Amii Stewart, Diodato e i 100 anni di Miles Davis



Roma, 7 ago. (askanews) – Time in Jazz al via: dopo il prologo di tre giornate a giugno, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu vivrà da questo sabato 8 agosto e fino a domenica 16, il clou della sua trentanovesima edizione, con Berchidda (Ss) come sempre al centro di un percorso che coinvolgerà altri quindici comuni del Nord Sardegna: Alà dei Sardi, Arzachena, Banari, Bortigiadas, Budoni, Loiri Porto San Paolo, Luras, Oschiri, Olbia, Porto Rotondo, Puntaldia, San Teodoro, Sant’Antonio di Gallura, Tempio Pausania (l’Agnata), Viddalba.

L’edizione 2026 sotto il titolo ‘Kind of blue’, preso in prestito dal suo storico album del 1959, rende omaggio a Miles Davis nel centenario della nascita del grande trombettista afroamericano. Un tributo che attraversa l’intero cartellone e che si traduce non solo in una serie di concerti dedicati alla sua musica, ma anche in un percorso capace di mettere in dialogo linguaggi, discipline e territori, nel segno della curiosità e della ricerca che da sempre caratterizzano Time in Jazz.

Il cartellone riunisce alcune delle personalità più autorevoli e innovative del jazz, e non solo. In questa edizione assumono un ruolo centrale i trombettisti e i numerosi omaggi, espliciti o ispirati, a Miles Davis. Tra questi spiccano Paolo Fresu con il suo collaudato spettacolo tra musica e teatro ‘Kind of Miles’; l’americano Nicholas Payton affiancato dal sassofonista Rick Margitza, il chitarrista Charlie Hunter e il batterista Greg Hutchinson in ‘The Music of Miles / Coltrane’, un progetto dedicato sia al centenario della nascita di Davis sia a quello di John Coltrane; Giovanni Falzone, che insieme alla Libera Band presenterà ‘Suite for Miles’, una produzione realizzata su commissione di Time in Jazz; e Flavio Boltro, alla guida del Miles Smiles Quartet, formazione nata proprio per celebrare il centenario del grande trombettista americano, al quale il festival intitola anche il Premio Miles Ahead che verrà consegnato al rapper e cantautore italo-tunisino Sayf.

Il lascito artistico di Miles Davis è imprescindibile anche per il percorso musicale del trombettista norvegese Nils Petter Molvær, di scena a Berchidda con la riproposizione dal vivo di ‘Khmer’, il suo album diventato un punto di riferimento fin dalla prima uscita, trent’anni fa, per la capacità di fondere jazz, elettronica e ricerca sonora. Dalla Norvegia arriverà anche Bugge Wesseltoft, pianista, compositore e produttore, tra i principali interpreti del nu-jazz contemporaneo, che presenterà una versione interamente solistica di ‘Am Are’, progetto che prosegue il percorso delle sue pubblicazioni per pianoforte solo, iniziato nel 2007.

La tromba è lo strumento di elezione anche di Markus Stockhausen, atteso in duo con l’iraniano Alireza Mortazavi, compositore e virtuoso del santur, l’antenato persiano del pianoforte; di Fabrizio Bosso, in arrivo con il suo quartetto e il repertorio del nuovo album ‘Routes’; di Luca Aquino, affiancato dal fisarmonicista Natalino Marchetti; e di Giorgio Li Calzi, artefice insieme a Valerio Corzani nel ruolo di narratore del progetto ‘Nica’s Dream. I musicisti di jazz e i loro tre desideri’. Completano la schiera di trombettisti la catalana Andrea Motis con il suo Guitar Trio, e la giovane Matilde Gori (classe 2001), anche lei in trio, alla quale sarà assegnato a Berchidda il Premio Biorepack, il riconoscimento promosso dal consorzio nazionale per il riciclo delle bioplastiche compostabili, partner del festival, destinato all’artista più visionario presente in cartellone.

Gli strumenti a fiato hanno un ruolo di primo piano anche nella Bandakadabra, protagonista della tradizionale traversata musicale da Livorno a Golfo Aranci a bordo di una nave Sardinia Ferries; nella Koro Almost Brass, nel gruppo Satoyama e nella storica Banda Musicale ‘Bernardo De Muro’, dove Paolo Fresu ha mosso i suoi primi passi tra le note prima di intraprendere la carriera che l’ha reso uno dei musicisti italiani più apprezzati a livello internazionale.

Tra tanti ottoni spicca il basso tuba di Theon Cross, una delle figure chiave della nuova scena londinese, la stessa da cui arriveranno a Berchidda anche i Kokoroko con la loro miscela di fiati, ritmi afro, synth e groove coinvolgenti per animare la tradizionale festa di Ferragosto che chiuderà la serie di concerti in programma sul palco centrale del festival in Piazza del Popolo. E l’indomani, domenica 16 agosto, spetteranno infine al ‘padrone di casa’, Paolo Fresu, gli ultimi squilli di tromba nel collaudato e affiatatissimo duo col bandoneonista Daniele di Bonaventura, a suggellare il trentanovesimo Time in Jazz nell’ormai consueto ultimo atto in scena alla Peschiera di San Teodoro.

Nel frattempo altri omaggi in musica saranno stati offerti nell’arco delle nove giornate: Dado Moroni proporrà una sua personale visione ‘pianistica’ del mondo di Miles Davis, mentre il contrabbassista Attilio Zanchi renderà tributo a un altro gigante del jazz, Charles Mingus. Jazz ma non solo anche in questa edizione del festival: ecco quindi Apparat, da oltre vent’anni una delle figure più influenti della musica elettronica tedesca; ecco poi Amii Stewart, un’artista che ha affascinato generazioni di fan con la sua voce potente e la sua carismatica presenza; ed ecco Diodato, uno dei cantautori più intensi ed eleganti della scena italiana, che domenica 9 sarà il protagonista del tradizionale concerto tributo a Fabrizio De André a L’Agnata, uno degli eventi più attesi di ogni edizione di Time in Jazz, come testimonia, anche quest’anno, l’immancabile tutto esaurito.

Il festival sarà anche l’occasione per esporre in vetrina alcune delle produzioni varate dai ‘cantieri’ di Insulae Lab, il centro di produzione musicale di Time in Jazz: ‘Atlantide. Il soffio, il suono, il mare’ dell’Atlantis Quartet guidato da un altro trombettista, Francesco Lento; ‘Universal Chords’ del sassofonista Raffaele Casarano e il chitarrista ungherese Ferenc Snétberger; ‘Elektro Dixie’, un progetto che si muove tra passato e futuro mettendo insieme due batteristi, Stefano Bagnoli e Christian Meyer, Giuseppe Vitale al pianoforte e alle tastiere, e Federico Malaman al basso elettrico; e poi ‘La storia siamo noi’, dove lo scrittore Flavio Soriga racconta vicende e personaggi della storia sarda accompagnato dalle atmosfere musicali di Gianluca Pischedda al violoncello e all’elettronica.

Si riconosce sotto l’insegna di Insulae Lab anche Time After Time, la serie di appuntamenti con la musica dal vivo in programma dopo i concerti serali nella piazzetta antistante il palco di Piazza del Popolo a Berchidda. Anche quest’anno, il compito di guidare le danze è affidato al talento dell’organetto diatonico Pierpaolo Vacca, chiamato a suonare con un artista ogni sera diverso: lo si vedrà quindi duettare con Francesco Piu, tra i protagonisti della chitarra blues in Italia, con la cantante e producer Suz e il chitarrista Davide Angelica, con il trombonista Filippo Vignato, e con WhiteFang, ovvero il chitarrista e cantante Luca Cadeddu Palmas affiancato da Fabio Bruno al basso e Alessandro Di Felice alla batteria. Poi, ancora musica nelle notti berchiddesi: spente le luci sul palco di Time After Time, sale alla consolle Renton con i suoi dj set tra techno, house e minimal, reminiscenze funky, disco e bass music.

A completare il ricco e multiforme palinsesto musicale, torna anche quest’anno il FestivalBar, la vetrina di solisti e gruppi in scena ogni sera in un diverso bar di Berchidda: ospiti in questa edizione la musicista elettronica Gold Mass, il duo indie folk Pick n’ Bow di Samuele Rampani e Virginia Sutera, il trio rock’n’roll/rockabilly The Dangerous 3, e il duo di musica elettronica TAAL di Luigi Mastandrea e Fabio Arcifa.

Insieme alla musica, Time in Jazz ribadisce la sua vocazione di festival capace di intrecciare linguaggi, esperienze e generazioni. Torna così Time to Read, la rassegna dedicata ai libri e ai loro autori, che accompagnerà il pubblico con incontri e dialoghi a ‘Sa colte ‘e su ‘oltiju’, il giardino di Sa Casara, l’ex caseificio ora sede dell’associazione Time in Jazz a Berchidda. Ospiti quest’anno il critico e storico del jazz Ashley Kahn, autore di uno dei saggi di riferimento sul capolavoro discografico di Miles Davis ‘Kind of Blue’, Salvatore Niffoi con ‘La rosa e lo spiedo’ (La nave di Teseo, 2026), Alessandro Bergonzoni con ‘Aprimi cielo. Dieci anni di raccoglimento, articolato’ (Garzanti, 2020), Paola Caridi con il suo ultimo libro ‘La voce di Gaza’.

Reno Brandoni presenterà invece il suo ‘L’urlo di Miles’ (casa editrice Le Ruzzole, 2026) nel tradizionale evento di Ferragosto nella campagna intorno a Berchidda, dove il festival trascorre la giornata con tutta una serie di appuntamenti in programma nelle chiesette campestri di San Michele e di Santa Caterina. Qui, oltre al sempre affollatissimo pranzo a base dei piatti tipici della cucina locale, il pubblico ritroverà Alessandro Bergonzoni protagonista di uno speech nel suo inconfondibile stile affabulatorio, ironico e dissacrante, fatto di giochi di parole, calembour e battute surreali.

La trentanovesima edizione di Time in Jazz salpa dunque gli ormeggi sabato 8 di buon mattino e inizia il suo viaggio alle 7.45 con un evento ormai immancabile di Time in Jazz: la traversata marittima in musica dal porto di Livorno a quello sardo di Golfo Aranci (arrivo alle 16.45) a bordo di una motonave della Sardinia Ferries; un appuntamento che si rinnova per la ventunesima estate consecutiva grazie alla partnership del festival con la compagnia delle navi gialle. A bordo quest’anno, la Bandakadabra, potente marching band capace di affrontare qualsiasi linguaggio musicale con una travolgente carica di energia. Giulio Piola e Daniele Raimondi alle trombe, Kim Gianesini al sax tenore, Simone Capitaneo al trombone, Luca Bellodi al sousafono, Alessandro Orefice al rullante e Gipo Di Napoli alla cassa trasformeranno il viaggio in un prologo festoso: fiati in movimento, ritmi coinvolgenti, improvvisazioni che si mescolano al rumore del mare e al passo lento della nave. Sarà un modo diverso di entrare nel festival, quasi un rito di passaggio: la musica che accompagna il tragitto verso l’isola, come un primo respiro collettivo.

Poi, sbarcata in Sardegna, la Bandakadabra porterà le sue note e i suoi ritmi nei giorni successivi per le vie di Berchidda, scorrazzando in parata musicale tutte le sere verso il tramonto, e la mattina di martedì 11 in un’esibizione all’Aeroporto Olbia Costa Smeralda – S.A. Principe Karim Aga Khan IV. Sulla terra ferma, la giornata inaugurale vive il suo primo evento nel tardo pomeriggio, alle 18, al Golf Club di Puntaldia (con ingresso libero e gratuito) con un’artista che ha affascinato più generazioni di fan con la sua voce potente e la sua carismatica presenza scenica: Amii Stewart. La cantante statunitense presenta ‘Back to my Roots’, lo show in cui propone i suoi grandi hit e classici del R&B in nuove versioni. La scaletta annuncia brani come ‘Knock on Wood’, che nel 1979 decretò il suo successo planetario, ‘Friends’, ‘Try Love’, ‘Grazie perché’, ‘Love Ain’t No Toy’, insieme a reinterpretazioni di pezzi iconici come ‘Ain’t Nobody’ di Chaka Khan e ‘Use Me’ di Bill Withers, ma anche nuovi titoli, come ‘Mama’ e il recente singolo ‘Funk’. Ad accompagnare Amii Stewart sul green di Puntaldia, una formazione che schiera Paolo Paracchini al basso, Dario Tanghetti alle percussioni, Riccardo del Togno alle tastiere, Giuseppe Tringali alla batteria, Jeanne Hadley alla chitarra e cori, per la direzione artistica di Simone Cohen.

In serata si resta ancora sulla costa nordorientale, a Porto Rotondo, dove il Teatro all’aperto ‘Mario Ceroli’ accoglierà alle 21.30 (anche qui con ingresso libero e gratuito) la trombettista, cantante e compositrice Andrea Motis con il suo Guitar Trio in cui è affiancata dai chitarristi Josep Traver e Jurandir dã Silva. Classe 1995, con il suo stile fatto di misura, delicatezza e una naturalezza che incanta, la musicista catalana è una delle voci più sorprendenti del jazz europeo degli ultimi anni. Oltre a un’importante collaborazione con Quincy Jones, Andrea Motis ha condiviso il palco con altre leggende come Milton Nascimento, Omara Portuondo e il Buena Vista Social Club, Esperanza Spalding e Yo-Yo Ma. Al suo attivo una dozzina di album che abbracciano l’intero spettro dei suoi interessi, dal jazz classico al funk passando per la musica brasiliana. Con Josep Traver e Jurandir dã Silva alle chitarre e con Jaques Morelenbaum special guest al violoncello, Andrea Motis ha firmato lo scorso febbraio il suo nuovo album: ‘Intimate’, come promette il titolo, è una conversazione musicale intima e confidenziale, caratterizzata da delicatezza, calore e sincerità emotiva. In questo album, la musicista catalana rivela il suo lato più raffinato, mettendo la sua voce al centro e intrecciando linee di tromba sobrie in un contesto acustico essenziale.

Sempre in serata, ma a Berchidda, la giornata inaugurale propone primo appuntamento con il FestivalBar, la vetrina di solisti e gruppi ospitata ogni sera da un diverso bar del paese. Apre la serie, alle 21.30 al Muretto Café, il duo indie folk Pick n’ Bow di Samuele Rampani e Virginia Sutera con un repertorio di canzoni inedite in inglese, arrangiate con chitarra, voce, violino e stompbox.

Anche il primo appuntamento in agenda domenica (9 agosto) è a Berchidda: a mezzogiorno si inaugurano le mostre allestite negli spazi de Sa Casara, la sede di Time in Jazz; in esposizione le fotografie scattate l’anno scorso durante il festival da Francesca Sara Cauli e David Morresi: ‘What a Wonderful World’, come dichiara il titolo, è il racconto per immagini della passata edizione di Time in Jazz, con i suoi volti, le sue emozioni e le sue suggestioni. CasArt è invece l’esposizione permanente della Collezione di Arte contemporanea nata nel 1997 in seno al progetto PAV (Progetto Arti Visive), grazie al contributo degli artisti che hanno partecipato alle iniziative del festival nel corso del tempo. Ad accompagnare l’inaugurazione delle mostre, che resteranno aperte per tutta la durata del festival, un brindisi in collaborazione con la Cantina Sociale Giogantinu.

Nel tardo pomeriggio, alle 18, il festival raggiunge L’Agnata, nei pressi di Tempio Pausania, luogo simbolico e carico di memoria, per vivere uno dei momenti clou di ogni edizione, come prova anche in questa occasione il tutto esaurito: il Concerto per Fabrizio De André con cui Time in Jazz, in collaborazione con la Fondazione a lui intitolata, rende omaggio al grande cantautore genovese nei luoghi che elesse a suo buen retiro. Il protagonista quest’anno è Diodato, uno dei cantautori più intensi ed eleganti della scena nazionale, molto amato dal pubblico e tra i più premiati.


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