il Guardian. Il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha dichiarato che 300 membri delle Forze di Autodifesa saranno inviati nel Giappone meridionale per prestare soccorso alle vittime del disastro. La notizia è riportata dalla Nbc. Il ministro della Difesa giapponese Shinjiro Koizumi ha presieduto una riunione del Centro di coordinamento per la gestione delle calamità, dichiarando che “affronteremo con la massima determinazione le operazioni di salvataggio delle vite umane, la raccolta di informazioni e il sostegno alla popolazione”.
Incendi, blackout e persone sotto le macerie
Dopo la scossa di terremoto di stamattina in Giappone, incendi sono divampati in diverse località e sono in corso le operazioni di spegnimento. Lo riportano i media locali segnalando anche diverse case crollate e la presenza di persone intrappolate all’interno. Secondo la Kyushu Electric Power Transmission and Distribution Co., circa 48.170 famiglie nella prefettura di Kumamoto sono rimaste senza corrente elettrica, 13.770 a Yatsushiro, circa 12.060 a Uki, oltre 5.100 a Misato e 5.500 a Uto. La compagnia ferroviaria Kyushu Railway Co. ha sospeso la circolazione dei treni su tutte le linee, compresi i servizi ad alta velocità Shinkansen.
Chiusi anche la pista dell’aeroporto a tempo indeterminato e alcuni tratti delle autostrade. In alcune zone colpite, i servizi di comunicazione sono risultati indisponibili. Secondo un comunicato di NTT West, l’interruzione del servizio è iniziata intorno alle 16.27 (le 9.27 in Italia) nella prefettura di Kumamoto e in altre aree.
L’azienda – riporta il Japan News – ha dichiarato di essere “ancora impegnata nella verifica” della situazione, aggiungendo tuttavia che “l’accesso a internet e le chiamate telefoniche tramite linee internet potrebbero risultare non disponibili”. Anche i principali operatori di telefonia mobile hanno annunciato interruzioni del servizio una dopo l’altra. Nel 2016, due terremoti di magnitudo massima 7 hanno colpito la prefettura di Kumamoto. In totale, 278 persone persero la vita, incluse quelle decedute per cause legate al disastro, e circa 207.000 abitazioni furono state danneggiate
Farnesina: “Pochi italiani nella zona del sisma”
Nella zona colpita dal forte terremoto nel sud del Giappone, nella prefettura di Kumamoto, “ci sono pochi connazionali“. Al momento, riferiscono fonti della Farnesina, “non abbiamo segnalazioni, ma la situazione è in evoluzione”. Il consolato a Osaka è quello competente per la zona e sta seguendo la situazione.
Crollano le mura del Castello di Kumamoto
Il terremoto ha causato anche il crollo di alcune parti delle mura del Castello di Kumamoto, una delle fortezze più grandi, imponenti e militarmente avanzate di tutto il Giappone. Lo riporta Japan News. Considerato un capolavoro assoluto dell’architettura difensiva dei samurai è conosciuto per il design delle sue mura di pietra. La pendenza alla base è dolce, ma diventa quasi verticale man mano che sale verso l’alto.
Questo sistema ingegneristico impediva ai ninja e ai guerrieri nemici di arrampicarsi e faceva scivolare via persino i sassi. Costruito a partire dal 1601 dal potente signore della guerra Kato Kiyomasa, il complesso originario comprendeva ben 49 torri difensive, 18 porte principali e 29 porte secondarie. È circondato da profondi fossati e percorsi labirintici progettati per intrappolare gli invasori sotto il tiro dei difensori.
Toyota e Honda chiudono gli stabilimenti
Nel frattempo, il quotidiano giapponese Asahi Shimbun, informa che Toyota e Honda hanno sospeso temporaneamente le attività in alcuni dei loro stabilimenti nel Giappone sud-occidentale a seguito del terremoto.
Toyota ha fermato la produzione nello stabilimento di Toyota Motor Kyushu, nella prefettura di Fukuoka, senza che siano stati segnalati danni materiali o vittime, e prevede di riprendere le operazioni il 29, subordinatamente alle verifiche sulla sicurezza. Anche Honda ha sospeso la produzione di motociclette nel suo stabilimento di Ozu, nella prefettura di Kumamoto, almeno fino alla mattina del 29; una decisione sulla ripresa delle attività sarà presa nel pomeriggio. In alcune aree degli impianti si sono verificati perdite d’acqua e allagamenti causati dall’attivazione automatica degli impianti sprinkler durante il sisma, ma non risultano feriti o vittime. Ldc
Treno deragliato e strade interrotte
Da quanto si apprende, grosse crepe sono comparse sulle principali arterie stradali della città capoluogo dell’omonima prefettura nell’isola di Kyūshū. Un treno merci è uscito dai binari mentre i servizi ferroviari sono stati interrotti e i voli bloccati.
Scossa di magnitudo 7.1
Questa mattina una scossa di magnitudo 7.1 ha colpito il sud-ovest del Giappone, facendo scattare anche l’allerta tsunami (poi rientrata). L’Agenzia meteorologica giapponese ha registrato il sisma alle 16.27 ora locale (le 9.27 in Italia).
L’epicentro del terremoto si trova a circa 20 chilometri a sud di Kumamoto, la città più grande dell’isola di Kyushu centrale, con una popolazione di circa 700.000 abitanti. I residenti delle zone che hanno avvertito le scosse più forti devono stare attenti a possibili ulteriori forti terremoti per circa una settimana, nonché al rischio di frane, ha dichiarato un funzionario dell’Agenzia meteorologica giapponese.
La prefettura di Kumamoto era già stata devastata dieci anni fa da un doppio sisma di magnitudo 6.5 e 7.3, che aveva provocato 270 vittime.
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